116871

Secchezza oculare, curare l’occhio secco

Dr. Attilio Basile
Dr. Andrea Attilio Basile
Medico Chirurgo. Oftalmologo.
La sindrome dell’occhio secco è una patologia che comporta iperosmolarità ed instabilità del film lacrimale con sua evaporazione con infiammazione ed anomalie neurosensoriali della superficie oculare.

IL NUOVO EBOOK

21 ricette facili da realizzare con prodotti naturali e di qualità.
Dallo Chef Ugo Gastaldi
SCARICALO
 

La sindrome dell’occhio secco, o cheratocongiuntivite secca, è una patologia che colpisce ogni anno dal 5% al 34% della popolazione, perlopiù i soggetti di età superiore ai 40 anni.[1]

Alla base di tale problematica è presente un deficit quantitativo e/o qualitativo delle lacrime.

La funzione delle lacrime è quella di formare una pellicola che ricopre la superficie oculare, permettendole di adattarsi alle continue modificazioni esterne (ambientali, da uso di lenti a contatto, post chirurgia oculare, per l’uso di farmaci) ed interne dell’organismo e quindi di mantenere l’omeostasi della superficie oculare.

Alla produzione delle lacrime sono deputate le ghiandole lacrimali che riversano il loro secreto all’interno del sacco congiuntivale; questo può avvenire in modo continuo e costante o in modo riflesso (a seguito di una vasta gamma di stimolazioni).[2]

Quando si verifica un deficit nella produzione di lacrime, gli occhi diventano secchi e tale meccanismo può provocare vari disturbi, tra cui:

  • occhi rossi
  • sensazione di palpebre pesanti
  • bruciore
  • dolore puntorio
  • prurito
  • pizzicore
  • affaticamento oculare dopo la lettura
  • fastidio durante l’utilizzo delle lenti a contatto
  • formazione di piccole abrasioni sulla superficie dell’occhio[3]
  • sensazione sabbiosa, granulosa o di un corpo estraneo nell’occhio
  • visione offuscata.[4]

Fattori di rischio

Sono molteplici i fattori di rischio che possono essere associati alla sindrome dell’occhio secco.

Vediamoli insieme:

  • Farmaci sistemici, come antistaminici, antipertensivi, ansiolitici, diuretici, ormoni sistemici, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), corticosteroidi sistemici o per via inalatoria, farmaci anticolinergici, isotretinoina e antidepressivi
  • Farmaci topici, come gocce per il glaucoma o altri colliri, soprattutto se contengono conservanti
  • Malattie della pelle sopra o intorno alle palpebre, come rosacea o eczema atopico, psoriasi
  • Disfunzione delle ghiandole di Meibomio, una co-morbilità comune con ispessimento ed eritema delle palpebre e secrezioni inadeguate o alterate da parte delle medesime
  • Chirurgia oftalmica, compresa la chirurgia refrattiva, la chirurgia della cataratta, la cheratoplastica, la chirurgia del glaucoma e la chirurgia estetica palpebrale
  • Ustioni chimiche o termiche che distruggono la produzione mucosa della congiuntiva
  • Allergie oculari
  • Utilizzo prolungato del computer o di altri dispositivi a retroilluminazione
  • Dosaggi eccessivi o insufficienti di vitamine, in particolare carenza di vitamina A, che può portare alla xeroftalmia e alla comparsa di macchie di Bitot sulla congiuntiva (nei casi più gravi)
  • Diminuzione della sensibilità corneale dovuta all’uso di lenti a contatto a lungo termine, infezioni da virus erpetici o altre cause rare (es. cheratopatia neurotrofica[5])
  • Malattie sistemiche tra cui la sindrome di Sjogren[6] e altri disturbi autoimmuni o del tessuto connettivo, come l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico e malattie della tiroide
  • Fattori ambientali come l’esposizione a sostanze irritanti (fumi chimici, fumo di sigaretta, inquinamento o bassa umidità)[7]
  • L’invecchiamento.

