Alimentazione della madre in allattamento

Valentina Guttadauro 1
Dr.ssa Valentina Guttadauro

Biologa Nutrizionista e Farmacista ospedaliera.

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L’allattamento è un momento particolare per la donna e comporta molti benefici non solo per il neonato ma anche per la madre. Innanzitutto rappresenta il primo e più naturale modo in cui mamma e bambino prendono contatto. Inoltre l'allattamento determina una vera e propria programmazione nutrizionale sul patrimonio genetico del bambino. Infatti, il tipo di alimentazione in questi primi mesi di vita può avere conseguenze nella vita da adulto come, per esempio, influenzare la pressione del sangue, il metabolismo dei lipidi e dei carboidrati e il rischio di obesità e malattie.[1]

Il latte materno è un alimento perfetto perché oltre a essere completamente naturale, contiene o dovrebbe contenere tutti i nutrienti necessari miscelati nelle giuste proporzioni a patto che la madre segua un’alimentazione corretta.

L'allattamento al seno è associato anche allo sviluppo della vista e delle capacità psicomotorie. Per quanto riguarda in particolare lo sviluppo cognitivo il meccanismo alla base dei benefici del latte materno potrebbe dipendere anche dalla presenza dei suoi acidi grassi polinsaturi a lunga catena, in particolare dal DHA (acido docosaesaenoico), componente fondamentale delle membrane dei neuroni.

Durante l’allattamento la donna può seguire il suo regime alimentare abituale purché abbia una dieta varia e bilanciata, ricca di alimenti di origine vegetale (frutta e verdura) e fonti proteiche sia di origine animale che vegetale.

Quindi durante l'allattamento non occorre seguire un’alimentazione speciale, ma il regime nutrizionale seguito deve essere opportunamente equilibrato. In realtà molte donne necessitano di una educazione alimentare perché accade che provengano da regimi squilibrati poveri di nutrienti dove l’uso degli alimenti è lasciata al caso senza alcuna consapevolezza delle scelte migliori!

Allattamento e fabbisogno energetico

Allattare al seno determina per la madre un discreto dispendio energetico ed è per questo che consente di perdere più rapidamente i chili acquisiti durante la gravidanza.

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Ma alle volte questo può non succedere perché la madre non riesce a gestire i nuovi ritmi soprattutto se il bambino non dorme molto durante la notte e lei ha scelto di allattarlo a richiesta. Pertanto la madre si trova nell’impossibilità di gestire adeguatamente fame e sazietà rischiando così di mangiare a orari non consoni e in maniera disordinata.

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Latte materno

Il latte materno risulta l'alimento più raccomandabile per il neonato, in quanto fornisce tutti gli elementi nutritivi ma soprattutto li contiene nelle giuste proporzioni.[2]

La concentrazione dei grassi tende infatti ad aumentare verso la fine della poppata, inducendo nel bambino una sensazione di sazietà. Questo, ovviamente, non avviene per l'alimentazione con latte artificiale.

Grazie alle sue proprietà, infatti, il latte materno è in grado di favorire un corretto sviluppo del bambino e proteggerlo da molte malattie come, per esempio, le infezioni respiratorie o l'incidenza e la durata delle gastroenteriti.

Buona la presenza di proteine, lipidi, sali minerali e zuccheri in quantità e proporzioni adeguate alle necessità del lattante. L'unico elemento lievemente carente è il ferro ma durante il periodo prenatale il bambino si costruisce delle scorte che gli permettono di affrontare il lungo periodo di allattamento senza andare in contro a carenze specifiche. Inoltre sembrerebbe che questa carenza possa essere una strategia di madre natura per proteggere la sovracrescita di batteri dannosi nell'intestino, come l’E. Coli facilitando così la crescita dei Lattobacilli simbionti che invece proteggono l'organismo del piccolo dalle infezioni. Anche il contenuto in lattoferrina, lisozima e cellule immunocompetenti, favorisce lo sviluppo di batteri intestinali benefici, aiutando il piccolo a debellare i patogeni responsabili delle gastroenteriti o delle coliche del neonato.

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Un'altra caratteristica dell'allattamento al seno deriva dalla sua capacità di proteggere il bambino da possibili allergie alimentari in età adulta, forse perché ritarda i primi contatti con gli alimenti, dando il tempo al sistema immunitario di svilupparsi adeguatamente.

Cosa mangiare durante l’allattamento

Allattare al seno è sicuramente salutare sia per la mamma che per il bambino.

Ma ovviamente, per avere una buona composizione del latte, l’alimentazione della madre non deve essere lasciata al caso, ma andranno seguite delle indicazioni nutrizionali soprattutto quando già presenti errori alimentari.

Per avere un regime nutrizionale adeguato non dovranno mancare tutti i nutrienti ovvero glucidi, lipidi e proteine nelle quantità adeguate. Ovviamente nessuna restrizione a frutta e verdura che sono utili per apportare vitamine, sali minerali e fibre.

Sarebbe opportuno privilegiare il consumo di pesce azzurro ricco di omega tre come sardine, alici, merluzzo, nasello, tonno, sgombro, pesce spada.[3]

Come cereali utilizzare quelli a basso indice glicemico come avena, orzo, farro, grano saraceno, riso integrale.

Come condimento olio extra vergine di oliva a crudo sui nostri piatti. Per soddisfare il fabbisogno proteico sarebbe opportuno privilegiare sia quelle di origine animale come carne, formaggi e uova, che quelle di origine vegetali come i legumi.

Da non tralasciare accanto alla scelta dei giusti alimenti anche un corretto apporto idrico giornaliero, perché il latte materno è costituito fondamentalmente da acqua.

È intuitivo pensare che l’equilibrio nutrizionale dell’alimentazione della madre costituisca il veicolo più efficace per il passaggio di anticorpi materni al lattante, contribuendo a ridurre l’insorgenza delle malattie più comuni dell’infanzia quali otiti, gastroenteriti, infezioni respiratorie e urinarie.

Cosa non mangiare durante l’allattamento

Durante l’allattamento non esiste una vera e propria esclusione alimentare. Qualunque cibo potrà essere assunto in quantità ragionevole, evitando però di consumare troppi dolci e alimenti ad alto indice glicemico, troppi grassi saturi e quindi troppi cibi industriali o elaborati, anche perché alcuni potrebbero essere pesanti da digerire.

Attenzione anche ai cibi potenzialmente allergizzanti quindi ricchi di istamina o istamino-liberatori come arachidi, crostacei, molluschi, frutta secca, cioccolata, fragole, alimenti conservati, formaggi fermentati.[4]

Con moderazione anche alimenti piccanti o spezie come peperoncino, pepe, noce moscata, curry. Ovviamente non esagerare con l’uso degli alcolici, quindi vino, birra e super alcolici.

Insomma qualche piccolo sacrificio in cambio di tanta salute per noi e per il nostro bambino!

 

[1] La Leche League, L'Arte dell'Allattamento Materno, Brescia, 2005 (3a ed)

[2] Olivia Ballard e Ardythe L. Morrow, Human Milk Composition, in Pediatric Clinics of North America, vol. 60, n. 1, 2013-02

[3] DeFilippis, L Sperling, Understanding omega-3's, in Am Heart J, vol. 151, 2006, pp. 564-570.

[4] foodreactions.orgFood Intolerance, Allergy and Adverse Reaction

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