116244

Sport per prevenire e curare il mal di schiena

Dr. Carlo Massullo
Medico chirurgo. Specialista in medicina dello sport.
Le attività sportive più indicate per le diverse tipologie di mal di schiena in caso di lombosciatalgia, scoliosi o problemi di postura.

IL NUOVO EBOOK

21 ricette facili da realizzare con prodotti naturali e di qualità.
Dallo Chef Ugo Gastaldi
SCARICALO
 

Dolore alla schiena

Il dolore alla schiena, o mal di schiena, è uno dei problemi più comuni che affliggono gran parte delle persone nel corso della propria vita. Molto spesso si tratta di un fastidio estemporaneo, non collegato ad una vera e propria patologia, ma non è detto che sia sempre così.

Il dolore alla schiena, infatti, in alcuni casi può essere dovuto a problematiche che interessano:

  • i muscoli
  • i legamenti
  • i nervi
  • le faccette articolari su cui si muovono le vertebre
  • il disco intervertebrale

La colonna vertebrale, partendo dall’alto verso il basso, può presentare dolore in diversi punti, essa è infatti divisa in:

  • segmento cervicale, composta da sette vertebre mobili
  • segmento dorsale, composta da dodici vertebre mobili
  • segmento lombare, composta da cinque vertebre mobili
  • segmento sacrale, composta da cinque vertebre fisse
  • segmento caudale o coccige

Zona lombare

I dolori alla zona lombare sono identificabili nella parte più bassa della schiena.

Si tratta di una delle zone più colpite da questa problematica; ciò accade per una serie di motivi che meritano una nuova valutazione rispetto all’importanza che negli anni abbiamo dato all’azione della forza di gravità che agisce in maggior misura a questo livello (più peso da sopportare se siamo in basso). Grazie alla meccanizzazione, infatti, nonostante la pressoché scomparsa dei lavori pesanti/usuranti e lo sviluppo delle nostre conoscenze e delle modalità di intervento terapeutico, la disabilità legata a lombalgia è aumentata fra il 1985 e il 2000, secondo il Dipartimento della Sicurezza Sociale della Gran Bretagna, di circa il 250%. Per fortuna la sintomatologia algica del rachide solo raramente trova un riscontro anatomo-patologico nella diagnostica per immagini: all’Rx standard reperti inattesi rispetto all’esame clinico sono solo 1 su 2500 in pazienti adulti con meno di 50 anni di età; l’osservazione di una RMN in cui si evidenzia essenzialmente la presenza di protrusioni del disco rappresenta, fortunatamente,  l’evento più frequente, confermando l’ipotesi che nasce dall’esperienza clinica di  prevalenti forme irritative dell’Anulus Fibroso, delle formazioni Muscolari, Tendinee e legamentose delle Rachialgie  quale espressione di un Disordine Funzionale del rachide. Le cause possono esser le più svariate:

Meno frequenti sono invece le patologie più gravi che possono colpire il rachide, soprattutto cervicale e lombare, causando problemi e dolori intensi: pensiamo ad esempio a vere ernie discali, con sciatalgie, cruralgie, brachialgie o alle fratture.

I dischi intervertebrali sono cuscinetti fibrocartilaginei che fungono elemento di snodo tra le vertebre e, insieme alle faccette articolari, ne guidano e ne limitano i movimenti; sono riccamente innervati ed è per questo che il loro interessamento, anche semplicemente a livello infiammatorio crea risentimenti algici eclatanti.

Anche una degenerazione di uno o più dischi può causare forti dolori alla schiena, fino a giungere al collo. La progressiva rottura dell’anello fibroso esterno del disco può determinare la fuoriuscita dell’elemento “gelatinoso” interno, trasformandosi in un’ernia che, arrivando a contatto con la radice nervosa viciniore, può provocare il dolore che si irradia lungo tutto il relativo territorio di innervazione.

Il consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio medico per avere una diagnosi precisa, oltre che una cura adeguata alle proprie specifiche esigenze.

Mal di schiena dopo camminata

mal di schiena

La camminata, e in particolar modo la camminata veloce, può aiutare a migliorare i dolori alla schiena o, al contrario, contribuisce ad accentuarlo? Purtroppo, non esiste una risposta univoca, poiché una semplice camminata può portare benefici o peggiorare i problemi preesistenti a seconda della soggettiva condizione di partenza. Facciamo qualche esempio più concreto:

  • se il mal di schiena è comparso dopo aver mantenuto a lungo una posizione, molto probabilmente il camminare, con la sua alternanza potrebbe apportare un miglioramento in quanto gli elementi che scatenano il dolore non sono sempre in tensione;
  • se invece il mal di schiena nasce o peggiora nel movimento, significa che molto probabilmente c’è una forte rigidità della componente muscolare-legamentosa-tendinea degli arti inferiori, che trasmettono troppe tensioni al rachide e che richiedono un adattamento, da parte di quest’ultimo, troppo oneroso o comunque al di là delle proprie possibilità funzionali.

Il mal di schiena dopo una camminata si verifica prevalentemente in caso di:

  • Peso corporeo eccessivo. Appare quasi superfluo porre l’accento sulla correlazione diretta tra sovrappeso/obesità e altri problemi fisici (tra cui quelli alla schiena).
  • Ritmo della camminata. Ognuno ha una velocità di camminata ideale, correlato alle proprie condizioni di salute o ad altri fattori, come ad esempio l’età. Sforzarsi eccessivamente, oltre i propri limiti, può portare dolore.
  • Calzature. In alcuni casi, laddove per esempio esiste un’anomalia di appoggio plantare, è sicuramente necessario valutare l’eventuale ortesi plantare o la scarpa più adatta a correggere la disarmonia. Per esempio, nei difetti di pronazione del piede, esistono delle calzature sportive più protettive realizzate ormai da tutte le case costruttrici.

