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Stress, perché è dannoso e come combatterlo

Problemi cardiaci, aumento della pressione, insonnia, possono essere tutte conseguenze di uno stato di stress. Scopri come imparare a gestirlo e vivere più serenamente.

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Stress… che stress… e parlo da solo… il mondo è bello perché varia stress…”

Così cantava il celebre cantautore Pino Daniele in uno dei suoi pezzi in “Non calpestare i fiori nel deserto” (1995), dove ironicamente poneva l’attenzione su una di quelle manifestazioni patologiche più frequenti, a volte silenti, a volte dichiaratamente evidenti.

CHE COS’È LO STRESS?

Quante volte rappresenta la risposta più istintiva alla classica domanda “Cos’hai? Non so come ti vedo” quando poi in realtà è una sorta di compromesso pragmatico atto a sottintendere una fatica a reagire ad una serie di disturbi che alterano più o meno il nostro star bene, spostando inevitabilmente la barra dell’omeostasi individuale verso il disequilibrio

Il termine stress fu coniato la prima volta dal fisiologo Walter Bradford Cannon, riconosciuto padre della psicosomatica, agli inizi del 900 e già allora si avvertiva la correlazione con una delle principali sintomatologie con cui si manifesta, a livello gastrointestinale. Successivamente fu il lavoro di Hans Selye, medico austriaco dell’Università di Montreal, a darne l’accezione di SGA (Sindrome generale di adattamento) a seguito di alcuni studi osservazionali compiuti nel corso della sua attività di ricercatore: in alcuni esperimenti iniettando alternamente fitoterapici e soluzioni fisiologiche (placebo) i ratti manifestavano ulcere, atrofie del sistema nervoso e squilibri ormonali, sia che fosse il preparato fitoterapico sia che fosse il placebo.

Dal momento che i sintomi erano gli stessi anche cambiando gli stressors (nel caso specifico le iniezioni) Selye arrivò a concludere che la risposta allo stimolo negativo poteva essere descritta come stress, termine anglosassone traducibile come “sforzo” ma ancor più evidente se si lega al termine derivato dal francese antico “estrece” derivato dal latino “strictus” (stretto come schiacciato da due pesi).

SINTOMI DA STRESS

Ci capita spesso di dire che siamo “stressati” ma non tutti i sintomi sono facili da individuare e possiamo sottovalutare il problema. Pur essendo difficile fornire un elenco esaustivo di tutti i sintomi dello stress, è utile individuare i più frequenti. Si individuano quattro categorie di sintomi da stress:

  • sintomi fisici: abbassamento delle difese immunitarie, alterazione del ciclo mestruale, mal di testa, mal di schiena, indigestione, tensione nel collo e nelle spalle, difficoltà digestive dolore allo stomaco, tachicardia, sudorazione delle mani, extrasistole, agitazione, insonnia e difficoltà ad addormentarsi problemi di sonno, stanchezza, capogiri, perdita di appetito, problemi sessuali;
  • sintomi comportamentali: digrignare i denti, alimentazione compulsiva, più frequente assunzione di alcolici, atteggiamento critico verso gli altri, comportamenti prepotenti, difficoltà a portare a termine i compiti;
  • sintomi emozionali: tensione, rabbia, nervosismo, ansia, pianto frequente, infelicità, senso di impotenza, predisposizione ad agitarsi o sentirsi sconvolti;
  • sintomi cognitivi: difficoltà a pensare in maniera chiara, problemi nella presa di decisione, distrazione, preoccupazione costante, perdita del senso dell’umorismo, mancanza di creatività.

