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Influenza gastrointestinale: un aiuto dai fermenti lattici

I fermenti lattici aiutano a prevenire l’influenza gastrointestinale grazie alla loro azione di stimolo delle difese immunitarie e di sostegno alla flora intestinale.

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Sapete qual è l’ecosistema più complesso in natura? Vi diamo un aiuto: non si trova in qualche oasi naturale, bensì dentro ognuno di noi! Nessuna idea? Ok, ci avete convinto, ve lo diciamo: si chiama microbiota ed è l’insieme dei microorganismi – batteri – che risiedono nell’apparato gastro-intestinale. Secondo gli scienziati, che ormai lo definiscono come un “superorganismo”, il microbiota è composto da un numero di batteri pari quasi a tre volte il totale delle cellule dell’intero corpo umano e da numerosissimi ceppi di batteri diversi, che vivono in stretto contatto “mutualistico” con la mucosa intestinale: i principali sono i Bifidobatteri, i Lattobacillie gli Eubacterium, ma ve ne sono di numerose altre specie e, tutti insieme, conducono funzioni per noi essenziali.

Il superorganismo di cui siamo fatti

Ma come aiutare l’intestino a funzionare al meglio delle sue possibilità? (Anche) con il supporto dei fermenti lattici, come suggerito dalla regola delle 3R!. Ma… cosa sono i fermenti lattici? Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità i fermenti lattici sono “organismi vivi che, se somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”.

Fermenti lattici e influenza gastrointestinale, quale legame

I fermenti lattici possono aiutare a prevenire l’influenza, anche l’influenza gastrointestinale? Per rispondere bisogna fare un passo indietro e una premessa sull’intestino e sulla flora batterica che lo popola: quest’ultima è composta da oltre 500 specie di batteri che svolgono diverse funzioni utili al nostro organismo. Una flora intestinale bilanciata contribuisce ad ostacolare la crescita dei batteri dannosi in favore di quelli buoni, ma si tratta di un equilibrio delicato che può essere minato da diversi fattori: stress, età, alimentazione non equilibrata ne sono degli esempi, così come l’utilizzo di alcuni farmaci come gli antibiotici.

Ma cosa c’entra l’intestino con l’influenza? Il tratto gastro-intestinale è un vero e proprio microcosmo psico-neuro-immuno-endocrino con un ruolo cruciale nel controllo dell’omeostasi, (vale a dire dell’equilibrio) dell’intero organismo, l’intestino insomma è una vera e propria centralina del sistema immunitario (ricordiamoci che più della metà delle cellule immunitarie risiedono nell’intestino), attivo nella gestione delle malattie, influenza compresa. Avere una flora batterica sana, eventualmente integrata con una buona dose quotidiana di fermenti lattici vuol dire, di conseguenza, avere un sistema immunitario ben funzionante. Sorge spontanea una domanda: come assumere i fermenti lattici per assicurarsi una loro piena efficienza? L’ideale è prenderli circa mezz’ora prima dei pasti, questo per permettere una minore interazione con gli acidi dello stomaco e consentire loro di arrivare nell’intestino senza interferenze.

Fermenti lattici, cosa sono e quando assumerli

In quali alimenti si trovano

I fermenti lattici si trovano principalmente all’interno dello yogurt come in altri preparati da fermentazione del latte.

Quali fermenti lattici per i bambini

Somministrare fermenti lattici ai bambini può essere utile per integrare i batteri buoni che costituiscono la flora visto che la loro presenza può favorire molti processi vitali, indispensabili per il corretto sviluppo fisiologico, garantendo il benessere generale. Per essere efficaci, i probiotici devono arrivare vivi e vitali nell’intestino, dopo aver superato i vari ostacoli del tratto gastro-duodenale. A volte i fermenti lattici arrivano però nell’intestino non attivi, e difficilmente possono interagire con la flora batterica e la mucosa intestinale. Un buon integratore di fermenti lattici per bambini dovrebbe contenere lactobacilli e bifidobatteri che arrivino vivi e vitali e dunque siano in grado di supportare le difese immunitarie.

Influenza e bambini, come prevenirla

Possono essere presi in gravidanza?

Anche nel caso della gravidanza – e nel caso specifico dell’influenza – potrebbe essere utile pensare ad un’integrazione di fermenti lattici per supportare al meglio il benessere della donna e con l’obiettivo secondario di evitare il più possibile l’assunzione di farmaci in un periodo delicato. Come sempre, ma a maggior ragione durante il periodo della dolce attesa, è fondamentale consultarsi con il medico di fiducia per un’indicazione personalizzata sulla propria situazione specifica.

In gravidanza, comunque, i fermenti lattici possono rappresentare una risorsa davvero preziosa per il benessere della futura mamma: essi contribuiscono a ristabilire l’equilibrio della flora intestinale, un po’ più delicato in questo periodo della vita di una donna: un’azione importante anche in virtù del fatto che spesso le future mamme soffrono di stitichezza. Inoltre, non dimentichiamo che la microflora intestinale è strettamente collegata a quella della vescica e alcune forme di vaginosi possono essere provocate proprio da un’alterazione della microflora batterica.

Dolce attesa: la salute della donna in gravidanza

Per riequilibrare la flora batterica vaginale e prevenire eventuali infiammazioni si possono anche utilizzare localmente degli ovuli contenenti fermenti lattici per avere dei benefici di lunga durata.

Fermenti lattici dopo l’influenza gastrointestinale

I fermenti lattici possono avere un ruolo anche post influenza, soprattutto se influenza intestinale? La risposta è certamente sì: quanto si incontra questa antipatica amica durante la stagione fredda, l’intestino viene messo a dura prova. Accanto ad alcuni consigli come bere molto per reidratare i liquidi persi, riposarsi per premettere al corpo di ritrovare le forze e mangiare leggero per non sovraffaticare l’apparato gastro-intestinale, considerare una supplementazione di fermenti lattici può essere una buona idea, per permettere alla flora batterica intestinale di ripristinarsi completamente.

Influenza intestinale, sintomi e tipologie

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