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UN CAFFÈ, GRAZIE! PROPRIETÀ, BENEFICI E CONTROINDICAZIONI

Famoso soprattutto per gli effetti stimolanti, il caffè ha molte altre proprietà. Quanto consumarne al giorno per godere dei suoi benefici? Quali sono le controindicazioni.

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Ristretto, corto o lungo: il caffè è la bevanda più diffusa al mondo, quella che mette maggiormente in crisi i baristi di tutta Italia a causa delle mille varianti con cui viene richiesto e, probabilmente, quella più studiata!

Ciononostante, non esistono risposte certe e definitive alle domande più comuni: “quanti caffè si possono bere al giorno?”, “il caffè fa male al cuore?”. In compenso, è possibile risalire a solide basi scientifiche per sfatare alcuni luoghi comuni.

Il rapporto di EFSA (European Food Safety Authority), pubblicato da poco sulla caffeina, ritiene che “un’assunzione moderata, pari a 400 mg di caffeina al giorno (circa 4-5 tazzine di caffè), è sicura nella popolazione adulta se è parte di una dieta sana ed equilibrata e di uno stile di vita attivo”.

Inoltre, numerosi studi scientificiindicano quali siano i benefìci del caffè sulla memoria e sulla concentrazione, come questa sostanza abbia una forte azione preventiva e protettiva nei confronti del diabete di tipo 2 e della malattia di Parkinson e come contribuisca a ridurre i rischi di morte cardiovascolare.

A questo proposito, una recente metanalisiche ha combinato tutti gli studi sull’argomento pubblicati in letteratura tra il 1966 ed il 2013, mette in luce una correlazione significativa tra il consumo di caffè e la riduzione di mortalità legata a qualunque causa, in particolare al sistema cardiovascolare. In questa metanalisi, che ha valutato con attenzione le relazioni dose-risposta, i consumatori di caffè hanno presentato un rischio di morte per cause cardiovascolari ridotto del 10-20% per tutti i livelli di consumo rilevati.

Se però volete dormire la sera, forse qualche tazzina in meno sarebbe consigliata, preferibilmente non dopo le 18, poiché in tal modo si evitano disturbi legati all’eccitazione del sistema nervoso quando invece ci si deve predisporre al riposo.

SOSTANZE CONTENUTE NEL CAFFÈ

UN CAFFÈ GRAZIE PROPRIETÀ BENEFICI E CONTROINDICAZIONI SOSTANZE CONTENUTE NEL CAFFÈ

Caffè, tè e cioccolata vengono tradizionalmente definite ‘bevande nervine’ poiché contengono in massima parte sostanze in grado di agire sul sistema nervoso.

Tale effetto è legato alla presenza di caffeina nel caffè, teofillina nel tè e teobromina nella cioccolata. L’effetto stimolante della caffeina ha una durata di circa due ore dall’assunzione e allontana il senso di sonnolenza, potenzia la memoria, la capacità di apprendimento, la percezione degli stimoli sensoriali, stimola la vigilanza e l’attenzione, riduce la sensazione di fatica migliorando così l’efficienza fisica e mentale.

La bevanda si ottiene dal seme della coffea arabica (dalla quale proviene il 90% della produzione mondiale) o coffea canephora, quest’ultima ha un più elevato contenuto di caffeina e pertanto è definita “robusta”.

UN CAFFÈ, GRAZIE! PROPRIETÀ, BENEFICI E CONTROINDICAZIONI - COFFEA ARABICA

Nel seme del caffè sono state identificate quasi 900 sostanze. Composti importanti, oltre all’acqua (4,1g/100g), sono i minerali (potassio e calcio: 2,4g/100g). Il potassio è estratto completamente e lo si ritrova nella tazzina, mentre buona parte dei lipidi o grassi e delle cere (parte corticale del chicco, pari a 15,4g/100g) viene trattenuta durante la preparazione della bevanda dal filtro (qualunque tipo di filtro sia utilizzato). Le proteine (10,4g/100g) e gli amminoacidi si perdono durante la tostatura. Dei carboidrati (28,5g/100g), quelli solubili (saccarosio) si perdono durante la tostatura, formando i composti volatili dell’aroma, mentre quelli insolubili (cellulose) subiscono una trasformazione. Alcuni si volatilizzano mentre altri restano nei fondi di caffè come polimeri complessi.