Inoltre, le donne in postmenopausa possono essere una categoria maggiormente a rischio; ciò è dovuto a uno squilibrio ormonale che porta alla alterata ed alla diminuzione della secrezione lacrimale.[8]

Occhio secco e mal di testa

Secondo diversi studi, la probabilità che la secchezza oculare colpisca soggetti che soffrono di emicrania è nettamente superiore rispetto a coloro che non soffrono di questo disturbo.

In particolare, il genere femminile e l’età avanzata sono i principali fattori di rischio della correlazione.[9]

Secchezza oculare e artrite reumatoide

La secchezza oculare può essere un sintomo associato all’artrite reumatoide.

In particolare, la sindrome di Sjögren, una malattia immunologica che coinvolge più organi e apparati, come il sistema nervoso centrale, quello periferico e le articolazioni, può provocare non solo secchezza orale, ma anche oculare.

Le cause della malattia non sono note: è probabile che all’origine ci sia un trigger infettivo e una conseguente reazione autoimmune che aggredisce l’epitelio dei dotti ghiandolari, progredendo così verso una perdita dell’attività secretoria e a una mutazione della qualità delle lacrime e della saliva.

La sindrome di Sjögren colpisce principalmente le donne, in particolare quelle che hanno un’età compresa fra i 30 e i 50 anni.[10]

In effetti, la possibilità che la secchezza oculare colpisca i soggetti che soffrono di problemi alle articolazioni, come chi soffre di artrite reumatoide o della sindrome di Sjögren, è superiore rispetto a coloro che invece non soffrono di tali disturbi.[11]

Visita oculistica, quando farla?

La secchezza oculare può portare seri problemi nella quotidianità, specialmente durante alcune attività come la lettura, il lavoro al computer o la guida.

L’occhio secco è una condizione che alla lunga può compromettere anche in maniera più generale la qualità della vita di qualsiasi individuo.

Oltre ai principali sintomi specificati in precedenza, ce ne sono ulteriori da considerare e per i quali è consigliata una visita oculistica, specialmente se persistono e addirittura peggiorano:

Inoltre, la sindrome da occhio secco può essere correlata a patologie come blefariti e congiuntiviti.[12]

Test di Schirmer

Uno dei test più utilizzati in passato per diagnosticare la sindrome dell’occhio secco è il test di Schirmer o il test lacrimale di Schirmer (STT).

Esso permette la misurazione della secrezione lacrimale degli occhi; non è un esame doloroso né invasivo e si svolge appoggiando semplicemente nel fornice congiuntivale delle striscioline millimetrate di una carta apposita (carta bibula), sulle quali sono specificati i valori di riferimento.

Dopo circa 5 minuti si misura la porzione di strisciolina inumidita: generalmente i valori nella norma sono 15 mm nei giovani e 10 mm negli anziani.[13] Oggi altri esami quale il BUT TEST con fluorescina e la colorazione con lissamina sono fondamentali per la diagnosi e la definizione della tipologia di occhio secco

Trattamento

Una volta confermata la sindrome, il trattamento viene eseguito con un approccio graduale, che può variare a seconda della gravità della malattia.

Gli approcci iniziali includono la modifica dell’ambiente (quindi ad esempio l’eliminazione diretta di un flusso d’aria elevato/ventole), e igiene delle palpebre (impacchi caldi e scrub per le palpebre).

La fase successiva delle opzioni di trattamento comprende l’uso di, lacrime artificiali senza conservanti, pomate oftalmiche notturne (vitamina A!) o occhiali protettivi per l’umidità, terapia con luce pulsata intensa, antibiotici specifici (tetracicline) per via orale nel caso di malattia cronica delle ghiandole del meibomio e integratori[14].

Ulteriori opzioni di trattamento includono colliri galenici con plasma autologo, lenti a contatto terapeutiche, innesto di membrana amniotica, occlusione chirurgica del puntino lacrimale e tarsorrafia.[15]

Qualche accorgimento

La sindrome dell’occhio secco può essere prevenuta o trattata in maniera adeguata, per evitare che si aggravi, assumendo alcuni comportamenti precauzionali.

