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Nevralgia

Dr.-Alberto-Trippetti
Dr. Alberto Trippetti
Medico Chirurgo. Specialista in Endocrinologia.

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Cosa significa nevralgia e di cosa si tratta

La parola nevralgia deriva dal greco “neuron” (nervo), e “algos” (dolore) e si manifesta attraverso l’infiammazione, l’irritazione o il trauma di un nervo danneggiato.

I nervi svolgono una funzione importante nel corpo umano perché trasportano le informazioni dalla periferia al sistema nervoso centrale (SNC) e viceversa.

 Anche la correlazione tra mondo esterno ed interno, avviene attraverso la conducibilità dell’impulso elettrico lungo le fibre nervose fino al SNC e le percezioni dei nostri organi di senso della sensibilità tattile, olfattiva, gustativa, oculare e uditiva, diventano suono, immagine, sapore, odore ecc., trasformate dal cervello Anche gli impulsi nocicettivi, ovvero gli stimoli dolorosi, come anche quelli motori, che permettono i movimenti, vengono condotti nello stesso modo.

Per questa ragione, subire un danno ad un nervo comporta un dolore molto intenso, tale da compromettere la qualità della vita quotidiana.

In genere, questo stato di malessere è più comune fra le persone in età avanzata, ma può interessare soggetti di qualsiasi età.

La nevralgia può colpire qualunque distretto corporeo, ma le aree più interessate sono il volto (nevralgia del trigemino), gli arti superiori (cervicobrachialgia) ed inferiori (sciatalgia), la colonna lombosacrale (lombalgia, ischialgia) e le costole (nevralgia intercostale).

Sintomi

I sintomi più comuni per riconoscere la nevralgia sono:

  • dolore intenso, prurito, formicolio o bruciore
  • gonfiore dell’area interessata
  • pelle ipersensibile (iperestesia)
  • debolezza del muscolo dove il nervo è infiammato.

Il dolore, inoltre, può anche durare pochi minuti o pochi secondi e può comparire o scomparire per intere giornate o settimane.[1]

Come diagnosticare una nevralgia

Il primo step per diagnosticare una nevralgia è recarsi dal proprio medico e descrivere accuratamente i sintomi che si avvertono, poiché così risulterà più semplice restringere il range di patologie che possono manifestarsi con tale sintomatologia, consentendo una più corretta diagnosi differenziale, attraverso l’esame obiettivo ed il riscontro di alcuni segni semeiologici che richiederanno più o meno la necessità di alcuni esami strumentali.

Gli esami più comuni variano da una semplice Rx del distretto interessato ad un esame più approfondito di II° livello se la sintomatologia è tala da richiederlo tipo TC o RMN e a maggior ragione l’elettromiografia[2] per evidenziare con particolare accuratezza il danno della radice nervosa interessata ( cervicale, dorsale, lombare, facciale ecc.). Spesso la causa è talmente evidente che non è richiesto nessun esame strumentale se non l’esame clinico semeiologico, basti pensare ad un herpes zoster dove le maculo/papule che decorrono lungo il metamero della radice nervosa interessata rendono facile la diagnosi.

Chi cura la nevralgia

Se è la prima volta che avverti questo disturbo puoi recarti come detto, dal medico di medicina generale per avere una diagnosi di certezza ed eventualmente una terapia specifica e solo successivamente se il problema persiste, il consulto da uno specialista che in questo caso può essere il neurologo, che possiede le competenze e le conoscenze utili per diagnosticare e curare le patologie del sistema nervoso. Altri specialisti che possono essere coinvolti nel trattamento delle nevralgie, sono l’algologo, cioè l’anestesista esperto nella terapia del dolore, il fisiatra o il fisioterapista, per garantire al paziente il miglior percorso di cura possibile.

Nevralgia con emicrania

Il mal di testa è un disturbo molto comune e può colpire persone di ogni età.

Il dolore può derivare da cause differenti, quali: tensione, stress, malattie o traumi. Per questo è molto importante non sottovalutare mai i sintomi.

Quelli generalmente più diffusi sono:

Tra le varie tipologie di mal di testa ci sono le cefalee (come l’emicrania) e la nevralgia di Arnold, un tipo di cefalea occipitale che può provocare gravi disturbi, spesso fortemente invalidanti e caratterizzata da un dolore intenso e pulsante che origina nella zona occipitale.

