A cosa serve l’intestino

“Prendi una decisione di pancia!” Quante volte ce lo siamo sentiti dire? O magari siamo stati noi stessi a dirlo a qualcuno. Se ci soffermiamo un secondo ad analizzare questa frase, scopriremo un aspetto interessante: prendere una decisione è un’attività che riguarda l’aspetto più mentale e razionale di una persona. Riguarda, per farla semplice, il pensiero e quindi il cervello. Se parliamo di pancia, al contrario, ci riferiamo ad un aspetto più istintuale, primario e innato. Quindi questa frase ci invita a fare qualcosa di razionale facendoci guidare dall’istinto.

Un controsenso? In realtà no. Anzi, è una visione che ha una motivazione molto concreta e basi scientifiche. Cervello e intestino, infatti, sono strettamente correlati. Di più: parlano lo stesso linguaggio. Numerosi studi testimoniano come il sistema nervoso enterico (quello che governa l’attività intestinale) e il sistema nervoso centrale (legato invece all’attività cerebrale) usino gli stessi mediatori per originare delle reazioni e ottenere risposte agli stimoli.

Ma perché di tutti gli organi proprio l’intestino ha un ruolo di primaria importanza, tanto da poter parlare con l’organo depositario dell’intelletto? È presto detto.

L’intestino è centrale per la nostra sopravvivenza: attraverso di lui il nostro corpo assimila e assorbe le sostanze nutritive vitali per la nostra salute e l’equilibrio biochimico che ci garantisce il benessere. L’epitelio intestinale, ovvero la superficie che ricopre le “pareti” intestinali, in stretta simbiosi con il Microbiota intestinale, è l’interfaccia più affidabile per preservare il nostro stato di salute: esso infatti filtra le sostanze che per noi sono nutritive e utili e scherma quelle nocive. Svolge perciò una funzione molto importante. L’epitelio intestinale forma con il Microbiota la “barriera intestinale”, una vera e propria “barriera” dinamica essenziale, il cui stato di salute influenza il nostro stato di benessere generale: una barriera intestinale sana permetterà uno scambio funzionale, mentre una danneggiata o sofferente non sarà in grado di svolgere le sue funzioni vitali al meglio, con conseguenti processi di malassorbimento e con ripercussioni inevitabili sul nostro stato di salute.

Proprio perché svolge questa funzione fondamentale, l’evoluzione ha dotato l’intestino anche di un sistema nervoso autonomo, in grado di preservare e garantire la funzionalità nutritiva indipendentemente da tutto. Questa caratteristica di autonomia e autoregolazione nella gestione degli stimoli fa sì che l’intestino venga definito anche “il secondo cervello1.

Un’alimentazione sbilanciata, cibi mal tollerati dall’intestino, uno squilibrio della flora batterica intestinale (o Microbiota intestinale) magari dovuto all’uso incongruo di antibiotici e di altri farmaci, sono tutti fattori che possono gravare sullo stato di salute dell’intestino, della flora batterica intestinale e sull’integrità della barriera intestinale , andando a compromettere nel lungo periodo il benessere generale.

Alla scoperta del Microbiota

DIGESTIONE LENTA, SI PUO’ RIMEDIARE?

un vero e proprio ecosistema nella nostra pancia!

Il Microbiota dell’apparato gastro-intestinale, detto anche Microbiota intestinale, è l’insieme dei microorganismi presenti nel tubo digerente dell’uomo che hanno un ruolo fondamentale per la vita umana, e rappresenta l’ecosistema più complesso della natura! È composto da un numero di batteri pari quasi a tre volte il totale delle cellule dell’intero corpo umano e da almeno quattro milioni di tipi diversi di batteri, che vivono in stretto contatto “mutualistico” con la mucosa intestinale. I principali sono i Bifidobatteri, i Lattobacilli e gli Eubacterium, ma ve ne sono di numerose altre specie, e tutti insieme conducono funzioni per noi essenziali:

  • favoriscono la bio-disponibilità di alcuni nutrienti e la metabolizzazione delle calorie
  • sintetizzano diverse vitamine
  • regolano l’espressione del sistema immunitario nella mucosa intestinale
  • sostengono la peristalsi intestinale
  • proteggono la mucosa intestinale – e quindi l’intero organismo – da aggressioni di microrganismi patogeni, prevenendo così la comparsa di molte infezioni.

