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Otturazioni in materiale composito, quando occorrono?

Tomasini
Dr. Gabriele Tomasini
Medico Chirurgo, Specialista in Odontostomatologia
Cos’è e quando preferire un’otturazione in materiale composito rispetto ad amalgame o ceramiche per la ricostruzione di un dente.

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Cos’è un’otturazione?

L’otturazione dentale consiste nel ripristino dell’integrità strutturale e funzionale che di denti cariati o traumatizzati, con due obiettivi principali:

  • restituire una forma quanto più verosimile possibile all’anatomia originale (in modo da non compromettere né l’estetica e né la chiusura corretta delle arcate e la masticazione)
  • scongiurare eventuali infezioni, infiammazioni, depositi di cibo e placca.

Prima di procedere con l’otturazione di un dente, è indispensabile valutare se si tratta di un’area interessata da un processo cariogeno o semplicemente di una lesione di origine traumatica.

In alcuni casi è sufficiente la visita specialistica per rilevare eventuali problematiche, in altri invece è necessario fare una radiografia.

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Cos’è l’odontoiatria conservativa?

L’otturazione è uno degli step finali dei numerosi interventi di odontoiatria conservativa.

Con questa definizione ci si riferisce a quella branca dell’odontoiatria che si occupa di recuperare quanto più possibile i tessuti sani, per preservare al meglio la salute dei denti e di tutta la bocca.

L’odontoiatria conservativa è strettamente legata alla cura delle carie e comprende l’accurata bonifica delle parti colpite dai fenomeni patogeni e l’otturazione delle cavità da essi provocate.

Quando invece le carie sono troppo profonde e risultano intaccati anche gli strati più interni del dente con interessamento della polpa dentale, prima occorre devitalizzare il dente.

Questo procedimento prevede la rimozione della polpa (il tessuto nervoso interno al dente) e l’interruzione della comunicazione del singolo elemento con i vasi sanguigni principali ed infine l’accurata rifinitura dei canali dentari che li contenevano (al centro delle radici del dente).

Le tecniche odierne consentono questi interventi con la minima invasività e, allo stesso tempo, con il minimo impatto anche dal punto di vista estetico.

Quando si procede all’otturazione?

L’otturazione ha come fine ultimo quello di richiudere cavità o lesioni dentali, cercando di ricreare una forma naturale, il più possibile simile a quella originale rispettando allo stesso tempo la funzionalità dell’elemento.

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L’otturazione viene effettuata per riparare parti dentali interessate da:

  • carie
  • traumi
  • microfratture.
Le carie sono processi degenerativi causati da batteri, i quali possono intaccare progressivamente i tessuti del dente, partendo prima dallo smalto esterno, passando poi alla dentina più interna fino ad arrivare alla polpa, cioè all’insieme dei tessuti nervoso e vascolare che nutrono il dente e lo mantengono vitale. I traumi e le microfratture invece si verificano per sollecitazioni esterne (ad esempio un colpo ricevuto o un incidente) o interne (come il continuo digrignamento soprattutto notturno).

In entrambi i casi è possibile che il dente subisca delle lesioni che, se non recuperate in tempo, potrebbero evolvere gradualmente fino a produrre vere e proprie infezioni.

Otturazione in composito o amalgama?

Otturazioni in materiale composito, quando occorrono

Per otturare un dente oggi è possibile scegliere tra diversi materiali, come ad esempio: oro, porcellana, vetroionomero, amalgama d’argento e materiale composito.

Quelli più utilizzati sono l’amalgama d’argento ed il materiale composito.

Vediamo quali sono le differenze tra questi due tipi di materiale per otturazioni definitive.

Otturazioni in amalgama d’argento

L’amalgama in argento è composta da mercurio, argento, stagno, rame e zinco e talvolta altri metalli.
Una volta applicata, essa risulta parecchio visibile poiché il suo colore argentato spicca sul bianco dei denti.

Proprio per questo motivo negli ultimi decenni il suo uso si è notevolmente ridotto ed è limitato principalmente all’otturazione dei molari e dei denti posteriori. Inoltre, il contenuto in mercurio e altri metalli pesanti è stato oggetto di dubbi inerenti la sua biocompatibilità e l’impatto per anni sull’intero organismo.
I vantaggi di un’otturazione in amalgama d’argento sono dati dalla durevolezza, dalla resistenza alle sollecitazioni masticatorie e dall’economicità  del materiale.

