Non vedi l’ora delle vacanze?

Per la vista, è il caso di dirlo, è sempre bene avere un occhio di riguardo. Soprattutto in estate. Caldo, salsedine, cloro, aria condizionata, sono solo alcuni degli elementi che in questa stagione fanno sentire il loro peso sulla salute dei nostri occhi e gli effetti, talvolta anche molto fastidiosi, possono degenerare fino a sconfinare in alcune patologie.

Ma cosa succede agli occhi e perché subiscono così tanto gli effetti degli agenti esterni? Partiamo dal presupposto che sono un organo molto sensibile, sono la nostra finestra aperta sul mondo e, come tutte le finestre, sono esposte…

Cosa succede agli occhi in estate

In estate il calore persistente e le temperature elevate espongono più facilmente gli occhi alla disidratazione. Essendo costituiti per una buona parte di componenti acquose, infatti, anche gli organi della vista risentono di un aumentato fabbisogno di acqua durante il periodo estivo. Particolare importanza ricopre il film lacrimale, lo strato fluido che riveste le strutture oculari esterne composto principalmente da acqua, sali, grassi e proteine, deputato a svolgere una funzione di barriera, di nutrimento e di lubrificazione. Quando l’equilibrio idrolipidico del film lacrimale si modifica avvertiamo disturbi oculari come bruciore, prurito e quella fastidiosa sensazione di occhio che punge. Ma se è vero che il caldo può avere queste conseguenze, anche le strategie che mettiamo in atto per combatterlo possono avere gli stessi effetti sugli occhi: ventilatori e aria condizionata, infatti, con lo spostamento di aria e togliendo umidità all’ambiente favoriscono la secchezza oculare.

Non dimentichiamoci, poi, un altro fattore di rischio che viene esasperato dalla stagione estiva: in un clima caldo-umido, i batteri proliferano con maggiore facilità esponendo gli occhi a un rischio più diffuso di infezione oculare.

Alimentazione e benessere degli occhi in estate

In generale, più che mangiare con gli occhi sarebbe bene mangiare pergli occhi. Un’alimentazione mirata e con qualche piccola attenzione in più, infatti, ci permette di proteggere i nostri occhi e prenderci cura del loro benessere: una buona abitudine a maggior ragione in estate. Ma che c’entra l’alimentazione con la vista? Alla base della salute degli occhi c’è un giusto apporto di vitamineminerali e omega 3 che, grazie al loro potere antiossidante e protettivo, permettono alle cellule di resistere allo stress ossidativo legato all’invecchiamento e alla loro degenerazione, percorsi che portano inevitabilmente (come per qualsiasi altro organo) al deperimento e alla perdita progressiva della funzionalità ottimale.

A livello pratico ecco cosa fa bene introdurre nella propria dieta per proteggere gli occhi

COSA DOVE PERCHÉ
Acido ialuronico diverse fonti vegetali da biofermentazione. Idrata e protegge i tessuti.
Astaxantina da microalga Microalga, Crostacei; pesci. Antiossidante che riduce le reazioni di fotosensibilizzazione.
Luteina Tuorlo d’uovo; spinaci; mais; cavoletti di Bruxelles. Agente protettivo nei confronti di patologie ossidative dell’occhio.
Vitamina A retinolo Carote; zucche; albicocche; meloni; latte; uova; pomodori; fegato. Favorisce la visione crepuscolare e una corretta visione in situazioni di scarsa luminosità.
Vitamina B2 riboflavina Latte; formaggi; uova; cereali; lievito di birra. La carenza può comportare bruciore, prurito, lacrimazione e sensibilità alla luce.
Vitamina C acido ascorbico Agrumi; fragole; peperoni; vegetali a foglia larga. Valido aiuto per contrastare l’effetto dei radicali liberi e per un’azione di prevenzione delle infezioni.
Vitamina E tocoferolo Frutta secca; ortaggi a foglia verde; olive; basilico. Ha un alto potere antiossidante utile nella prevenzione della cataratta e della degenerazione della macula.
Zeaxantina Spinaci; foglie di rapa; bieta; cicoria Proteggere la retina dalle radiazioni ultraviolette del sole
Zinco Frutti di mare; legumi; cacao e cioccolato fondente; semi. Ha un alto potere antiossidante utile nella prevenzione della cataratta e della degenerazione della macula.

