Teatro alla Scala

GUNA E IL TEATRO ALLA SCALA  

Il benessere in scena

L’uso dell’arte come “terapia” non è una novità: gli antichi Greci attribuivano una funzione catartica al teatro, che veniva utilizzato per liberare le emozioni represse e ritrovare uno stile di vita equilibrato. Già il teatro greco, quindi, può essere visto oggi come una sorta di “sostegno arte-terapeutico”, anche se è solo nel XX secolo che vennero mossi i primi passi verso l’arte terapia così come viene intesa nell’epoca attuale, grazie alla psicoanalisi; in particolare diedero il loro contributo fondamentale in quest’ambito Sigmund Freud (1856-1939) e Carl Jung (1875-1961).

Ma non è solo la pratica dell’arte a ‘fare bene’, bensì anche il suo godimento: le più recenti ricerche scientifiche dimostrano che la fruizione di un’opera d’arte riduce significativamente il nostro stato di stress e oggi si ha la misura scientifica dei suoi benefici sulla salute.

L’arte è dunque benessere e dove c’è benessere c’è GUNA: nati nel 1983, ci siamo rapidamente affermati in Italia e nel mondo come leader nella ricerca e produzione di farmaci “low dose” (a basso dosaggio), efficaci e senza effetti collaterali e di integratori derivanti da materie prime naturali di altissima qualità. La missione di tutti noi è da sempre una sola: la ricerca della salute attraverso terapie rispettose dell’organismo, dell’ambiente e – come l’arte – in sintonia con l’anima.

 

Ed è dalla base di queste premesse che nasce il progetto “Arte e Benessere”, tre incontri realizzati in collaborazione con uno dei più prestigiosi luoghi d’arte del mondo, il Teatro alla Scala di Milano nei quali, prima di assistere ad un balletto, il pubblico – appartenente al segmento Servizio Promozione Culturale – avrà la possibilità di presenziare ad un incontro con medici, esperti e artisti volto ad approfondire il legame tra la salute e la fruizione di opere d’arte. Gli incontri saranno moderati da Francesca Pedroni, critico e regista di danza.

Attraverso questi incontri ci prendiamo cura dell’arte. Perché anche l’arte cura.

Scarica il fascicolo: “Arte e Benessere / Il benessere in scena”

 

Un approfondimento: Cell Melodies, le cellule ‘vivono’ a suon di musica…

Diversi sono gli studi già realizzati sul tema arte e benessere, alcuni anche recenti. Tra questi ci sono quelli del team di Carlo Ventura, medico cardiologo e dottore di ricerca in biochimica: studi che si sono tradotti in un evento particolare. Si sono studiati gli effetti prodotti, a livello cellulare e molecolare, dal suono generato dalla musica o dalla voce umana. Il fatto che questi suoni permeino il nostro corpo solleva un interrogativo fondamentale: il suono della musica o della voce, generato durante esibizioni artistiche dal vivo, può parlare alla biologia delle cellule? Questo affascinante quesito ha rappresentato il tema conduttore di ‘Cell Melodies’, un esperimento dal vivo e, al tempo stesso, una prima mondiale, organizzato dal 7 al 9 novembre 2016 a Bologna sotto gli auspici di Vid art|science, un movimento internazionale di artisti e scienziati curato da Arlo Ventura e Julia Von Stietencron. Insieme a Milford Graves, batterista jazz, e Alessandro Bergonzoni, attore di teatro, erano presenti anche delle cellule staminali umane adulte, ottenute da tessuto adiposo, visualizzate attraverso microscopio invertito dotato di un sistema di immagine multispettrale (MSI – Multispectral Imaging).

Il sistema MSI è progettato per elaborare informazioni attraverso lo spettro elettromagnetico (luce) ed è stato utilizzato durante Cell Melodies per rilevare gli spettri di emissione elettromagnetica prodotti dalle cellule staminali in risposta ai pattern sonori generati dagli artisti. L’esperimento Cell Melodies ha fornito per la prima volta la prova che le cellule staminali umane sono in grado di generare differenti modi vibrazionali specifici in risposta a diversi spettri sonori prodotti dal musicista. Grazie all’utilizzo di MSI si è scoperto che gli spettri di emissione vibrazionale delle cellule staminali differivano molto nel corso del monologo dell’attore, mostrando principalmente un pattern di vibrazione lungo la superficie cellulare in risposta ad un tono stentoreo della voce, concentrandosi invece a livello del nucleo allorché le parole venivano emesse come suoni sussurrati. Sono in corso ulteriori studi per indagare le possibili implicazioni di queste scoperte per il benessere umano.

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