Prevenire il mal di schiena con lo sport

È importante sapere che in tutti quei casi in cui il mal di schiena non è correlato a problematiche gravi è possibile alleviarlo grazie allo sport. La pratica costante di attività sportive, associate a buone abitudini quotidiane, può addirittura aiutare a prevenire i dolori alla colonna vertebrale.

In alcuni casi è però consigliabile sospendere, almeno momentaneamente le attività sportive più intense, soprattutto in presenza di dolore molto acuto. Questa regola vale per chi pratica sport con una certa costanza, ma ancor di più per gli sportivi “occasionali”, il cui corpo non è abituato a sostenere determinati sforzi in maniera improvvisa o continuativa.

Non esiste in linea di principio uno sport controindicato per il funzionamento del rachide, altrimenti tutti gli atleti, chi più chi meno dovrebbero avere risentimenti in tal senso. Mi spiego meglio: dipende tutto dalla tecnica con cui eseguo un gesto sportivo: se la tecnica è giusta non avrò problemi. I problemi invece nascono quando, a causa delle retrazioni delle catene muscolari-legamentose-tendinee, il mio corpo si allontana da una biomeccanica funzionale economica ed efficiente non esprimendo immediatamente un disagio o un sintomo clinicamente rilevabile, ma instaurando dei compensi che diminuiscono gradualmente il potenziale stato di benessere. Se quindi compare il mal di schiena, bisogna capire quale è il motivo di partenza e comunque rispettare il sintomo: anche gli atleti di alto livello osservano il riposo per recuperare efficienza.

Ci sono però alcune attività fisiche che possono essere più congeniali al superamento delle fasi acute, come il nuoto, per la progressività con cui si esegue la gestualità natatoria. Lo sport, comunque, praticato con costanza, rende il nostro corpo più efficiente sotto tutti i punti di vista e quindi maggiormente pronto a superare momenti di difficoltà.

Come non esiste uno sport controindicato, non ne esiste parimenti uno più indicato per superare il mal di schiena. Se si fa sport lo si fa per il piacere di farlo e di gioire anche nel piccolo di qualche riscontro di miglioramento di efficienza e praticarne invece uno solo perché lo ha detto il medico (amara medicina) comporterà la necessità di trovare una marea di scuse per non praticarlo

Bisogna comunque essere seguiti da un punto di vista sanitario per capire come intervenire per poter conservare e migliorare il nostro stato di salute iniziando da:

  • Un’attenta analisi posturale per capire quali possano essere gli elementi in grado di condizionare la nostra postura nello spazio ed apportare gli eventuali correttivi come
  • Rieducazione posturale
  • Visita gnatologica
  • Utilizzo di ortesi plantari
  • Valutazione oftalmologica

Infine bisogna considerare altri due elementi che possono dare un contributo alla conoscenza del funzionamento del proprio corpo come:

  • Yoga

Lo yoga sembra fatto apposta per aiutare chi soffre di mal di schiena, visto che aiuta proprio a distendere questa parte del corpo, agevolando l’afflusso di sangue e riducendo le tensioni derivanti dallo stress quotidiano. I movimenti guidati da un buon insegnante sono dolci e progressivi, consoni al disagio e utili a mitigarne i sintomi.

  • Pilates

Simile allo yoga è il pilates[1], un parente piuttosto prossimo di questa disciplina orientale, da cui effettivamente trae origine. Il pilates focalizza la sua essenza sul controllo della postura, quindi è particolarmente adatto a prevenire e contrastare tutte quelle patologie che coinvolgono la schiena.

Le attività appena elencate hanno anche un ulteriore vantaggio, annoverabile tra i benefici di cui possono godere tutti, a prescindere da eventuali dolori o problematiche pregresse: essi contribuiscono a migliorare la postura e a renderla più economica ed efficiente.

Vantaggio non di poco conto, se consideriamo la percentuale di persone che oggi sono affette, e afflitte, da problemi posturali, molto spesso conseguenti a lavori sedentari e posizioni errate assunte per molte ore ogni giorno.

 

ATTENZIONE
Le informazioni contenute sul Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento e non rappresentano un consulto medico, una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, né sostituiscono in nessun caso il parere del medico.
Siamo sempre disponibili a migliorare il contenuto dei nostri articoli: se rilevi inesattenze o imprecisioni scrivici a web@guna.it
Leggi il disclaimer

CONTATTI

Guna S.p.a. | via Palmanova 71 - 20132 Milano | P. iva 06891420157
tel: +39 02 280181 | email: info@guna.it
PEC (solo per comunicazioni con Enti e Amministrazioni): guna@legalmail.it

Azienda con sistema di gestione qualità UNI EN ISO 9001:2015 certificato da Bureau Veritas Italia SpA | tutti i diritti riservati
Registro delle imprese di Milano, numero di iscrizione: REA 1124454, Capitale Sociale: Euro 3.000.000,00 i.v.

 
guna su facebook
guna su youtube
guna su instagram
guna su LinkedIn
guna su Telegram