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Tachicardia improvvisa, come comportarsi

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Dr.ssa Simonetta Marucci
Medico Chirurgo. Specialista in Endocrinologia
La tachicardia è un sintomo che indica un disordine del ritmo cardiaco in cui si assiste ad un aumento della frequenza dei battiti.

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I battiti del cuore scandiscono la nostra vita, marcando emozioni, ricordi ed affanni, ma talvolta il batticuore può anche destare preoccupazione. Scopriamo insieme il perché.

Il battito del cuore a riposo generalmente (varia per ognuno di noi) ha una frequenza compresa tra le 60 e le 100 pulsazioni al minuto; quando supera i 100 battiti al minuto si parla di tachicardia.

Per tachicardia si intende l’aumento della frequenza cardiaca (numero dei battiti del cuore al minuto) in condizioni di riposo.

Si tratta di un disturbo abbastanza comune che non sempre deve destare preoccupazione, infatti la frequenza cardiaca può aumentare temporaneamente durante l’attività fisica, in situazioni di stress o febbre.

Diventa una condizione patologica quando, a causa di un’anomalia, il cuore batte più velocemente del normale in condizioni di riposo (aritmia).

Cos’è un’aritmia cardiaca

L’aritmia è un disturbo caratterizzato dall’alterazione del ritmo cardiaco che può essere troppo lento (bradicardia), troppo rapido (tachicardia) o irregolare.

Le manifestazioni aritmiche sono numerose e ciascuna presenta dei caratteri particolari, vediamo le più comuni:

Fibrillazione atriale
Durante una fibrillazione atriale il battito diventa irregolare e può superare le 100 pulsazioni al minuto. La fibrillazione atriale può essere percepita con palpitazioni o pulsazioni atipiche di breve durata. Può causare disturbi quali vertigini, difficoltà a respirare, affaticamento o affanno. Si verifica quando le camere superiori del cuore, i cosiddetti atri, non si contraggono in maniera sincrona e pertanto “fremono” o fibrillano, ovvero battono in modo molto rapido e anomalo.

Flutter atriale
Il Flutter atriale è molto meno frequente della fibrillazione atriale, ma con cause e conseguenze emodinamiche simili.[1] Non è altro che un’alterazione del ritmo cardiaco che origina nell’atrio e si caratterizza per avere contrazioni frequenti, battito irregolare e insorgenza improvvisa. Il disturbo in questione si origina nell’atrio e si trasmette sino al ventricolo (camera inferiore del cuore), arrivando a compromettere la gittata cardiaca e la circolazione sanguigna. Molti pazienti con flutter atriale hanno anche episodi di fibrillazione atriale.

Tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV)
È un’aritmia che si genera dagli atri o dalla giunzione atrio-ventricolare (punto di collegamento elettrico tra camere superiori e inferiori). Si caratterizza per un’elevata frequenza cardiaca che inizia e finisce improvvisamente, provoca palpitazioni, respiro affannoso e dolore toracico.[2]

Tachicardia ventricolare
È un ritmo cardiaco che si origina nei ventricoli e che produce una frequenza cardiaca di almeno 120 battiti al minuto (la normale frequenza cardiaca è di solito compresa tra 60 e 100 battiti al minuto). La maggior parte delle tachicardie ventricolari sono legate alla presenza di una patologia cardiaca.

Tachicardia sinusale
Inizia e scompare in modo graduale. È molto frequente e non pericolosa. È determinata principalmente da ansia, attività fisica, effetti indesiderati di farmaci, ipertiroidismo, fumo, consumo eccessivo di caffè, febbre, ecc. Si definisce “sinusale” perché coinvolge il battito imposto dal nodo seno atriale.

Fibrillazione ventricolare
Un’aritmia caratterizzata da un’attivazione rapidissima e anomala dei ventricoli che può determinare un arresto cardiaco. Il muscolo cardiaco trema per eccesso di stimolo, ma non riesce più a coordinarsi per espellere il sangue dalla cavità. Questa aritmia è la più frequente causa di morte improvvisa nella popolazione. A volte, la sua insorgenza è preceduta da un dolore al petto, acutissimo e puntorio, segno di un improvviso deficit dell’apporto di sangue al cuore (occlusione di una o più arterie coronarie = infarto miocardico acuto).

