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Vitamina C, antinfiammatoria e antiossidante

Dr. Antonio Gorini
Medico Chirurgo, Specialista in Nefrologia – Medicina Interna
La vitamina C è un’importante molecola antinfiammatoria e antiossidante. Ecco perché dobbiamo integrare correttamente la vitamina C.

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Vitamina C pura, a cosa serve

Conosciuta anche come acido ascorbico, la vitamina C è un micronutriente presente in natura che l’essere umano assimila attraverso il cibo.

L’organismo non è in grado di sintetizzare la vitamina C, pertanto la sua assunzione avviene principalmente mediante un’alimentazione sana ed equilibrata.

Mangiando ogni giorno soprattutto frutta e verdura fresche, è molto probabile che il fabbisogno quotidiano di vitamina C sia pienamente soddisfatto e che, di conseguenza, il corpo possa godere delle molteplici proprietà benefiche di questo nutriente.

La vitamina C, infatti, è indispensabile per il corretto funzionamento di numerosi processi biologici, tra cui:

  • produzione di collagene, principale proteina del tessuto connettivo, necessaria per costruire e mantenere in salute ossa, denti, pelle, unghie, capelli, muscoli e vasi sanguigni;
  • corretto funzionamento del sistema immunitario;
  • normale funzionamento e biosintesi di alcuni ormoni;
  • aumento dell’assorbimento del ferro, indispensabile per ossigenare i tessuti;
  • rigenerazione di antiossidanti e disintossicazione dai metalli pesanti.

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Vitamina C, antinfiammatoria e antiossidante

vitamina c 1

Stress ossidativo e infiammazione vanno spesso a braccetto quando si tratta di invecchiamento e patologie croniche quali: diabete, ipertensione, cardiopatie, morbo di Crohn, malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson, artrite, fibromialgie e nefropatie.

L’alimentazione scorretta, l’assenza di pratica sportiva, uno stile di vita non sano, l’abuso di alcol e il fumo sono le cause dell’aumento di infiammazione e stress ossidativo delle cellule.

Oltre ad acquisire buone abitudini alimentari e di vita, più in generale, è importante assumere anche la giusta dose giornaliera di vitamina C. Con la sua azione antiossidante, questo nutriente riesce infatti ad ostacolare i radicali liberi, responsabili dell’ossidazione cellulare e dell’infiammazione.

Inoltre, rafforzando il sistema immunitario, la vitamina C potenzia la risposta di difesa contrastando i processi infiammatori.

Vitamina C e pressione sanguigna

Alcuni ricercatori statunitensi dell’Istituto Johns Hopkins Medicine hanno effettuato uno studio su un campione di persone per comprendere se e in che modo la vitamina C può influire sull’abbassamento della pressione sanguigna.

È stato descritto dagli autori dello studio che, senza sostituirsi ai farmaci antipertensivi, la vitamina C contribuirebbe ad abbassare la pressione sanguigna poiché agisce come diuretico, favorendo l’eliminazione di sodio.

La Vitamina C compartecipa nella corretta salute della cellula intervenendo positivamente nel suo metabolismo energetico e nella riduzione dello stress ossidativo. Anche questo meccanismo potrebbe essere utile per modulare il sistema vascolare alterato nel soggetto con ipertensione arteriosa.

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Ciò vuol dire che la vitamina C in forma di integratore può rivelarsi  utile nell’affiancare una terapia ipertensiva farmacologica, ma non sostituirla.

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Ghiandole surrenali

La vitamina C aiuta la produzione ormonale delle ghiandole surrenali, consentendo una maggior resistenza allo stress.

 Va tuttavia segnalato che un suo apporto eccessivo può essere correlato a un aumentato rischio di formazione di calcoli renali in soggetti predisposti o con funzione renale seriamente ridotta. Chi ha già avuto calcoli renali deve evitare il sovradosaggio di vitamina C.

Ciò vuol dire che la sua alimentazione deve sempre essere sana ed equilibrata e che, in caso di necessità, può ugualmente attingere da supplementi vitaminici o multivitaminici, ma deve rispettare i dosaggi e le indicazioni che si trovano sulla confezione (ancor più quelle fornite dal proprio medico).

