“ENERGIA CHE AVVOLGE TUTTE LE COSE”

È questo il significato in sanscrito della parola guna.

Il termine derivada gere, radice indoeuropea che significa “avvolgimento”, per indicare un singolo filo di cui è costituita una corda a fili intrecciati.

Nella scuola filosofica del Sāṃkhya, una delle scuole di pensiero indiana, i guna sono i tre componenti ultimi della prakṛti,principio attivo, responsabile dell’evoluzione di tutto ciò che nell’universo è manifesto, materiale e mentale; l’altro principio ontologico contrapposto è il puruṣa, principio passivo, puro spirito frammentato in infinite monadi individuali coinvolte loro malgrado nella manifestazione, dalla prakṛti.

Fu l’alterazione dell’equilibrio iniziale dei tre guṇa a dare origine all’evoluzione (pariṇāma) della prakṛti, dalla quale derivano tutti gli elementi del cosmo nonché quelli che ne permettono la percezione, fisica e mentale. I guṇa possono essere quindi visti come quelle componenti che a causa del loro incessante combinarsi determinano i dettagli dell’evoluzione cosmica.

LE COMPONENTI DELL’ENERGIA COSMICA

I tre componenti (i guna) sono:

  • rajas: instabilità, attività, desiderio
  • sattva: virtuosità, purezza, luminosità, saggezza
  • tamas: torpore, ignoranza, indolenza.

Fra ciò che noi chiamiamo “materia” e ciò che definiamo “mente” non c’è differenza di qualità, ma soltanto della diversa presenza delle componenti dell’energia cosmica all’interno della manifestazione del fenomeno: nei fenomeni materiali prevale tamas, mentre in quelli mentali a prevalere è sattva. Insieme alla terza componente, rajas, il differente combinarsi di queste tre qualità determina quindi ogni particolare della manifestazione.

Qui troviamo la rappresentazione filosofica di quello che, grazie alla scienza, è diventato l’approccio PNEI all’organismo.

IL SANSCRITO

Il sanscrito è una lingua vibrazionale:1l’alfabeto è formato non da lettere ma da sillabe, come nella lingua cinese, in cui a ciascun ideogramma è associato ad un suono. Questi suoni che accedono al corpo attraverso diverse vibrazioni, toccando punti specifici, si chiamano Mantrika, ovvero “Piccola Madre”, perché in ognuno è insita la capacità di manifestare e creare l’energia e la vibrazione di ciò che si sta menzionando.

Parole molto conosciute in Europa sono ad esempio Namasté, composta da Namah che significa “inchino” e teche significa “tu”. Namasté significa letteralmente “inchinarsi”, mentre dal punto di vista simbolico esprime l’idea secondo cui dentro ognuno di noi si manifesta una parte dell’essenza divina.

Un’altra parola nota è Om, suono primordiale, quello dalle cui vibrazioni è nato l’universo. Più correttamente detto aum, questo mantra si usa nella meditazione e in occasione di congedo di sessioni di gruppo, cantandolo insieme per aumentare le vibrazioni energetiche. Il suono nasce spontaneo dall’unione di una vocale chiusa, come la “o”, che si chiude definitivamente con la pronuncia della “m”, permettendo al suono di continuare a vibrare all’interno del corpo e creare la connessione vibrazionale.

UNA LINGUA VIBRAZIONALE

La parola vibrazionale significa che si può sentire attraverso il corpo. Siamo fatti per la maggior parte di acqua e così come una goccia nell’acqua crea movimento, nello stesso modo una vibrazione energetica risulta in un movimento all’interno del corpo.

Nel mondo, ogni cosa esistente è fatta da una vibrazione ed una frequenza elettromagnetica. Nelle lingue europee, come l’italiano, le parole sono usate per descrivere gli oggetti o le azioni. In sanscrito invece la parola denota la vibrazione e la frequenza dell’oggetto menzionato.

IL SANSCRITO NELLO LO YOGA

Nello Yoga Namastéè il saluto di fine lezione. È un saluto di alto rispetto e si effettua con le mani in forma di preghiera. Il maggior beneficio nella pronuncia di questa, come delle altre parole sanscrite, è nascosto nel suo suono.

ll sanscrito è la lingua dei libri classici dello Yoga e dell’India antica. La parola stessa significa “formato nella sua interezza, completo, perfetto”. La sola parola Yoga ha tante sfaccettature e connotazioni spiegate attraverso metafore in pagine e pagine di libri. Questo perché le parole in sanscrito hanno un significato più profondo che una semplice parola.

COSA SONO I MANTRA

mantra sono le frasi recitate in sanscrito, anche nella pratica dello Yoga. Rappresentano uno strumento importante per il riequilibrio dei chakra, una preghiera invocata per smuovere le energie bloccate. Il significato non è importante conoscerlo in quanto esiste una connessione speciale tra il suono ed il significato che non sono due entità distinte, ma esattamente la stessa cosa.

Quando sono recitati in gruppo i mantra riverberano nel gruppo, creando un effetto armonico che entra nel profondo dell’animo di chi ha la fortuna di essere presente e coinvolto in queste occasioni.

 

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