Tachicardia notturna
Nella maggior parte dei casi è dovuta a fattori come ansia e stress, attacchi di panico, depressione, consumo eccessivo di alcol, caffè o droghe, fumo, cattiva digestione, reflusso gastrico. Inoltre è possibile che al mattino ancora distesi, possa presentarsi la tachicardia al risveglio, principalmente dovuta a stati d’ansia.

Episodi e condizioni patologiche

Le cause che determinano la tachicardia possono essere diverse. Possono essere di natura non cardiaca, che generano episodi temporanei, oppure da specifiche condizioni patologiche del cuore.

Tra le cause di natura non cardiaca troviamo:

  • intenso esercizio fisico
  • fumo
  • abuso di alcol
  • consumo eccessivo di bevande contenenti caffeina
  • forti emozioni
  • stress
  • ansia
  • febbre
  • effetti indesiderati di alcuni tipi di farmaci
  • abuso di droghe
  • squilibrio elettrolitico dovuto all’eccesso o alla carenza di sostanze minerali necessarie per la corretta generazione degli impulsi elettrici
  • iperattività della tiroide.

Invece tra i problemi cardiocircolatori che possono determinare tachicardia troviamo:

  • danni al miocardio in seguito a infarto
  • cardiopatie congenite
  • anomalia congenita del cuore
  • insufficienza cardiaca.

Anche la gravidanza può causare un aumento della frequenza cardiaca, soprattutto nella seconda parte della gestazione. La crescita del bambino, infatti, richiede un aumento del flusso sanguigno e il cuore della mamma è sottoposto a uno sforzo maggiore.

Inoltre, la tachicardia durante la gestazione può essere determinata anche da una condizione di anemia, dato l’aumento del fabbisogno di ferro per la crescita del bambino e la maggior quantità di liquido circolante.

In ogni caso, dunque, essa può essere considerata adattativa e compresa in un determinato periodo, dopo il quale tutto ritorna alla normalità. 

Elettrocardiogramma ECG e altri esami

tachicardia

Per determinare le cause della tachicardia il medico può prescrivere diversi tipi di esami[3]:

  • Elettrocardiogramma (ECG), è il primo esame diagnostico che viene prescritto quando si vuole valutare lo stato di salute del cuore e serve a registrarne il ritmo e l’attività Aiuta quindi a identificare il tipo di tachicardia. Sicuro, veloce e indolore, non richiede preparazioni precedenti: registra graficamente l’attività elettrica del cuore e il suo ritmo attraverso l’utilizzo di uno strumento – l’elettrocardiografo – dotato di elettrodi, i quali, posti sul corpo, misurano le variazioni che si verificano durante la contrazione cardiaca (sistole) e il rilasciamento (diastole).

  • Holter, viene prescritto quando c’è la necessità di individuare le aritmie discontinue, che compaiono sporadicamente o in modo improvviso. L’Holter (dal nome dell’inventore statunitense) viene eseguito con l’utilizzo di un elettrocardiografo portatile di piccole dimensioni, che viene indossato dal soggetto ed è munito di elettrodi che registrano la funzionalità del suo cuore per almeno 24 ore consecutive durante il normale svolgimento delle attività Essendo dinamico (non una foto istantanea, ma un film continuo) fornisce maggiori informazioni nelle varie condizioni della routine personale nell’arco del periodo di esame.

  • Ecocardiogramma, è un esame diagnostico che, attraverso l’utilizzo di una sonda a ultrasuoni posta sul torace permette al medico di visualizzare il cuore, i vasi sanguigni e il flusso di sangue all’interno delle cavità, rendendo possibile identificare aree di diminuzione della circolazione di sangue, anomalie delle valvole e alterazioni nel funzionamento del muscolo cardiaco.

Cause legate allo stomaco

La tachicardia non sempre è dovuta a problemi legati al cuore, talvolta la sua comparsa può essere determinata da cattiva digestione, reflusso gastro-esofageo o dall’ernia iatale (sindrome gastro-cardiaca).

In questo caso è il diaframma il muscolo interessato, potenziale causa dell’aumento della frequenza cardiaca.