Chi soffre di nevralgia da emicrania, inoltre, è particolarmente sensibile alla luce.

Sicuramente un antidolorifico può essere un valido rimedio momentaneo, ma è sempre preferibile consultare un medico per una visita approfondita.[3]

Nevralgia da contrattura

La contrattura di un muscolo può comportare infiammazione o irritazione di uno o più nervi circoscritti nella zona interessata.

Questo dolore viene comunemente definito nevralgia da contrattura.

L’infiammazione del nervo, causata di una contrattura muscolare, può insorgere per:

  • un uso troppo intenso o prolungato di un muscolo
  • un gesto brusco o uno strappo muscolare
  • un eccessivo allenamento fisico
  • un disturbo articolare cronico, come ad esempio l’artrosi.

Per contrastare la nevralgia da contrattura, il medico generalmente consiglia l’assunzione di farmaci antidolorifici e/o miorilassanti, abbinati ad un trattamento fisico distensivo per i muscoli, come la fisioterapia e/o massaggi.

Nevralgia ai denti

La nevralgia dentale è un disturbo molto comune ed è causato dall’infiammazione di una o due branche del nervo trigemino (mascellare, mandibolare, o entrambe)[4].

Il sintomo principale della nevralgia dentale è il dolore intenso al dente interessato infiammato, spesso accentuato da azioni quali: masticare, lavare i denti, parlare, etc.

Il dolore è accompagnato da altri sintomi, quali:

  • gonfiore nella zona delle guance
  • ipersensibilità al tatto
  • prurito
  • bruciore
  • fastidio nell’assunzione di bevande troppo fredde o troppo calde.

Il nervo è ricoperto da una guaina mielinica che funge da isolante (come la gomma di protezione a rivestimento di un cavo elettrico) che, se danneggiata, è una delle principali cause della nevralgia.

Le altre cause possono derivare da interventi chirurgici, o dall’esportazione di uno o più denti, o dall’eruzione dei denti del giudizio, che non trovando ormai spazio nelle mascelle dell’uomo moderno, creano spesso problemi di spazio (disodontiasi).

Nei casi più rari, la nevralgia può derivare da sclerosi multipla (una patologia degenerativa che può comportare lesioni alla guaina mielinica dei nervi), o dalla presenza di una neoplasia.

Si consiglia, in tutti questi casi, di consultare il proprio Medico di Medicina Generale e/o il dentista di fiducia per individuare la causa e correre ai ripari nel più breve tempo possibile.

Nel frattempo, è preferibile evitare cibi elaborati difficili da digerire o da masticare (particolarmente duri), escursioni termiche esagerate (brodo o bevande bollenti, o troppo fredde), sostanze alcoliche, eccitanti nervini (troppi caffè, thè bevande) e fumo.

Nevralgia del Trigemino

Il trigemino con le sue tre branche (mandibolare, mascellare, oftalmica) è il quinto nervo cranico. Questo nervo ha funzioni motorie e sensitive, perché trasmette al cervello gli stimoli della sensibilità e, sempre dal cervello, riceve gli impulsi motori.

Quando questo nervo è compromesso si può parlare di nevralgia del trigemino.

Definita anche nevralgia facciale, questa patologia comporta dolore acuto al viso, alle guance, alla mascella, ai denti, alle gengive, agli occhi e alla fronte.

I sintomi più comuni di nevralgia del trigemino sono:

  • fitte lievi o acute e violentissime
  • difficoltà a masticare e a parlare
  • dolore scatenato dal lavaggio dei denti o dal radersi (tigger points)
  • ipersensibilità al contatto.

    Tra le cause di tale disturbo ci sono:
  • malattie infiammatorie o degenerative
  • l’invecchiamento
  • una lesione cerebrale o altre malattie che portano al malfunzionamento del nervo.

Il medico di solito tratta tale patologia facendo assumere inizialmente al paziente farmaci specifici per il dolore fino addirittura ad oppiacei maggiori, o a blocchi neurolitici, e nel momento in cui questi farmaci non sono più efficaci o poco tollerati o addirittura alla chirurgia gangliare transcutanea o radiochirurgia.[5]

Nevralgia cervicale

La nevralgia cervicale, chiamata anche nevralgia occipitale, è un disturbo molto comune che si manifesta con un forte dolore alla nuca.

