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Integratori alcalini, quali sono e come usarli

Dr. Antonio Gorini
Medico Chirurgo, Specialista in Nefrologia – Medicina Interna
Gli integratori alcalinizzanti aiutano a mantenere l’equilibrio tra acidità e basicità del nostro organismo. Quali sono e quando utilizzarli.

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Qual è il significato di alcalino

Alcalino viene dall’arabo àlcali (potassio, che fa parte dei cosiddetti metalli alcalini – fortemente elettropositivi – insieme al cesio, al litio, al rubidio, al francio e al sodio, tutti basici e quindi in grado di neutralizzare gli acidi) e indica tutti i composti che sciogliendosi in acqua determinano reazione alcalina, ovvero rilasciano in soluzione ioni OH- facendo virare una cartina tornasole dal rosso al blu.

Le sostanze acide, invece, sono quelle che fanno aumentare la concentrazione degli ioni H+.

Il pH (potenziale di idrogeno) non è altro che l’unità di misura dell’acidità e della basicità (O alcalinità) di una soluzione acquosa ed è correlato alla concentrazione degli ioni H+ nella soluzione stessa.

Come regolare l’acidità del corpo

Per Ippocrate “siamo quello che mangiamo”: dal modo con cui ci alimentiamo dipende, infatti, lo stato della nostra salute. Nel nostro organismo le reazioni enzimatiche avvengono per ad uno specifico intervallo di pH, che può leggermente variare organi e fluidi. A seconda delle funzioni metaboliche che devono essere svolte; anche un lieve innalzamento dell’acidità soprattutto a livello sanguigno può portare ad uno stato di maggiore acidosi con possibili conseguenze sullo stato di benessere generale. Le cause sono molteplici quali: l’assunzione eccessiva di alimenti acidificanti (proteine animali, cereali, legumi), la scarsa assunzione di cibi deacidificanti (verdura e frutta), la carenza di oligoelementi e vitamine, la presenza di sostanze chelanti (contenenti metalli pesanti)  provenienti dall’inquinamento, la scarsità di ossigenazione in soggetti sedentari, l’insufficienza funzionale endocrina, il sovraffaticamento fisico, diversi disturbi degli organi emuntori (es. insufficienza renale), l’uso incongruo di farmaci chimici, alcuni stati psicologici (collera, preoccupazione, paura, ecc.), insomma stili di vita non corretti e stati psicosomatici alterati, possono indurre un accumulo di sostanze acide.

L’acidosi, così come l’alcalosi, è una condizione di disequilibrio e derivano da uno sbilanciamento del pH nel sangue, dovuto a un eccesso di sostanze acide o basiche; il corretto intervallo di pH è contenuto tra valori compresi di: 7.35 e 7.45.

Si parla di tendenza all’acidosi quando il pH del sangue scende sotto a 7.35, mentre di tendenza all’alcalosi quando il pH del sangue sale sopra a 7.45.

I polmoni e i reni sono gli organi principali deputati alla regolazione di questo intervallo.

L’equilibrio acido-base viene definito anche “l’equilibrio dell’equilibrio”, in quanto è responsabile del corretto mantenimento delle reazioni vitali per l’organismo. Per questo motivo, l’organismo stesso è costantemente impegnato a regolare il suo pH, attraverso sostanze tampone minerali. La principale fonte di minerali è rappresentata dall’alimentazione e dal deposito minerale osseo.

I principali meccanismi di approvvigionamento minerale del nostro organismo, nel tentativo di soddisfare le carenze (calcio, magnesio, ferro, manganese), sono le ossa e i denti. Si può verificare così anche una graduale perdita di tali sostanze che determina, oltre alla possibile demineralizzazione ossea, anche una possibile riduzione delle difese immunitarie e un aumento dei fattori di rischio infiammatori.

Seguire un regime alimentare corretto, ridurre l’apporto di carne e fritti e favorire il consumo di frutta e verdura è alla base nella prevenzione di stati di disequilibrio del mantenimento di un buon stato minerale.