Ad esempio, all’esterno è sempre consigliabile indossare occhiali da sole per proteggersi da sole, vento e polvere, limitare (quando è possibile) il tempo di utilizzo di smartphone, tablet, pc e altri dispositivi simili ( fare pause frequenti ammiccando e distogliendo lo sguardo-regola 20-20-20), e stare alla larga dal fumo (anche da quello passivo).

All’interno dell’abitazione, invece, è preferibile impostare il condizionatore a temperature consone e deumidificare con attenzione per regolare la secchezza dell’aria.

Infine, per mantenersi sempre ben idratati e prevenire quindi la secchezza oculare, è consigliabile seguire una dieta sana ed equilibrata, mangiando molta frutta e verdura (perché ricche di acqua, vitamine e sali minerali), bere molta acqua e ammiccare (ovvero chiudere e riaprire le palpebre) più spesso.[16]

[1] Messmer EM. The pathophysiology, diagnosis, and treatment of dry eye disease. Dtsch Arztebl Int. 2015;112(5):71-82. doi:10.3238/arztebl.2015.0071

[2] https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_93_allegato.pdf

[3] https://fondazionehumanitasricerca.it/enciclopedia/sintomi/secchezza-oculare/

[4] Golden MI, Meyer JJ, Patel BC. Dry Eye Syndrome. [Updated 2021 Nov 2]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK470411/ 

[5] https://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?lng=IT&Expert=137596 

[6] https://www.humanitas.it/malattie/sindrome-di-sjoegren/ 

[7] Golden MI, Meyer JJ, Patel BC. Dry Eye Syndrome. [Updated 2021 Nov 2]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK470411/

[8] https://fondazionehumanitasricerca.it/enciclopedia/sintomi/secchezza-oculare/

[9] Ismail OM, Poole ZB, Bierly SL, et al. Association Between Dry Eye Disease and Migraine Headaches in a Large Population-Based Study. JAMA Ophthalmol. 2019;137(5):532-536. doi:10.1001/jamaophthalmol.2019.0170

[10] https://www.humanitas.it/malattie/sindrome-di-sjoegren/

[11] Polanská V, Hlinomazová Z, Fojtík Z, Nemec P. Syndrom suchého oka u pacientů s revmatoidní artritidou [Dry eye syndrome in rheumatoid arthritis patients]. Cesk Slov Oftalmol. 2007 Nov;63(6):422-30. Czech. PMID: 18062166.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18062166/

[12] https://www.humanitas.it/news/occhi-secchi-in-inverno-quali-sono-le-cause/

[13] https://www.humanitas-care.it/visite-ed-esami/il-test-di-schirmer/

[14] https://www.minervamedica.it/it/riviste/minerva-Ophthalmology/articolo.php?cod=R12Y2016N02A0031  

[15] Golden MI, Meyer JJ, Patel BC. Dry Eye Syndrome. [Updated 2021 Nov 2]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK470411/

[16] https://www.humanitas.it/news/occhi-secchi-in-inverno-quali-sono-le-cause/

ATTENZIONE
Le informazioni contenute sul Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento e non rappresentano un consulto medico, una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, né sostituiscono in nessun caso il parere del medico.
Siamo sempre disponibili a migliorare il contenuto dei nostri articoli: se rilevi inesattenze o imprecisioni scrivici a web@guna.it
Leggi il disclaimer

CONTATTI

Guna S.p.a. | via Palmanova 71 - 20132 Milano | P. iva 06891420157
tel: +39 02 280181 | email: info@guna.it
PEC (solo per comunicazioni con Enti e Amministrazioni): guna@legalmail.it

Azienda con sistema di gestione qualità UNI EN ISO 9001:2015 certificato da Bureau Veritas Italia SpA | tutti i diritti riservati
Registro delle imprese di Milano, numero di iscrizione: REA 1124454, Capitale Sociale: Euro 3.000.000,00 i.v.

 
guna su facebook
guna su youtube
guna su instagram
guna su LinkedIn
guna su Telegram