Integratori vitaminici per il benessere visivo

A volte però l’alimentazione quotidiana non basta e ritmi di vita o condizioni di salute particolari richiedono un maggiore apporto di alcuni principi e nutrienti. In questi casi è consigliato il ricorso a integratori alimentari mirati. Ma quali? Come abbiamo visto, le vitamine, i minerali e diverse sostanze nutrizionali svolgono un ruolo di primaria importanza nell’ottica del benessere visivo, perciò sarà utile scegliere integratori ad alto contenuto vitaminico, di Omega 3 e di zinco. Per tutelare la vista, chiedi al farmacista o al tuo oculista di fiducia: facilmente potrebbero consigliarvi Visiocare Nutri e Visiocare Procalm, due integratori alimentari che contribuiscono a proteggere le strutture oculari e sostenere la capacità visiva e il comfort degli occhi.La particolarità di questi integratori – e di tutta la linea Visiocare – è che le formulazioni nascono dalla collaborazione fra Guna, leader nella produzione e distribuzione di farmaci omeopatici e integratori naturali, e Salmoiraghi & Viganò, azienda leader dell’ottica in Italia, nel contesto di “Vision Care” il progetto che si sviluppa attraverso un network di iniziative focalizzate sull’informazione, la prevenzione e il trattamento dei disturbi della vista, finalizzato al coinvolgimento di medici oculisti, specialisti di ottica e farmacisti per il benessere visivo quotidiano degli Italiani. Anche in vacanza.

Occhi irritati, cosa non fare in spiaggia

Per preservare e proteggere il benessere dei nostri occhi, quindi, occorre prestare attenzione all’alimentazione, ma anche alle corrette abitudini e ai comportamenti da evitare sempre e a maggior ragione d’estate. Ecco allora alcuni accorgimenti che possono sembrare banali, ma ai quali spesso, presi dalla spensieratezza delle vacanze, non si pensa: evitare di esporre gli occhi alla luce diretta del sole, non toccare gli occhi con le mani sporche e cercare di evitare il più possibile di esporli al contatto con la sabbia. Lavare accuratamente le mani dopo aver toccato la sabbia, dopo aver fatto il bagno in mare e dopo aver messo la crema solare. Il contatto con questi agenti, infatti, può irritare gli occhi sani e acuire i fastidi in caso di occhi già irritati.

Come proteggere gli occhi sulla spiaggia

Gli occhiali da sole sono la prima protezione: indossarli, infatti, ci permette di ottenere un doppio effetto-barriera, sia per la luce del sole (anche indiretta, frutto del riverbero della sabbia o dell’acqua) e le sue radiazioni sia per eventuali particelle – come sabbia, polvere, schizzi d’acqua, pollini, ecc. – che con il vento, gli spostamenti o l’attività fisica, rischierebbero di entrare negli occhi irritandoli.

Un consiglio? Scegliere occhiali di ottima qualità, meglio se con lenti polarizzate, e prediligere la qualità della lente al lato estetico della montatura: le mode passano, la salute della vista, invece, più a lungo rimane meglio è.

Anche l’acqua di mare o quella della piscina sono elementi che possono irritare gli occhi, per questo, per proteggerli in acqua, è consigliato utilizzare maschere o occhialini da nuoto da lavare accuratamente con acqua corrente appena possibile, per eliminare tracce di cloro, salsedine o sabbia che, se non sciacquate, rischiano di essere fonte di irritazione ad un uso successivo.

Può capitare che, nonostante tutti gli accorgimenti, gli occhi a fine giornata lancino dei segnali d’allarme: bruciore, arrossamento, prurito, sono il linguaggio più comune con il quale gli occhi ci chiedono aiuto. Come fare allora? Un alleato formidabile è il collirio. Ci sono diversi tipi di collirio, che vanno scelti accuratamente a seconda dei componenti, dato che alcuni possono rivelarsi ulteriormente irritanti come, per esempio, i conservanti.

A cosa serve il collirio

Il collirio è una preparazione acquosa sterile in gocce per uso topico, con una componente di medicinale o meno, che può risultare fondamentale sia nei casi di irritazione che in presenza di patologie o infezioni. In commercio esistono colliri con molteplici funzioni: decongestionanti, idratanti, calmanti, lenitivi, astringenti o ancora antibiotici, cortisonici, antistaminici… La scelta del collirio giusto è strettamente legata all’origine del disturbo e ai sintomi che l’occhio manifesta.

Tipi di collirio

Generalizzando si possono ricondurre i colliri a due grandi tipologie: quelli senza prescrizione medica e quelli invece che necessitano di prescrizione. La differenza sostanziale sta nelle componenti all’interno della soluzione e nella finalità terapeutica.

Troviamo così:

  • colliri che curano il rossore, che contrastano la secchezza oculare, che idratano la superficie dell’occhio e ripristinano l’equilibrio idrolipidico del film, dedicati ai fastidi spesso legati ad abitudini scorrette o a fattori ambientali – come luci forti, vento, salsedine e cloro, stanchezza – e che sono considerati farmaci da banco
  • colliri medicamentosi che contengono una preparazione farmacologica e sono utilizzati in presenza di determinate patologie, acquistabili esclusivamente previa prescrizione medica

È sempre buona norma, in ogni caso, consultare il proprio medico o farmacista di fiducia per avere il consiglio migliore sul tipo di collirio da utilizzare in base alle specifiche esigenze dell’occhio.

