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Allergie: fattore di accrescimento della fibra nervosa (NGF)

Secondo il Premio Nobel Levi Montalcini, le allergie aumentano quando l’organismo si trova in una situazione di pericolo.

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Non è una dichiarazione di qualche sconosciuto postata sul web, né un’asserzione campata in aria: ad affermare questo concetto è stata nientedimeno che Rita Levi Montalcini, straordinaria scienziata italiana alla quale, nel 1986, è stato attribuito il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia per l’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa (NGF, Nerve Growth Factor).

È il 2001 e l’attenta analisi è stata presentata al congresso di allergologia tenutosi a Berlino in quell’anno: secondo il Premio Nobel Levi Montalcini quando l’organismo umano si trova in una condizione di pericolo per la propria vitalità, vengono messe in circolo grandi quantità di neurochine, sostanze di passaggio tra cervello e sistema immunitario che stimolano la reattività delle cellule che si occupano di allergia (i mastociti). È passato diverso tempo dal momento in cui la Montalcini ha scoperto il Nerve Growth Factor a quando ha potuto rilevare che quella sostanza viene prodotta tutte le volte che un essere umano entra in una condizione di pericolo vitale.

L’allergia, quindi, potrebbe essere un segnale di allarme dell’intero organismo.

ALLERGIE AUMENTANO QUANDO AUMENTA LA NOSTRA PAURA - PNEI

Una dichiarazione importante che, oltre ad aver lasciato sbigottita la platea in occasione del congresso, pone l’accento, ancora una volta, su come una malattia non debba essere vista come un difetto isolato dell’organismo, ma come una difesa e uno squilibrio dell’asse PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologico), conseguente alla risposta coordinata e contemporanea dei vari reparti che sovraintendono le funzioni vitali del corpo, in cui la gestione dei sintomi è certamente utile, ma forse non è la risposta migliore che ci si può aspettare di ottenere nel lungo termine.

Uno strumento utile per una gestione più ampia del problema può essere fornito dall’Omeopatia e dall’Omotossicologia: nelle allergie, quello che si cerca di mettere in atto con questi mezzi (quindi con la medicina dei bassi dosaggi, la Low Dose Medicine) è un “piano di difesa” sofisticato e combinato: per aumentare la tolleranza si utilizza una particolare miscela di pollini e altri allergeni adeguatamente diluiti che modula le difese e, siccome spesso i soggetti allergici mostrano un alto grado di intossicazione è necessario affiancare un medicinale di drenaggio che permetta l’eliminazione delle “tossine” depositate nel corso degli anni, diminuendo così l’ipersensibilità e la conseguente risposta esasperata.

Scopri di più sulla Low Dose Medicine nell’articolo dedicato.

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