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Ginkgo Biloba, proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e di sostegno cerebro-vascolare

Dr.-Alberto-Trippetti
Dr. Alberto Trippetti
Medico Chirurgo. Specialista in Endocrinologia.
Il Ginkgo Biloba è una pianta gimnosperma, unica sopravvissuta della famiglia Ginkgoaceae con proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e di aiuto al fisiologico declino cognitivo e della memoria.

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Cos’è il Ginkgo Biloba

Ginkgo Biloba

Il Ginkgo Biloba è una pianta gimnosperma antichissima, nonché unica specie sopravvissuta della famiglia delle Ginkgoaceae.

Si dice che questa sopravvivenza sia dovuta alla sua straordinaria malleabilità, resistenza alle malattie e ai monaci buddisti, che coltivavano e preservavano gli alberi su terreni sacri.[1]

Originario della Cina, il Ginkgo Biloba è stato coltivato per migliaia di anni per una varietà di usi.

Attualmente viene utilizzato per scopi curativi della persona, in quanto contiene proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, in grado di combattere i radicali liberi, coinvolti nell’insorgenza di una grande varietà di patologie[2].

Il Ginkgo Biloba è inoltre una pianta molto apprezzata anche dal punto di vista ornamentale, per abbellire parchi e giardini pubblici. Le sue particolari foglie sono ultimamente di ispirazione per orafi e designer che amano riprodurne le fattezze in gioielli e accessori di tendenza.

Caratteristiche

Il Ginkgo Biloba raggiunge circa 30-40 metri di altezza e si trova un po’ in tutto il mondo, principalmente nelle zone temperate della terra.

Il nome “ginkgo” deriva dal cinese e significa “albicocca d’argento”, mentre il termine “biloba” è dovuto alla forma bi-lobata e a ventaglio delle verdi foglie, le quali appaiono con una incisione centrale che si riduce a mano a mano che la pianta invecchia, ma rimane comunque presente per tutta la sua vita.

Il Ginkgo Biloba non produce fiori ma matura direttamente i semi, i quali assieme alle foglie vengono utilizzati per realizzare infusi e oli.

Uso e proprietà

Il Ginkgo Biloba può essere usato per il trattamento di numerosi disturbi tra cui:

Sono stati inoltre eseguiti numerosi studi che hanno confermato la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti con il Ginkgo Biloba nel caso di disturbi, quali:

  • ansia
  • demenza
  • problemi alla vista associati al diabete
  • sindrome premestruale
  • schizofrenia
  • discinesia[3]

A tale pianta sono attribuite numerose proprietà (contenute principalmente nei semi), tra le quali, sicuramente, meritano una menzione particolare quelle antiossidanti.

Proprietà antiossidanti

L’attività antiossidante del Ginkgo Biloba è imputabile, in particolar modo, ai principi attivi dei terpenoidi (che includono i ginkgolidi) e dei flavonoidi in esso contenuti.

Infatti queste molecole, oltre a prevenire la perossidazione lipidica, esplicano anche un’azione di “spazzini”, contrastando la formazione dei radicali liberi (free radical scavenger).

I terpenoidi supportano le piastrine rendendo più fluido il loro transito nei vasi sanguigni, contrastando l’aggregazione piastrinica e la formazione di coaguli sanguigni.

I flavonoidi sono molto utili per la salute degli occhi, del cuore e delle fibre nervose.

Quindi questa pianta è una vera e propria inestimabile fonte di sostegno per la salute del corpo e della mente.[4]

Inoltre, i suoi principi attivi rendono il Ginkgo Biloba un potente rimedio anche contro le allergie.[5]

Come si assume?

Il Ginkgo biloba si assume per via orale, sotto forma di:

  • estratto di foglie
  • estratto di semi (in maniera meno frequente)

Il dosaggio e la durata della somministrazione devono essere stabiliti dal medico sulla base del problema che si vuole trattare e possono variare da paziente a paziente.[6]

Benefici

I benefici del Ginkgo Biloba si riconducono principalmente alle proprietà antiossidanti contenute nei semi e nelle foglie.

In particolare, l’estratto di foglie ha un effetto positivo sulla circolazione sanguigna a livello cerebrale.