STRESS DA LAVORO E STUDIO

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I ritmi sempre più sostenuti dell’attività lavorativa , determinano spesso un grande investimento di risorse che, prolungato nel tempo, può intaccare seriamente il nostro benessere. Diverse patologie psichiche, come stress, ansia e panico, possono generarsi da un ambiente lavorativo poco sano. Richieste eccessive e protratte nel corso del tempo sul posto di lavoro possono dare origine alla “sindrome del burnout, una vera e propria forma di esaurimento derivante dalla natura di alcune mansioni professionali. Il termine “burn-out” deriva dall’inglese e letteralmente significa essere bruciati, esauriti, scoppiati. Il termine è stato preso in prestito dal mondo dello sport, dove viene usato per indicare la condizione di un atleta che, dopo vari successi e nonostante la perfetta forma fisica, non riesce più a conseguire buoni risultati. La sindrome del burn-out è una malattia professionale e chi ne soffre può essere definito un “bruciato” dal troppo lavoro. Il soggetto colpito da burn-out manifesta alcuni sintomi, quali nervosismo, insonnia, depressione, senso di fallimento, bassa stima di sé, indifferenza, isolamento, rabbia e risentimento.

STRESS È MALESSERE?

In generale si può dire che, a seconda di come si reagisce a fattori stressogeni e da come si percepiscono gli stessi, si suole distinguere un eustress da un distress; il primo indica chiaramente una serie di fattori dove l’autostima e la giusta carica emotiva riescono a trasformare un fattore esterno da negativo a positivo, se opportunamente affrontato non disdegnando pratiche di rilassamento e distrazioni quali attività ricreative parallele o pratiche sportive.

Qualora dovesse venire a mancare il giusto spirito il rischio che si parli di distress (che è poi lo stress che percepisce la maggior parte di noi) sarebbe più che evidente.

Questo perché dal punto di vista prettamente biochimico tutto quanti noi reagiamo a situazioni vessatorie, sfide, ostacoli, pericoli ed impegni più o meno onerosi mettendo a dura prova l’asse PNEI, dal momento che alla produzione di adrenalina come reazione iniziale allo stimolo esterno seguono una serie di processi a cascata che investono,  a diversi livelli, il Sistema Nervoso centrale e i neuroregolatori, ormoni e mediatori biochimici coinvolti non solo nel controllo dei meccanismi cardiocircolatori ma anche di quelli metabolici.

Il successo o l’insuccesso, la vittoria o la sconfitta, è dato solo ed esclusivamente dalla capacità individuale che è intimamente collegata a caratteristiche di qualità e quantità: in questo contesto la teoria Darwiniana della capacità adattativa è integrata da fattori quali il livello culturale, il contesto socioeconomico ma  anche e soprattutto l’età del soggetto stressato e i suoi tempi di reazione, oltre che ovviamente la conoscenza e la distinzione della gravità presunta o tale di un evento.

COME GESTIRE LO STRESS

STRESS, PERCHÉ È DANNOSO E COME COMBATTERLO - COME GESTIRE LO STRESS

Esistono svariate attività che aiutano gli individui a trasformare il distress sopracitato in eustress: fondamentalmente già prendere concezione e definire il problema è in gran parte risolverlo (B. Croce) pur tuttavia a seconda della dimensione psicologica e comportamentale un individuo conscio del proprio malumore ha una risorsa straordinaria a sua disposizione che è il tempo.

PRATICA DELLA MEDITAZIONE

Prendersi del tempo per ritrovare se stessi, sviluppare o ripristinare una maggiore consapevolezza del proprio Io, nell’ottica di riprendere la forza per proseguire la propria corsa ad ostacoli (la vita) senza impedimenti ne freni inibitori, ma soprattutto tacere quel chiacchierio peraltro molesto che la mente in quel momento sta producendo, ritrovando in armonia e una pace che trascende dal tipo di scopo che sia religioso, spirituale o filosofico, ma solo ed esclusivamente per ritrovare il senso. La meditazione è una pratica utile non solo se sei stressato, ma anche se soffri di allergie. Hai letto il nostro aritcolo che ne parla?

Provenendo da epoche e culture lontane dalle tradizioni occidentali, la meditazione Yoga va tenuta in considerazione come pratica di rilassamento volta a recuperare il vivere in un eterno presente al di fuori del Tempo, ma anche più pragmaticamente concentrarsi su un punto fisso da cui dipanare la matassa.

