COS’È LA STANCHEZZA E CHI NE SOFFRE

La stanchezza, o astenia, è quella condizione di abbassamento delle proprie energie e capacità, a seguito di uno sforzo fisico o mentale o generata da condizioni di stress. Quando lo stress è protratto nel tempo e diviene cronico, dà origine alla cosiddetta “sindrome da burn-out”, dall’inglese “bruciato” ed identifica quella condizione soggettiva determinata dal logorio psicofisico ed emotivo al quale l’individuo fatica a reagire.

Trascurando per un attimo la stanchezza determinata da patologie di una certa gravità, quella legata alla convalescenza o sorta a seguito di malanno quale ad esempio l’influenza, vediamo più da vicino la stanchezza rappresentativa di un campione più ampio di persone, cioè quella che si può manifestare durante i cambi di stagione, oppure quando veniamo sottoposti a carichi di lavoro tali da renderci più fragili sul piano fisico e soprattutto mentale.

COSA PROVOCA LA STANCHEZZA E COME RICONOSCERLA

RIMEDI PER LA STANCHEZZA FISICA E MENTALE - CHI NE SOFFRE

Sappiamo bene che i cambi di stagione, con bruschi sbalzi di temperatura, possono indebolire il sistema immunitario. Sebbene il nostro organismo sia perfettamente in grado di adattarsi a diverse condizioni, talvolta anche estreme e a reagire ai mutamenti repentini tipici del passaggio da una stagione all’altra, in alcuni soggetti più predisposti questa condizione può generare stress ed indebolimento generale. A risentire di questa problematica in particolari momenti dell’anno sono anche i cosiddetti “meteoropatici”, cioè quelle persone che accusano malesseri quali spossatezza, difficoltà di concentrazione, mal di testa, insonnia o letargia legati alle variazioni derivanti dal passaggio da un clima più caldo ad uno più freddo o viceversa.

Sembra invece che a soffrire di stanchezza da sovraccarico con tendenza persistente o cronica siano con maggiore frequenza gli studenti, i lavoratori dell’ambito assistenziale e le donne contemporaneamente impegnate nel lavoro, nella gestione della famiglia e della casa. A causare questa condizione intervengono più fattori concomitanti: socio-ambientali, lavorativi e personali. Accanto all’esaurimento emotivo generato da situazioni di stress protratte, c’è sovente una ridotta realizzazione in ambito lavorativo e personale e la percezione di non essere all’altezza di svolgere uno o più compiti; tutti elementi in grado di generare una caduta di autostima con conseguente perdita di interesse per il presente, apatia e depressione. Tra i sintomi tipici della sindrome da stanchezza cronica troviamo ansiairrequietezza, apatia, nervosismo, insonnia, tachicardia, cefalea, depressione, frustrazione, difficoltà a relazionarsi, resistenza al cambiamento e paranoia.

E quindi cosa posso fare? Leggi l’articolo stanchezza fisica e mentale, cosa fare.

STANCHEZZA AL RISVEGLIO, MAL DI TESTA E DOLORI MUSCOLARI 

La stanchezza al risveglio può essere causata da diversi fattori sia fisici che ambientali, capaci di compromettere il naturale riposo. Se il sonno notturno è disturbato da elementi esterni che pregiudicano il suo naturale andamento, sarà facile ritrovarsi stanchi al risveglio e privi delle energie necessarie per affrontare la giornata. Naturalmente se ciò accade sporadicamente non c’è da allarmarsi. Svegliarsi con mal di testa e dolori muscolari dopo una notte agitata può capitare ed è sovente il risultato di un riposo inadeguato in termini di qualità e durata. Ma attenzione, anche la carenza di alcuni elementi nutritivi quali magnesio e potassio, che possono dare vita a crampi e problemi muscolari, irrequietezza e conseguente stanchezza. Se il problema si protrae e non riusciamo a risalire alla causa, è sempre opportuno consultare un medico esperto.

QUALI SONO LE POSSIBILI CAUSE?

Per prima cosa è bene verificare che nel luogo dedicato al riposo non vi siano elementi di disturbo quali apparecchi elettronici o fonti luminose capaci di interferire con il rilascio naturale di melatonina. Particolare attenzione va attribuita inoltre alla temperatura della stanza che non dovrebbe superare i 19 gradi centigradi e al livello di umidità. Un ambiente troppo secco e caldo o al contrario troppo freddo o umido interferisce con il riposo.

Anche la scelta del materassonon dovrebbe essere casuale. Il livello di rigidità infatti deve essere adeguato al peso corporeo e alla struttura scheletrica. Persone in sovrappeso o con problemi alla schiena troveranno più confortevole un materasso con un grado di rigidità superiore che consente un maggiore sostegno alla colonna vertebrale. Anche il cuscino ha la sua importanza. Un buon cuscino deve consentire alla testa e al collo di restare allineati per non creare tensioni alla colonna cervicale con conseguente infiammazione muscolare e mal di testa. 