Infatti, assicurando un migliore apporto di nutrienti e ossigeno attraverso il sangue, la sua assunzione sembra promuovere il buon funzionamento di cervello, occhi e orecchie.

L’estratto di foglie, inoltre, migliora il microcircolo e aiuta a contrastare le alterazioni cerebrali, responsabili dei problemi di memoria tipici dell’Alzheimer.

L’estratto di semi contiene invece sostanze che potrebbero aiutare a uccidere batteri e funghi patogeni.[7]

Tuttavia, ad oggi, gli estratti di Ginkgo Biloba sono tra i fitofarmaci più comunemente assunti a livello globale e sono spesso prescritti in Europa come in età avanzata e demenza.[8]

Come suggerisce l’etimologia (dal greco nous: mente e tropein: mutare), con il termine “agente nootropico” ci si riferisce a farmaci che stimolano il sistema nervoso e contribuiscono a una maggiore ossigenazione del cervello, migliorando di conseguenza le funzioni cognitive.

Effetti indesiderati

In linea generale, il Ginkgo Biloba è relativamente sicuro e ben tollerato.

Tuttavia, se assunto in dosi sbagliate o parallelamente ad ulteriori terapie (come quelle anticoagulanti o antiaggreganti, in quanto l’azione del Ginkgo Biloba è vasodilatatrice) sono stati segnalati alcuni effetti collaterali, tra cui:

Controindicazioni

Il Ginkgo Biloba deve essere assunto esclusivamente sotto forma di estratto: le parti intere della pianta possono contenere infatti livelli pericolosi di sostanze tossiche, che potrebbero scatenare gravi reazioni allergiche.

L’utilizzo del Ginkgo Biloba è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.

È inoltre importante, prima di sottoporsi a un intervento, informare chirurghi e dentisti di una eventuale assunzione di Ginkgo biloba che, interferendo con la coagulazione può causare emorragie.

Infine, durante il periodo di assunzione è bene evitare l’esposizione al sole e/o a lampade abbronzanti, perché fotosensibilizzante.[10]

 

 

[1] Singh SK, Srivastav S, Castellani RJ, Plascencia-Villa G, Perry G. Effetto neuroprotettivo e antiossidante dell’estratto di ginkgo biloba contro l’AD e altri disturbi neurologici. Neuroterapia . 2019;16(3):666-674. doi:10.1007/s13311-019-00767-8

[2] Yoshikawa T, Naito Y, Kondo M. Ginkgo biloba leaf extract: review of biological actions and clinical applications. Antioxid Redox Signal. 1999 Winter;1(4):469-80. doi: 10.1089/ars.1999.1.4-469. PMID: 11233145 

[3] https://www.humanitas-care.it/enciclopedia/principi-attivi/ginkgo-biloba/

[4] Mahadevan S, Park Y. Multifaceted therapeutic benefits of Ginkgo biloba L.: chemistry, efficacy, safety, and uses. J Food Sci. 2008 Jan;73(1):R14-9. doi: 10.1111/j.1750-3841.2007.00597.x. PMID: 18211362.

[5] https://www.nccih.nih.gov/health/ginkgo  

[6] Nguyen T, Alzahrani T. Ginkgo Biloba. [Aggiornato il 9 luglio 2021]. In: StatPearls [Internet]. L’isola del tesoro (FL): StatPearls Publishing; 2021 gennaio-. Disponibile da: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK541024/ 

[7] https://www.humanitas-care.it/enciclopedia/principi-attivi/ginkgo-biloba/

[8] Brondino N, De Silvestri A, Re S, et al. A Systematic Review and Meta-Analysis of Ginkgo biloba in Neuropsychiatric Disorders: From Ancient Tradition to Modern-Day Medicine. Evid Based Complement Alternat Med. 2013;2013:915691. doi:10.1155/2013/915691 

[9] Mahadevan S, Park Y. Multifaceted therapeutic benefits of Ginkgo biloba L.: chemistry, efficacy, safety, and uses. J Food Sci. 2008 Jan;73(1):R14-9. doi: 10.1111/j.1750-3841.2007.00597.x. PMID: 18211362

[10] https://www.humanitas-care.it/enciclopedia/principi-attivi/ginkgo-biloba/

 

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