Del resto secondo la tradizione Hindu lo Yoga è un mezzo di realizzazione e salvezza spirituale, che in Occidente si è trasformato in un mix di ginnastica corporea e tecniche di respirazione, magari perdendo il senso ascetico e acquisendo un’impronta più materiale.

ALIMENTAZIONE E ATTIVITÀ FISICA

“Mangiar bene per sentirsi in forma” è il dogma per definizione per tutti coloro che praticano un adeguata educazione alimentare. Anche nella gestione dello stress è fondamentale associare i cibi giusti alle attività giuste: non è utopico constatare che molto spesso si tenta di affrontare lo stress tuffandosi sui dolci e cibo spazzatura, per l’assurda convinzione che ciò di cui siamo ghiotti è ciò che ci può aiutare (e che invece ci fa più male).

Cibi da evitare: alcol e caffeina, dal momento che mentre il primo da l’illusione che svanisce non appena è assorbito dall’intestino, il secondo inibisce la produzione di serotonina e ci rende anche più nervosi

Cibi consigliati: tutti quelli ricchi in elementi antiossidanti (vitamine del gruppo B, Omega 3 e acido Folico) verdure a foglia verde: ad esempio è consigliabile assumere una buona quantità di spinaci ricchi in magnesio, un minerale essenziale per il rilassamento mentale e muscolare, legumi, riso, agrumi, noci e uova. Il salmone oltre ad essere ricco di Omega 3 e quindi sertoninergico è anche ricco di Vitamina D, che regola il nostro umore. È importante valutare sempre il profilo qualitativo e la provenienza degli alimenti, in modo da utilizzare quelli con il miglior profilo di freschezza e di genuinità.

Tutti gli sport sono equamente validi, a seconda delle preferenze di ciascuno di noi: si può spaziare dalla corsa al basket, dal ciclismo al tiro con l’arco, al fitness, a patto che si pratichino con accortezza e piacere .

FIORI DI BACH

Individuati negli anni’30 dal Medico Britannico Edward Bach, i fiori di Bach sono archetipi floreali di stati d’animo, ai quali ispirarsi, mentre se ne assume l’essenza, per evocare le proprie innate risorse e capacità di adattamento.

Poiché, come abbiamo visto, lo stress si manifesta anche con aspetti emotivi e comportamentali, può essere utile richiamare in sé la virtù opposta, come la definiva il Dr. Bach, rappresentata dal fiore, piuttosto che porre attenzione sulla difficoltà finendo di fatto col nutrirla opponendovisi. Per fare un esempio, se anziché pensare “Non voglio più provare ansia da anticipazione”, ponendo di fatto la nostra attenzione sull’indesiderato stato d’animo, iniziassimo a pensare sono sereno, mentre assumessimo qualche goccia del fiore di Bach Impatiens, che è archetipo della Pazienza e della tranquillità e ci aiuta ad evocare queste qualità, allora sarebbe difficile rimanere in stato di stress. Tanto più quanto accompagnassimo l’assunzione ad un’affermazione positiva come: “mi muovo al ritmo del qui e ora: allento la tensione e mi armonizzo coi tempi del mio prossimo, del flusso della vita e della natura”, associata magari ad un bel sorriso. Infatti, le emozioni ifluiscono sulla mimica facciale e sul comportamento, tanto quanto la mimica facciale e il comportamento influiscono sulle emozioni. Per cui, se mi sforzo di sorridere, a chiunque incontri, difficilmente riesco a rimanere “stressato”.

I fiori di Bach in commercio non sono tutti uguali, ed è fondamentale prestare attenzione agli aspetti qualitativi, in particolare: essenze madri certificate B.A.F.E.P. (British Association of Flower Essence Producers) provenienti dai luoghi d’origine in Gran Bretagna con brandy da coltivazione biologica e preparati con metodo WHITE Holographic Bioresonance, che conferisce alla parte liquida, caratteristiche organizzative e proprietà omologhe a quelle dei fluidi negli organismi viventi, così da ottenere una maggiore affinità con questi ultimi.