Per quanto riguarda la stanchezza al risveglio indotta da fattori endogeni, possiamo elencare la cattiva digestione o il reflusso gastrico. Per alleviare il carico di lavoro all’apparato gastrointestinale sarebbe utile consumare pasti leggeri e poco elaborati ed attendere almeno un paio d’ore dalla fine del pasto prima di coricarsi. 

Inoltre, stanchezza, dolori articolari, stitichezza e sovrappeso possono essere la conseguenza di una condizione di tendenza all’acidosi metabolica. Per aiutare a riequilibrare il sistema di equilibrio acido/base (o pH) dell’organismo e purificarsi dall’eccesso di acidità è bene scegliere cibi integrali poco raffinati, alcuni tipi di frutta e verdura di stagione, meglio se consumata cruda, capaci di attivare quel processo chimico alcalinizzante che è fonte di benessere e longevità.

Anche l’apnea notturna e le difficoltà respiratorie possono pregiudicare il buon riposo. Stanchezza e mal di testa possono essere, anche in questo caso, la conseguenza di tali disturbi.

DIFFICOLTÀ DI CONCENTRAZIONE PER LA CARENZA DI RIPOSO

La mancanza di riposo è tra le diverse condizioni che possono concorrere ad aggravare i fattori di rischio associabili ad insorgenza di disfunzioni cardiovascolari e del sistema nervoso centrale ed ha indubbiamente ripercussioni sulla qualità della vita in generale. Stordimento e scarsa concentrazione sono alcuni tra i tanti effetti a livello mentale che una cattiva qualità del riposo comporta.

QUALI SONO I SEGNALI DELLA MANCANZA DI CONCENTRAZIONE?

Eccone alcuni: ascoltando un interlocutore ci accorgiamo di non prestare attenzione a ciò che sta dicendo, oppure leggendo un libro ci rendiamo conto a metà pagina di dover ricominciare da capo; tutto ciò perché abbiamo la mente annebbiata o disturbata da altri pensieri.

Le ore di sonno mediamente necessarie per garantire un adeguato riposo all’organismo adulto sono otto. Durante il sonno, che possibilmente non deve essere interrotto o disturbato, la muscolatura si rilassa ed avvengono una serie di reazioni biologiche che concorrono alla depurazione dalle tossine e al ripristino delle funzioni biologiche. In una prima fase, il battito cardiaco diminuisce e rallenta il metabolismo, successivamente, nella parte terminale del sonno, si assiste ad un innalzamento delle pulsazioni e della pressione sanguigna. Inoltre, mentre dormiamo vengono attivati il sistema immunitario e quello endocrino preposto al rilascio di alcuni ormoni.

Anche a livello cerebrale, in questo lasso di tempo, vengono attivati alcuni meccanismi atti a consolidare la memoria. Alcuni ricercatori di recente hanno dimostrato proprio questa teoria derivante dallo studio sull’attivazione simultanea di ippocampo e corteccia associativa. Un buon riposo è quindi fondamentale e necessario per contribuire al mantenimento dello stato di salute generale e consentirci di vivere nel pieno delle nostre potenzialità.

Per coloro che soffrono di perdita di concentrazione vi sono in commercio integratori alimentari a supporto delle funzioni cerebrali, capaci di contrastare lo stress ossidativo e migliorare le performance intellettive e la memoria: la Nutraceutica Fisiologica può essere un valido alleato in queste situazioni.

COSA MANGIARE PER SOSTENERE L’ORGANISMO IN CASO DI STANCHEZZA PSICO-FISICA

RIMEDI PER LA STANCHEZZA FISICA E MENTALE - COSA MANGIARE

Tralasciando le condizioni di astenia dovute a patologie per le quali è necessaria l’assistenza di un medico, vediamo in ambito nutrizionale, cosa possiamo mangiare per contrastare affaticamento e stanchezza.

Innanzitutto, suddividere correttamente l’apporto di tutti i nutrienti nell’arco della giornata evitando pasti frugali a pranzo che costringono poi a scorpacciate serali poco sane e che, appesantendo l’apparato gastrointestinale, ne rallentando i processi digestivi. Concentrarsi sulla masticazione in quanto il processo digestivo inizia, come noto, proprio nella bocca attraverso lo sminuzzamento e l’azione biochimica della saliva. 

