Sapevi che l’intestino, con una lunghezza di circa 7 metri, è l’organo più grande del corpo umano? E sapevi che alla sua funzione digestiva ne va aggiunta un’altra a sostegno del sistema immunitario?

Oltre ad assorbire i nutrienti e a sintetizzare alcuni tipi di vitamine, come la B12, l’intestino forma una vera e propria barriera protettiva contro batteri e altri microrganismi nocivi grazie alla presenza della microflora batterica intestinale che crea un ambiente poco adatto alla proliferazione e sopravvivenza degli agenti patogeni.

A volte, però, può capitare che l’intestino non riesca a svolgere correttamente i suoi compiti perché sottoposto a stress, infiammazioni o alterazioni della sua funzionalità, come ad esempio nel caso della sindrome del colon irritabile (IBS).

Il colon irritabile è un disturbo che interessa circa il 10-15% della popolazione e chi ne soffre si trova spesso a fare i conti con dolori addominali, gonfiore, diarrea, stipsi e spossatezza.

Il disturbo presenta spesso un andamento cronico e ricorrente con fasi acute intervallate da periodi di normalità.

Quali sono i sintomi della sindrome del colon irritabile?

I sintomi caratteristici del colon irritabile sono il dolore addominale, che si allevia dopo l’evacuazione di feci o gas, stipsi, diarrea, presenza di muco bianco giallastro nelle feci, meteorismo, nausea, borborigmi, gonfiore addominale e cattiva digestione.

Questi sintomi possono cambiare nel corso del tempo, essere più intensi in certi periodi o sparire del tutto in altri. È sempre importante valutare con il medico curante che, conoscendo la situazione, sarà in grado di capire i sintomi e consigliare la strategia terapeutica più appropriata.

Quali sono le cause del colon irritabile?

A tutt’oggi le cause che sono alla base dell’insorgenza della sindrome del colon irritabile non sono note.

Di contro si è scoperto che i fattori che scatenano la sintomatologia sono diversi, come il consumo di particolari cibi, le disbiosi intestinali, il ciclo mestruale o situazioni particolarmente stressanti che in soggetti predisposti attivano l’irritazione e l’alterazione della funzionalità intestinale.

Stress e irritazione intestinale

Non tutti sanno che l’intestino è definito “secondo cervello”, perché è attraversato da una fitta rete nervosa che gestisce il buon funzionamento delle attività intestinali e mette in stretta relazione i due organi.

Proprio per il rapporto che c’è tra questi due organi, periodi di particolare stress, ansia e depressione possono influire negativamente sulla salute dell’intestino aumentandone la motilità e la sensibilità, reazioni che risultano accentuate nelle persone che soffrono della sindrome del colon irritabile.

Alimentazione e colon irritabile

COLON IRRITABILE, SINTOMI E CAUSE - PATATINE

Data la forte sensibilità delle terminazioni nervose localizzate all’interno della parete intestinale anche il semplice atto del mangiare potrebbe provocare una risposta eccessiva da parte dell’intestino e peggiorare i sintomi dell’IBS.

Chi soffre di irritazione intestinale dovrebbe comunque evitare il più possibile tutti quegli alimenti che possono provocare gonfiore e produzione di gas, come ad esempio fagioli, broccoli, cavoli, cipolle e uva passa, e difficoltà digestive, come cibi fritti e troppo grassi.

Anche alcuni tipi di zuccheri generalmente presenti in alimenti e dolci dietetici, chewing gum, miele e alcuni tipi di frutti, come albicocche, ciliege, prugne, pere, albicocche e datteri, potrebbero favorire un’eccessiva sensibilità intestinale.

Relazione tra ciclo mestruale e IBS

Le donne che soffrono di IBS sanno che durante il periodo mestruale i sintomi del colon irritabile possono risultare accentuati.

Durante le mestruazioni, infatti, c’è un calo del livello degli estrogeni che è alla base di un processo infiammatorio che riguarda anche l’intestino. Da qui la correlazione tra il ciclo mestruale e il peggioramento della sintomatologia legata all’intestino irritabile.

È importante ascoltare i segnali del proprio corpo e parlare con il proprio medico di fiducia di eventuali sintomi per capirne l’origine e valutare le opportunità di cura per tornare (presto) a stare di nuovo bene!

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