I sintomi più comuni per individuare la nevralgia cervicale sono:

  • dolori alla testa, in zona soprattutto retronucale
  • dolore pulsante all’occipite
  • fitte alla nuca, o ad entrambi i lati o da un lato soltanto.

Generalmente chi ha dolore alla nuca, ha anche altri tipi di dolori legati alla cervicale, quali: irrigidimento dei muscoli del collo e, posteriormente, delle spalle, difficoltà a girare il viso verso le due rispettive spalle o avanti/indietro, affaticamento visivo, vertigini, sbandamento e nausea.

La nevralgia cervicale può derivare da:

  • un’attività fisica intensa
  • un colpo d’aria
  • una postura scorretta.

Il dolore alla nuca può essere collegato non solo alla nevralgia ma può dipendere anche da altre patologie più gravi; quindi, è consigliabile sempre rivolgersi ad un medico.

Nevralgia intercostale

La nevralgia intercostale origina dai nervi intercostali.

I sintomi più frequenti per distinguere questa patologia sono:

  • dolore intercostale
  • formicolio e dolore toracico anteriore e/o posteriore
  • difficoltà inspiratoria

La nevralgia intercostale comporta un dolore acuto e lacerante che aumenta man mano che si sottopone il corpo a sforzi intensi, a respiri profondi, a starnuti, tosse o anche risate.

Tra le varie cause di nevralgia intercostale si possono includere:

  • fratture costali dovute a traumi diversi
  • interventi chirurgici che prevedono l’incisione del torace
  • infezioni virali (Herpes Zoster) o altri virus/batteri
  • compressione di una o più radici dei nervi intercostali patologia del rachide
  • la gravidanza.

Merita un consulto medico qualsiasi dolore intercostale con le caratteristiche appena descritte o per il quale si sospettino cause scatenanti gravi, al fine di avere maggiore chiarezza sul disturbo e cercare, nel più breve tempo possibile, un rimedio efficace per risolverlo.

Rimedi per la nevralgia

nevralgia

Consultare il medico, dunque, è il primo passo da compiere nel momento in cui si manifesta una nevralgia, per rimediare al problema in modo efficace e definitivo.

Nei casi meno gravi, i farmaci maggiormente prescritti dallo specialista sono: analgesici e antidolorifici.

Nei casi più gravi, invece, sarà necessario un intervento chirurgico.

Se trascurato per molto tempo, il disturbo da nevralgia provocherà la condizione in cui, al paziente, anche i farmaci prescritti dallo specialista non daranno più sollievo.

Per questo è consigliabile condurre uno stile di vita sano, praticare esercizi per distendere i muscoli (come pilates[6] o tai chi[7]) e tenere sotto controllo l’alimentazione.

Nella propria dieta, infatti, è preferibile includere cibi quali:

  • cereali integrali
  • legumi
  • carne bianca bio da allevamento a terra
  • pesce azzurro fresco
  • frutta e verdura fresche, di stagione e a km zero.

Inoltre, è possibile ricorrere all’uso di piante ad azione analgesica e antinfiammatoria in grado di lenire la nevralgia, come ad esempio il sambuco o il salice.

L’aromaterapia, inoltre, è un altro valido alleato perché gli oli essenziali sono analgesici e antinfiammatori. Se abbinati ad una crema neutra e massaggiati sulla parte del corpo colpita da nevralgia, possono alleviare il dolore e dare un sollievo immediato.

Anche la medicina delle basse dosi può essere un valido supporto per ridurre il dolore, modulare irritazioni e infiammazione, migliorare la conduzione dl nervo, frenarne il decadimento degenerativo, aiutare la bonifica di certe infezioni virali che ne compromettono la normale funzione, rilassare la muscolatura. Solo il medico esperto è in grado di fornire le giuste indicazioni per una terapia soggettiva ed è quindi necessaria la sua intermediazione per una visita che la identifichi correttamente.

Infine, ricorda di non condurre una vita troppo sedentaria e di prestare sempre attenzione alla postura, in modo da non perdere mai il coordinamento e il tono muscolare.[8]

 

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