16 Mag 2018

Fnomceo: “Omeopatia? Un placebo”. E tornano a scoppiare la polemiche

Roma, 14 maggio – L’omeopatia non ha alcuna base scientifica e gli effetti riportati da chi la usa sono con buona probabilità dovuti all’effetto placebo. Lo afferma una nuova scheda pubblicata dal sito dottoremaeveroche.it, l’iniziativa contro bufale e fake news della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo).

“Sebbene vi siano pubblicazioni di vari studi, allo stato attuale non ci sono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche secondo i canoni classici della ricerca scientifica” si legge nella scheda preparata dal medico Salvo Di Grazia. “Infatti diversi studi condotti con una metodologia rigorosa hanno evidenziato che nessuna patologia ottiene miglioramenti o guarigioni grazie ai rimedi omeopatici. Nella migliore delle ipotesi gli effetti sono simili a quelli che si ottengono con un placebo (una sostanza inerte)”.

Di Grazia, che cura anche il sito Medbunker, precisa che “l’effetto placebo è conosciuto da tempo, ha una base neurofisiologica nota e funziona anche su animali e bambini, ma il suo uso in terapia è eticamente discutibile e oggetto di dibattito”.

Nel documento, riferisce una nota  Ansa,  si spiega anche perché sono proprio i medici a prescrivere i farmaci omeopatici. “In Italia l’omeopatia può essere praticata solo da medici chirurghi abilitati alla professione. Questa norma non intende attribuire una base scientifica a questa pratica, ma solo garantire da una parte il diritto alla libertà di scelta terapeutica da parte del cittadino e dall’altro un uso integrativo e limitato alla cura di disturbi poco gravi e autolimitanti, evitando il rischio di ritardare una diagnosi più seria o che il paziente stesso sia sottratto a cure di provata efficacia”.

Immediate, ovviamente, le repliche del mondo dell’omeopatia, dove peraltro operano molti medici.  Più o meno tutte le sigle che si occupano di medicina non convenzionale e complementare sono scese in campo per manifestare “assoluto dissenso in merito alla nuova scheda pubblicata sul sito”.

L’iniziativa della Fnomceo di dedicare una sezione alle bufale sanitarie, osserva il fronte dei sostenitori dell’omeopatia, è “in linea generale utile ma nello specifico pone sullo stesso piano l’effetto placebo con una pratica, l’omeopatia, che è invece fin dal 2002 definita come ‘atto medico’ dalla stessa Federazione degli Ordini”.
Le critiche riguardano anche il fatto che la pagina del sito sia stata redatta da “sedicenti esperti” privi di esperienza di medicine complementari. “Stupisce che la Federazione si affidi a dei soggetti privati, per giunta non qualificati, per la redazione di una pagina Informativa su un sistema di salute adottato con soddisfazione da sette milioni di italiani e da decine di milioni di europei”.

Va precisato, al riguardo, che – al di là di ogni considerazione sull’esperienza di chi lo ha redatto –   il testo poi pubblicato sul sito Fnomceo, pronto già da qualche settimana, è stato a lungo studiato e valutato dai vertici della Federazione degli ordini prima della pubblicazione.
La difesa delle ragioni dell’omeopatia continua poi chiamando in causa sia il Parlamento europeo che il Consiglio d’Europa, che hanno chiesto di “assicurare ai cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica e il più alto livello d’informazione sull’innocuità, qualità ed efficacia di tali medicine, invitando gli Stati membri a regolarizzare lo status delle Medicine complementari in modo da garantirne a pieno titolo l’inserimento nei Servizi sanitari nazionali”.
Da ultimo, si fa riferiemnto al merito scientifico della questione, ricordando l’esistenza di studi scientifici a supporto dell’efficacia dell’omeopatia, rintracciabili sulla banca dati medica PubMed e sufficienti a dimostrarne la maggior efficacia rispetto al placebo.  “Sono pubblicati in numero significativo, anche su riviste scientifiche a medio e alto impatto” scrive il fronte pro-omeopatia “tanto che anche la prestigiosa Cohrane Collaboration dedica un sito specifico dedicato a queste discipline”.
Anche il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga (nella foto), è intervenuto per chiedere chiarezza sul tema. “Le affermazioni diffuse in questi giorni dalle Fnomceo sono profondamente errate e strumentali, così come la campagna denigratoria che da tempo ha come bersaglio l’omeopatia” ha affermato Gorga. “Noto con piacere che le associazione degli ordini dei medici, così come le associazione delle case farmaceutiche omeopatiche che rappresento, lavorano nella stessa direzione, peccato che medici come il dottor Salvo Di Grazia e qualche altro suo collega, non lo abbiano ancora capito”.

“Omeoimprese ha diffuso un vademecum per l’utilizzo delle medicine non convenzionali, dove si sottolinea, che la medicina omeopatica è un atto sanitario e che pertanto è necessario rivolgersi ad un professionista, medico, farmacista o veterinario, ognuno per la propria competenza” ha aggiunto il presidente delle aziende omeopatiche. “È bene sottolineare questi aspetti in virtù del fatto che, sempre come cita la Fnomceo, il prodotto omeopatico è un farmaco  in base al Dlgs 2019/2006, autorizzato dalle autorità sanitarie italiane. Questo avviene nel nostro Paese, come nel resto d’Europa”.

Articolo pubblicato su “Rifday.it

 

Rassegna stampa a cura di

“Glebb

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