Gli archetipi dei fiori di Bach più corrispondenti allo stato di stress sono i seguenti:

Impatiens: quando proviamo ansia di anticipazione, nervosismo, impazienza, questo è l’archetipo a cui ispirarsi, mentre ne assumiamo le gocce, per evocare pazienza e tranquillità. Non a caso è contenuto anche nei composti pronti:

  • Resource remedy – “Relax no Stress”, la formula specifica di fiori di Bach per evocare le proprie innate risorse quando si desidera rilassamento, calma e gestione dello stress.
  • Resource goodnight – “Sonno Sereno”, la formula specifica di fiori di Bach per evocare le proprie innate risorse quando si desidera un sonno sereno, tranquillo e ristoratore.
  • Resource harmony – “Armonia Femminile”, la formula specifica di fiori di Bach per evocare le proprie innate risorse quando si desidera un rapporto armonico con la propria femminilità, soprattutto nei momenti di particolare sensibilità legati ai cicli mestruali, alla gravidanza o alla menopausa

Elm: il fiore corrispondente al sovraccarico di responsabilità, al punto che queste ultime ci appaiono troppo più grandi delle nostre potenzialità, e il più delle volte non ci sentiamo all’altezza della situazione, fino a perdere la fiducia in noi stessi.  A Elm possiamo ispirarci per evocare senso della misura e risolutezza. È, infatti, uno dei fiori fondamentali per i composti pronti:

  • Resource confidence – “Autostima e Fiducia”, la formula specifica di fiori di Bach per evocare le proprie innate risorse quando si desidera autostima e fiducia in se stessi.
  • Resource enerjoy – “Energia e Vitalità”, la formula specifica di fiori di Bach per evocare le proprie innate risorse quando si desidera energia, vitalità e voglia di agire.

White Chestnut: il fiore di Bach corrispondente a tutte quelle manifestazioni in cui la nostra mente è preda di sovraccarico di pensieri, incapace di trovare quiete e in vortici ossessivi compulsivi, siamo lucidi abbastanza per renderci conto che il tutto è privo di costrutto e logorante al punto da non farci prendere sonno. White Chestnutè archetipo di concentrazione e pace.

Agrimony: quando siamo interiormente tormentanti dall’ansia, ma preferiamo nasconderla ai nostri cari e agli altri dietro una maschera di allegria, questo è l’archetipo da cui trarre ispirazione per evocare apertura verso chi è pronto ad ascoltarci e armonia interiore. Il tipo Agrimony, tende a somatizzare la propria ansia con bruxismo e onicofagia. Non a caso, sia White Chestnut sia Agrimony sono inclusi nel composto pronto:

  • Resource goodnight – “Sonno Sereno”, la formula specifica di fiori di Bach per evocare le proprie innate risorse quando si desidera un sonno sereno, tranquillo e ristoratore.

Hornbeam: quando ci sentiamo stanchi al solo pensiero del da farsi già a partire dal primo giorno della settimana, deconcentrati poco motivati e tendiamo a procrastinare gli impegni. Siamo infastiditi da qualsiasi cosa e diventiamo scontrosi con chiunque. Ma se riusciamo a dedicarci ad un’attività che ci piace recuperiamo lucidità e buonumore. Hornbeam ci ispira ad evocare le virtù del consolidamento e del vigore.

Olive: Quando abbiamo dato tutto e non siamo neanche in grado di goderci il meritato riposo, che sia vacanza o cessata attività. Sensazioni che si riflettono in disturbi del sonno e dell’appetito. Il fiore corrispondente alla sindrome da Burn-Out è Olive, al cui archetipo possiamo ispirarci per evocare riposo e rigenerazione. Sia Hornbeam, sia Olive sono tra i fiori fondamentali del composto pronto:

  • Resource enerjoy – “Energia e Vitalità”, la formula specifica di fiori di Bach per evocare le proprie innate risorse quando si desidera energia, vitalità e voglia di agire.
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