Altra differenza si può riscontrare sulla base della confezione distinguendo i colliri monodose, con le classiche boccettine usa e getta, da quelli richiudibili per un utilizzo reiterato. In quest’ultimo caso bisognerà prestare particolare attenzione alla data di scadenza, al metodo di conservazione e alla durata una volta aperta la confezione. Le moderne tecnologie hanno portato alcune preparazioni senza conservanti ad essere utilizzate una volta aperte per 3 mesi, senza rischio di contaminazione. Assicurati di avere tutte queste informazioni prima di acquistare un collirio ed essere costretto poi a buttarlo perché scaduto (anche se ancora pieno per metà!).

Una distinzione trasversale e più capillare può essere fatta in base al principio attivo e al disturbo. Troviamo così colliri con antistaminici da usare nel caso di reazioni ad allergeni, con antibiotico in caso di infezioni batteriche dell’occhio (come blefariti, congiuntiviti catarrali, ecc.), con riduttori della pressione oculare, adatti ai casi di glaucoma, con analgesici e agenti decongestionanti, ideali per ridurre infiammazioni e dolore. Proprio questi ultimi sono particolarmente adatti a far fronte ai fastidi “da vacanza”, insieme ai colliri contro la secchezza oculare e alle cosiddette lacrime artificiali: questo genere di colliri, infatti, favorisce il ripristino dello stato di salute del film lacrimale idratando la superficie e ribilanciando gli squilibri dovuti a caldo, vento, sole e alla reazione legata a corpi estranei come sabbia, salsedine e cloro, in modo delicato, efficace e rapido, fornendo spesso un sollievo immediato.

Come si mette il collirio

I tipi di collirio, come abbiamo visto, sono tantissimi. Ma la somministrazione avviene sempre nello stesso modo. Anche se si tratta di poche gocce, l’operazione di mettere il collirio può risultare delicata. La pratica più diffusa che semplifica il più possibile questa operazione è la seguente:

  1. prendi la boccetta di collirio e tienila saldamente tra pollice e medio
  2. con l’indice della mano libera abbassa leggermente la palpebra inferiore dell’occhio da trattare
  3. reclina il capo all’indietro tenendo gli occhi aperti
  4. posiziona la boccetta di collirio sopra l’occhio aperto e premi il contenitore fino a farne cadere una goccia sulla superficie, possibilmente nell’angolo più interno dell’occhio.

Può capitare che non si faccia centro o che una parte di collirio scivoli lungo la guancia: nessun problema. Basterà asciugare la parte eccedente di prodotto con un dischetto di cotone o un fazzoletto pulito. In generale tutto ciò è più difficile a dirsi che a farsi e usare il collirio è più semplice di ciò che si possa pensare: con un po’ di pratica diventerà un gesto automatico. Ciò che però, nonostante la pratica, non va assolutamente dimenticato è di lavarsi sempre le mani sia prima, per evitare di introdurre sporco e agenti esterni che possono peggiorare la situazione, sia dopo aver toccato gli occhi, per scongiurare il propagarsi di un’eventuale infezione.

Hai già sentito la regola “lavarsi le mani”? Sì, probabilmente hai già letto i nostri consigli sull’influenza

Altro aspetto fondamentale nella somministrazione del collirio è evitare che il beccuccio dosatore tocchi le ciglia o, peggio, la superficie dell’occhio, per  evitare traumi, graffi e lesioni e scongiurare il rischio di recidiva o auto-infezione oculare nel caso di una confezione multidose.

Come mettere il collirio ai bambini

E con i bambini come si fa? Loro, si sa, fanno più fatica stare fermi… Vero, ma, nel caso in cui non si riesca proprio a tranquillizzarli, magari aiutandone la postura facendoli sdraiare su una superficie morbida, come un letto o un cuscino, si può farli sdraiare a occhi chiuse deporre le gocce di collirio nell’angolo interno dell’occhio: appena il bimbo aprirà la palpebra, la giusta quantità di collirio scivolerà con naturalezza nel suo occhio senza traumi o paure.

Si può usare il collirio in gravidanza?

Così come i bambini, anche le donne in gravidanza sono soggetti particolarmente sensibili e, come sappiamo, devono prestare un’attenzione in più a tutto ciò che riguarda la propria salute, soprattutto quando si parla di presidi medici. In caso di fastidi oculari sono da preferire colliri privi di conservanti, quelli a base di principi naturali e le lacrime artificiali. In ogni caso, la gravidanza è una condizione particolare ed è sempre bene chiedere un parere al medico o al farmacista prima di assumere un medicinale.

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