Carenza di vitamina C

Qualora si verificasse una carenza di vitamina C, tutte le funzioni biologiche alle quali essa prende parte sarebbero compromesse.

Ecco perché i sintomi coi quali si palesa tale carenza sono: fragilità dei capillari, secchezza e desquamazione della pelle, suscettibilità alle infezioni, mobilità dei denti, secchezza delle fauci e degli occhi, caduta dei capelli, affaticamento e insonnia.

La totale mancanza di introduzione di vitamina C causa lo scorbuto, malattia molto grave che può portare alla morte.

Per fortuna lo scorbuto è molto raro oggigiorno, soprattutto nei paesi industrializzati, dove quasi tutti hanno la possibilità di mangiare a sufficienza e attingere dal cibo i nutrienti necessari.

Molto più frequente è invece la carenza di vitamina C, dovuta a diverse cause:

Assorbimento del ferro

Il ferro contenuto in alcuni alimenti non è facilmente assorbibile come quello contenuto in altri. Anche in questo caso ci viene in soccorso la preziosissima vitamina C.

Il ferro eme (legato all’emoglobina e alla mioglobina, quindi organico) è quello che si trova soprattutto nei cibi di origine animale e viene più facilmente assorbito; il ferro non eme, presente in forma minerale nei vegetali, è invece prevalentemente inorganico,  e per essere assorbito facilmente deve essere prima ossidato (ossia deve essere bivalente = Fe++ e non trivalente = Fe+++).

La vitamina C, consentendo l’ossidazione del ferro da trivalente a bivalente, facilita in questo modo l’assorbimento intestinale del ferro inorganico.

Pertanto, in una dieta bilanciata la presenza contemporanea di tutti i nutrienti facilita anche l’assorbimento di ciò che per noi è necessario.

Laddove il medico prescriva una integrazione di ferro come terapia dell’anemia, si dovrà pensare ad associare anche una integrazione di vitamina C per favorire l’assorbimento del ferro. 

La vitamina C, tra l’altro, oltre a consentire l’assorbimento del ferro non eme, riesce anche a contrastare l’effetto inibitore di sostanze come il tè e il caffè (le quali possono diminuire l’assimilazione di ferro, se prese dopo poco tempo rispetto ai pasti).

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Integratori di vitamina

Gli integratori di vitamina C non devono sostituire una dieta variata ed equilibrata e uno stile di vita sano, pertanto possono essere assunti come supporto in condizioni particolari: presenza di patologie, cambiamenti ormonali, periodi di forte stress, facilità ad ammalare nella stagione fredda.

Esistono diversi formati di integratori, talvolta multivitaminici e arricchiti di sali minerali: in polvere, capsule, fiale intramuscolo, granulari solubili, tavolette masticabili.

Quando assumere un integratore di vitamina C

Vitamina C intramuscolo

La vitamina C in fiale intramuscolo o endovenose viene solitamente somministrata quando si ha una carenza importante della stessa, oppure quando l’organismo ha un fabbisogno maggiore di tale nutriente: durante la gravidanza e l’allattamento, in caso di infezioni, patologie reumatiche e cronico-degenerative.

Benefici e controindicazioni

Se sei alla ricerca di un integratore che faccia al caso tuo, è molto probabile che la tua scelta risulti più semplice dopo aver letto quali sono i numerosi benefici della vitamina C.

L’intero organismo ha bisogno di questo nutriente per potersi sostentare e per far funzionare numerosi processi biologici.

Esistono però alcune controindicazioni legate all’assunzione di supplementi, le quali interessano chi è ipersensibile al principio attivo e chi ha specifiche patologie (per esempio i calcoli renali).

Per essere certi di aver scelto l’integratore vitaminico adatto alle proprie esigenze e che sia compatibile con le proprie condizioni fisiche, è sempre opportuno chiedere consiglio al medico di fiducia prima di procedere con l’assunzione.

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