PH delle urine

La ricerca sulla fisiologia umana indica dunque che il grado di acidità del nostro organismo è un parametro che deve essere tenuto sotto controllo, nel suo intervallo fisiologico per far sì che tutte le reazioni chimiche del nostro organismo, alla base della nostra salute, avvengano in modo equilibrato.

Purtroppo, questo equilibrio non sempre è considerato con la dovuta importanza.

Una valutazione del grado di acidità del nostro organismo, può essere fatta attraverso la misurazione del pH delle urine; La valutazione azione del pH delle urine deve essere ripetuta per qualche giorno, e 2-3 volte al giorno, con le apposite cartine pH, disponibili in farmacia con scala pH 5-8, che sono in grado di fornire un’indicazione interessante.
Per la salute è essenziale che il pH delle urine non scenda sotto il valore di 7: l’ideale sarebbe 7,3 misurato dopo colazione (2° urina del mattino), prima di pranzo e prima di cena.

Altrettanto importante è il pH intestinale. Tanto più il nostro pH intestinale sarà idealmente neutro (tra 6-7) tanto più il nostro sistema di difesa sarà efficiente.

Cos’è una dieta a tendenza alcalina

Integratori alcalini, quali sono e come usarli - dieta

La letteratura scientifica evidenzia come la dieta giochi un ruolo importante nella gestione dell’equilibrio acido-base dell’organismo. Ogni alimento, in base alla propria composizione, può fornire all’organismo un carico più acido oppure può fornire sostanze in grado di neutralizzare meglio l’eccesso di acidosi.

La dieta dei paesi industrializzati è sempre più povera di alimenti a tendenza alcalinizzante, ovvero quei cibi che non contengono, o contengono molto poco, zuccheri, semplici proteine e lipidi polinsaturi. Se a questo aggiungiamo vita sedentaria, stress fisico e psichico, assunzione incongrua di farmaci e conseguente flora batterica intestinale disequilibrata, abuso di alcol e fumo, il risultato è un accumulo di scorie metaboliche a tendenza acida e dobbiamo aiutare il nostro organismo a eliminarle.

Cosa possiamo fare?

Sicuramente non si può prescindere dall’adottare uno stile di vita regolare e un regime alimentare equilibrato: un regime dietetico più tendente all’alcalino prevede un sistema integrato tra buona alimentazione e un movimento quotidiano.

Ph acido ed equilibrio acido-base

Facciamo in modo che nella nostra alimentazione gli alimenti alcalinizzanti (frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata) rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero.

Limitiamo il consumo di cibi acidificanti come la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, i prodotti a base di farinacei e i dolci. Tuttavia, molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono assolutamente essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine.

Aggiungiamo alimenti che apportano basi come patate, latte non bollito, panna, verdure a foglia, yogurt e kefir, radici di verdure, zuppa di verdura, frutta secca, mandorle, erbe selvatiche (come il dente di leone o l’ortica), spezie come il crescione, il prezzemolo, l’erba cipollina, la maggiorana, il timo, il rosmarino, la salvia. E alimenti in equilibrio acido-base come grassi ed oli allo stato naturale, olio extravergine di oliva, burro, noci fresche.

Gli alimenti che aiutano l’organismo ad affrontare l’inverno

Beviamo quotidianamente almeno 2 litri di acqua o tisane, limitando il più possibile tè, caffè e alcolici.

Una passeggiata, o una corsa in bicicletta, migliora l’apporto di ossigeno e promuove il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica.

Evitiamo, se possibile, situazioni che generano stress.

Quando la sana alimentazione non basta, o si è in condizioni di particolare sofferenza, durante il cambio di stagione o in caso di stress psico-fisico si può valutare insieme al proprio medico o farmacista di fiducia l’assunzione di integratori minerali e a base di estratti vegetali utili per il riequilibrio idrosalino e a tendenza alcalina.

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