Per ciò che concerne la dieta, preferire cibi “light” e poco elaborati, ricchi di vitamine e minerali soprattutto magnesio e potassio che favoriscono il riposo oppure contenenti ferro che contrasta l’anemia e gli stati di stanchezza nei casi di una aumentata perdita (mestruazioni abbondanti, etc) o di aumentato fabbisogno (gravidanza, allattamento, accrescimento, senescenza). Via libera a frutta e verdura di stagione, cereali integrali quali il riso ricco in triptofano, un aminoacido precursore della melatonina, l’ormone del sonno. Inoltre, frutta, verdura, cereali, frutta secca, semi oleosi e germogli contengono vitamine del gruppo B, omega 3, acido folico, minerali e fibre utili per l’apporto di tutti gli elementi di cui il nostro organismo necessita per rimanere in salute e di componenti ad azione antiossidante.

Uno spuntino a base di yogurt senza zucchero, poi è l’ideale per il ricco contenuto di probiotici a sostegno dell’apparato intestinale, da preferire a merendine o snack industriali.

Infine, non trascurare l’apporto di liquidi: un paio di litri d’acqua al giorno mantengono il giusto livello di idratazione e purificano dalle scorie.

INTEGRATORI ALIMENTARI PER VINCERE LA STANCHEZZA

Per coloro che con la dieta non riescono ad apportare il giusto fabbisogno di elementi nutritivi atti a contribuire al mantenimento di un buon livello di salute e contrastare stanchezza e spossatezza, si possono trovare in commercio prodotti per le più svariate esigenze.

I multivitaminici sono studiati per garantire un corretto apporto di elementi vitaminici, tenendo conto della dose giornaliera raccomandata. Vitformula ad esempio è una formulazione completa e perfettamente bilanciata utile per favorire il metabolismo dell’intero organismo e nel contempo aiutare il fegato ad alleggerire il sovraccarico di grassi. Accanto ai multivitaminici troviamo integratori come Enzyformula, la composizione ideale di enzimi ed estratti vegetali a rilascio differenziato per favorire la digestione e sostenere la funzionalità di fegato e pancreas, grazie all’associazione di componenti attivi specifici a “rilascio differenziato Fast and Slow” è utile per favorire la digestione del lattosio, degli zuccheri complessi, delle fibre vegetali, dei grassi e delle proteine, attenuando i fastidi legati a numerosi disturbi gastro-intestinali, tra i quali difficoltà digestiva e senso di pesantezza, meteorismo, sonnolenza, gonfiore addominale.

Gunabasic contiene principi attivi che lavorano sinergicamente e in modo complementare tra loro, regolando varie funzioni organiche, drenando e ripristinando il corretto equilibrio acido-base.Assunto la sera prima di coricarsi, contiene sali minerali citrati carbonati e fosfati per l’ottimale regolazione acido-base e dell’equilibrio elettrolitico, estratti vegetali di Carota e Finocchio per il drenaggio dei liquidi corporei, di Tarassaco per migliorare le funzioni depurative dell’organismo e infine di Melissa e Tiglio come rilassanti.

Per la stanchezza e la lucidità mentale Gunabrain fornisce apporti nutrizionali specifici per sostenere l’organismo in situazioni di stress cerebrale. In particolare, contiene cinque antiossidanti che migliorano la condizione di progressivo decadimento causato dal passare degli anni e l’estratto di una pianta “adattogena”, la Withania somnifera, capace di migliorare le funzioni cerebrali in caso di sovraccarico. Gunabrain è coadiuvante nelle situazioni di intenso studio e affaticamento mentale (difficoltà a concentrarsi).

Infine, tra gli integratori alimentari ricordiamo Tonicoguna, a base di Noni ed altri estratti vegetali. Utile per sostenere l’organismo nelle situazioni di stress, stanchezza e debolezza legata anche al cambio di stagione, per chi è convalescente o debilitato e quindi, più in generale, nei casi di esaurimento psicofisico.

L’OMEOPATIA AIUTA A VINCERE LA STANCHEZZA

Anche l’omeopatia mette a disposizione numerosi rimedi a base di sostanze vegetali quali Ignatia o Sepia. Ignatia è utilizzata per trattare disturbi del sistema nervoso o legati all’instabilità emotiva quali depressione ansiosa, agitazione, irrequietezza, irritabilità, astenia e disturbi del sonno. Sepia è il rimedio omeopatico consigliato spesso alle donne con alterazioni mestruali o in climaterio/menopausa che alternano depressione del tono dell’umore e irritabilità. Sepia è piagnucolosa e ipersensibile, indifferente e inconsolabile, soffre di stanchezza, prostrazione, particolare lassità dei legamenti (prolasso) ed insonnia.

La Melatonina infine è il rimedio deputato per eccellenza all’equilibrio dei ritmi circadiani. Consigliato a chi soffre di insonnia o difficoltà di addormentamento e conseguente stanchezza, spossatezza, deficit mentale, è utile anche ai bambini per prevenire i molteplici risvegli notturni o precoci e a chi viaggia per contrastare gli effetti del jet-lag.

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