Il genere Coffea, della famiglia delle Rubiacee, conta ben 60 varietà di caffè. Di queste, però, poco meno della metà vengono usate per i frutti e solo quattro sono quelle che hanno una reale rilevanza per la commercializzazione e sono Coffea Arabica, Coffea Robusta, CoffeaLibericae Coffea Excelsa. Ci sono poi alcune specie considerate minori come laCoffea charrieriana, originaria del Camerun, che è priva di caffeina; la Coffea mauritiana, la Coffea racemosae la Coffea stenophylla, originaria dell’Africa occidentale, che resiste alla siccità.

QUANDO È MEGLIO EVITARLO?

Buonissimo per alcuni, pessimo per altri, il caffè, però, presenta anche diverse controindicazioni che non consentono a tutti di poter assumere questa sostanza. Esso infatti contiene zucchero (per esempio, l’Arabica contiene l’8% di zucchero e la Robusta il 5%), una percentuale che varia perché le qualità sono spesso miscelate nella produzione della bevanda. Inoltre, la percentuale si riduce ancora durante la tostatura, processo durante il quale gli zuccheri diminuiscono mediamente dal 10% al 2%, quando il chicco di caffè da verde diventa marrone e avviene la caramellizzazione degli zuccheri. Il caffè quindi di per sé contiene pochi zuccheri, ma il rischio di incorrere nel diabete dipende dalla quantità di zucchero che noi aggiungiamo o se siamo soliti correggere il caffè con alcol, se aggiungiamo creme ecc. Nel caso si abbiano dei problemi di salute è sempre bene rivolgersi al medico curante per un consiglio sull’opportunità o meno di assumere questa bevanda.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Una tazzina di caffè (cioè 10 cl di caffè) e un cucchiaino di zucchero apportano all’organismo solo 45 calorie in totale.

Forse, l’aspetto più interessante legato all’assunzione di caffè è dato dall’incremento della termogenesi: la maggior parte degli integratori alimentari dimagranti si propone di stimolare il metabolismo dei loro consumatori nell’intento di aumentare il dispendio calorico giornaliero. Tuttavia, è possibile ottenere tale effetto molto più semplicemente, e molto più economicamente, attraverso una quotidiana e intelligente assunzione di caffè. In buona sostanza, si tratta di utilizzare il caffè come il tè verde, altro importante dimagrante che stimola la termogenesi.

Non esistendo una alimentazione valida per tutti, ma solo una individuale sensibilità ad alcuni alimenti, vale sempre la pena di considerare che una intolleranza al caffè potrebbe dipendere non solo dalla caffeina contenuta in esso, ma anche da altre sostanze in grado di produrre una infiammazione cronica latente. In tal caso, pertanto, prima di sentenziare contro questa bevanda, andrà accuratamente indagata l’alimentazione del singolo soggetto nonché la eventuale presenza di intolleranze alimentari.

D’altra parte, ricordiamo che diversi studi hanno smentitola correlazione tra incremento dei casi di ipertensione, infarto e diabete e consumo di caffè.3

CAFFÈ E GIARDINAGGIO

UN CAFFÈ, GRAZIE! PROPRIETÀ, BENEFICI E CONTROINDICAZIONI - CAFFÈ E GIARDINAGGIO

Infine, un consiglio pratico: il caffè è un ottimo concime per curare al meglio, senza sprechi e senza costi, giardini, orti, balconi e terrazze. Grazie al loro contenuto di calcio, azoto, potassio, magnesio e altri minerali, i fondi di caffè si presentano come un ottimo fertilizzante per i nostri fiori e per le piante dell’orto: basterà spargerli direttamente sul terreno o nel vaso. L’importante, prima del loro utilizzo, è che vengano conservati in maniera corretta: è importante infatti riporli in un sacchetto di plastica o in un contenitore di vetro asciutti in modo da evitare che l’umidità possa causare muffe.

COME RICONOSCERE UN CAFFÈ DI QUALITÀ?

Bastano piccoli accorgimenti… casalinghi: I chicchi di caffè sono molto elastici, quindi per testarne la loro bontà basta lanciarne uno a terra: se rimbalza, significa che il caffè è buono. Per distinguere, invece, la buona qualità del caffè in polvere, bisogna mettere un cucchiaino di polvere di caffè in un bicchiere d’acqua: se il caffè è buono la polvere rimane a galla.

 

 

1 https://www.coffeeandhealth.org

(Crippa et al, Am J Epidemiol 2014 – https://ugis.it/cms/wp-content/uploads/2016/05/Poli.pptx)

SA Rosner et al, AmJ Epidemiol 2007, 1 Feb, 165:288-293; Nutrition (JA Greenberg et al, AmJ Clin Nutr 2007 Feb, 85(3):392-398); Coffee consumption and risk for type 2 diabetes mellitus. Ann Intern Med 2004 Jan 6; 140:1-8)

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