È un muscolo che separa il torace dall’addome; al di sopra e al centro vi è adagiato il cuore e al di sotto c’è lo stomaco; quindi, pur da esso separati, i due organi risultano essere molto vicini.

Inoltre, il diaframma è attraversato dall’esofago, per mezzo di un’apposita apertura.

Quando il diaframma per diversi motivi va incontro a contrattura, tende ad abbassarsi, andando a spingere sullo stomaco, comprimendolo.

Questa condizione può determinare condizioni di digestione rallentata con maggior fermentazione del cibo e formazione di aria che, spingendo verso l’alto, tiene aperta maggiormente la valvola cardias, che regola il passaggio tra l’esofago e lo stomaco. Una sua apertura prolungata può così favorire l’insorgenza di reflusso gastro-esofageo.

Questi presupposti e/o la presenza di un’ernia iatale (una porzione dello stomaco risale attraverso l’apertura diaframmatica che consente il passaggio dell’esofago, sempre a causa di pressione eccessiva e protratta) possono a loro volta condizionare la frequenza del battito cardiaco, promuovendo la sua accelerazione.

Farmaci antiaritmici

Per prevenire gli episodi di tachicardia e ridurre al minimo le loro eventuali complicazioni è possibile assumere, sotto controllo medico, farmaci antiaritmici.

I farmaci antiaritmici vengono classificati in quattro categorie:

  • classe I, agiscono sulle membrane delle cellule nervose e del cuore rallentando la trasmissione degli impulsi elettrici
  • classe II, sono farmaci ad azione beta-bloccante, cioè bloccano i recettori β1 adrenergici presenti a livello del cuore
  • classe III bloccano i canali del potassio e inibiscono la ripolarizzazione delle membrane delle cellule cardiache
  • classe IV bloccano i canali del calcio dando origine ad una lenta ripolarizzazione della membrana cellulare

Come tutti i farmaci anche gli antiaritmici possono provocare effetti indesiderati, alcuni molto blandi, altri decisamente più seri, dunque chi ne fa uso deve sottoporsi periodicamente a controlli specifici.

Tachicardia nei bambini

La tachicardia nei bambini, così come succede negli adulti, può essere generata da diversi fattori come un forte spavento, uno sforzo improvviso, uno stato febbrile.

Tuttavia, se l’aumento della frequenza cardiaca è improvviso, ricorrente e senza causa apparente, è necessario sottoporre il problema a uno specialista ed eventualmente iniziare delle indagini diagnostiche[4].

Quando interpellare il medico

Quando la tachicardia si presenta senza causa apparente, con maggiore frequenza e con battiti irregolari. Non è necessario andare dal medico invece se le palpitazioni passano nel giro di qualche minuto e si verificano occasionalmente, specialmente in soggetti facilmente emozionabili.

Quando andare al pronto soccorso

Se alla tachicardia si associano sintomi come:

  • svenimento
  • difficoltà respiratorie
  • dolore al torace
  • visione offuscata.

Nel caso in cui si presentino sintomi preoccupanti è importante recarsi immediatamente al pronto soccorso o rivolgersi tempestivamente al 112.

Rimedi naturali per la tensione

L’ansia e lo stress sono tra i principali fattori che possono favorire la comparsa della tachicardia, per questo motivo riuscire a gestirli può essere molto di aiuto per prevenire questo disturbo.

Se non ci sono motivi patologici alla base dell’aumento della frequenza cardiaca è possibile usare alcuni rimedi naturali che possono aiutare in caso di tensione:

  • tisane/preparazioni a base di erbe calmanti, ad esempio melissa, passiflora, valeriana, camomilla, tiglio e biancospino
  • oli essenziali alla camomilla, lavanda, gelsomino, melissa, cipresso, ylang-ylang o vetiver da utilizzare per un massaggio rilassante o un bagno aromatico
  • vitamine del gruppo B, l’ansia infatti potrebbe derivare da una carenza di questo gruppo di vitamine
  • magnesio, le situazioni stressanti tendono a intaccare le normali riserve di questo minerale di conseguenza una corretta reintroduzione ha un effetto rilassante e benefico
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