La composizione del Microbiota è fortemente influenzata dall’alimentazione già a partire dal tipo di allattamento, se al seno o artificiale, e dallo svezzamento, e in seguito dalla condotta alimentare quotidiana. Fattori interni ed esterni possono determinare disbiosi, ovvero alterazioni anche importanti del Microbiota. Fra questi, squilibri dietetici, stress psico-fisici, stili di vita non equilibrati, uso incongruo di farmaci.

In che modo l’intestino influenza il cervello e viceversa?

Abbiamo detto che l’intestino parla lo stesso linguaggio del cervello e che ha un sistema nervoso proprio e, per questo motivo, riesce a prendere decisioni autonomamente. La comunicazione fra i due organi avviene attraverso il nervo vago sulla base di neurotrasmettitori comuni, come la serotonina: la serotonina svolge un ruolo fondamentale per la regolazione dell’umore e viene prodotta per il 95% dalle cellule distribuite lungo la mucosa intestinale. All’interno dell’intestino essa è in grado di mediare funzioni come la peristalsi, la secrezione, così come la sensazione della nausea. Ecco allora che, attraverso il nervo vago, questi segnali vengono veicolati dalla serotonina al cervello che li associa, ad esempio, al senso di sazietà.

Non dobbiamo dimenticarci però che la relazione tra intestino e cervello è a doppio senso. Se è vero che lo stato di salute dell’intestino si riflette sul cervello, è vero anche il contrario: periodi particolarmente stressanti o la nostra (in)capacità di affrontare ansie, paure, decisioni, possono incidere sul normale funzionamento dell’intestino con alterazioni della peristalsi (e conseguenti episodi ad esempio di stipsi o di colite) e della produzione di acidi, di enzimi, di ormoni. Allo stesso modo dieta e disordini intestinali possono avere ricadute sull’umore (ecco cosa significa somatizzare lo stress!).

Come (e perché) trattare meglio intestino e cervello

L’importanza di prendersi cura al meglio della nostra “pancia” è quindi evidente. Sì, ma come fare? Le risposte possono essere molte e varie. È innegabile che l’alimentazione ricopra un ruolo fondamentale: prestare attenzione alla reazione del nostro intestino ad alcuni alimenti e bevande ci permette di notare cosa può irritarlo maggiormente per moderarne o evitarne l’assunzione. Ci sono cibi poi che per loro stessa natura (ad esempio per un alto livello di acidità) tendono a sovraccaricare il nostro apparato gastrointestinale costringendolo a un superlavoro che aumenta il rischio di irritazione. Pensiamo ad esempio a cibi fritti o particolarmente grassi o ancora a bevande gasate e zuccherate. Un’alimentazione leggera e con il giusto apporto di fibre permette di mantenere il giusto equilibrio della flora intestinale, senza però rinunciare al gusto! Perché, come abbiamo visto, anche il cervello vuole la sua parte e diete troppo restrittive rischiano di alterare il nostro umore e aumentare il livello di stress. Con il risultato che, invece di farci bene, rischierebbero di peggiorare il nostro stato di benessere.

Qualora poi l’alimentazione non bastasse, può essere utile ricorrere all’integrazione di simbiotici certificati (cioè prebiotici e probiotici insieme), come Proflorache aiutano a mantenere in equilibrio la flora intestinale (il Microbiota di cui abbiamo parlato qualche riga più in alto) contribuendo alla salute dell’intestino e a sostenere il sistema immunitario.

E il cervello come può essere supportato? Ad esempio con un po’ di attività fisica che, oltre a migliorare il tono muscolare, migliora anche l’umore aiutandoci a ridurre lo stress e i suoi effetti sull’intestino. Anche il giusto riposo ci può aiutare a tenere sotto controllo tensione, stress e ansia. Un ultimo consiglio: coltivare la creatività! Dedicarsi a un’attività piacevole e che stimoli la fantasia permette di distaccarsi dalle fonti di stress e di concentrarsi su un aspetto più gratificante e piacevole. Un’attività “di pancia”, quindi, che stimola il pensiero: insomma, una vera e propria coccola per intestino e cervello.

(Gershon M.D., Il secondo cervello, UTET, 2013)

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