Gli svantaggi invece, oltre che estetici, sono dati da:

  • maggiore distruzione del dente per ricavare lo spazio sufficiente a contenere l’amalgama
  • adesione meccanica alle pareti della cavità
  • tollerabilità dubbia
  • estetica sfavorevole
  • possibilità di creazione di correnti galvaniche con altri metalli presenti nella bocca dello stesso soggetto[1]

Otturazioni in materiale composito

Le otturazioni realizzate in materiale composito (appartenente a quelli che vengono definiti “materiali estetici”) sono costituite principalmente da una matrice organica, un materiale inorganico silicico, un agente accoppiante e un attivatore per l’indurimento post applicazione (di solito una luce a determinata frequenza d’onda detta fotopolimerizzante).

Per ottenere un effetto estetico ottimale è possibile scegliere la tonalità di colore più simile a quella del dente originale. Per tale motivo, per la miglior aderenza ai bordi della cavità e per la maggior biocompatibilità questo tipo di materiale da otturazione ha quasi del tutto soppiantato l’amalgama.

Inoltre, il composito non genera correnti galvaniche orali.

Viene usato sia per i denti anteriori che per quelli posteriori.

I vantaggi delle otturazioni in materiale composito sono i seguenti:

  • dal punto di vista estetico sono perfettamente abbinate al colore del dente, talvolta del tutto indistinguibili da esso
  • non è necessario intervenire su una superficie troppo ampia del dente per poter applicare il materiale composito
  • la loro composizione consente una perfetta adesione alle strutture dentali, non meccanica, ma chimica e quindi maggiormente sicura
  • possiedono maggiori capacità di essere adattate alla cavità da riempire, anche in posizioni disagevoli
  • la durata di lavorazione è ottimale, dato che finché non vengono indurite dalla luce fotopolimerizzante, l’operatore può plasmarle per ottenere il miglior risultato
  • si prestano anche alla ricostruzione di piccole lesioni, scheggiature o rotture accidentali
  • Il materiale che le costituisce è più biocompatibile con i tessuti umani

Vediamo invece gli svantaggi di questo genere di otturazioni:

  • il costo è leggermente più elevato.[2]

Le resine composite sono tossiche?

Si è discusso molto sull’eventuale tossicità delle otturazioni in amalgama d’argento senza giungere ad una definitiva conclusione da tutti condivisa , ma con l’avvento dei nuovi protocolli medici e con l’implementazione delle nuove tecniche dell’odontoiatria conservativa, l’interrogativo è ora rivolto agli altri materiali utilizzati: le resine composite sono tossiche?

Se con il termine tossico s’intende qualcosa che potrebbe arrecare danno alla salute, allora si può serenamente affermare che questi materiali non sono totalmente privi di rischi. Difatti all’interno di queste resine, specialmente quelle di prima generazione, spesso è presente una sostanza, il bisfenolo che può determinare disturbi a livello endocrino e neurologico.

Inoltre, per isolare il campo operatorio della bocca e poter disporre di una separazione che consenta un ambiente più asciutto (non bagnato dalla saliva, che potrebbe compromettere l’adesività del composito), il professionista utilizza spesso la diga di gomma, ovvero un dispositivo simile ad un piccolo telo che si pone a protezione del cavo orale.

Esso risulta utile per proteggere la bocca dall’eventuale dispersione di residui di materiali di lavorazione durante gli interventi di odontoiatria conservativa o di endodonzia (cure canalari) e, al contempo, per isolare i denti e le aree da trattare in modo da evitare il contatto con la flora del cavo orale.

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Fiori di Bach dopo un’otturazione

Determinati problemi dentali sono strettamente correlati a stati d’ansia, stress e traumi psicologici.

Alcune condizioni psichiche particolari possono infatti contribuire a disagi che compromettono la salute orale.

Anche i difetti congeniti o le conseguenze di traumi accidentali possono produrre malessere sia sul piano estetico che su quello psicologico.

In molti casi, quindi, risulta utile agire direttamente sulla percezione di tali disagi e sullo stress.

I fiori di Bach rappresentano una proposta integrativa tra le possibilità adottate per migliorare gli stati d’animo legati a queste evenienze.

 

 

 

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