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Fosfolipidi, cosa sono e come agiscono

Antonello Arrighi
Dr. Antonello Arrighi
Specialista in Pediatria. Pediatra di Libera Scelta USL 8 Arezzo.
I fosfolipidi sono combinati a glicerolo e fosfati. Rappresentano i principali costituenti della membrana cellulare. Funzione e caratteristiche.

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Cosa sono i fosfolipidi

I fosfolipidi sono acidi grassi combinati a glicerolo e acido fosforico che hanno un ruolo importante nella struttura e nel metabolismo delle cellule.

Insieme ai trigliceridi e al colesterolo sono i principali grassi contenuti nell’organismo umano.

I fosfolipidi sono il maggior costituente delle membrane biologiche e della membrana plasmatica.

Essi sono formati da una testa polare (con carica elettrica) del gruppo fosfato, che è idrofila, ovvero che attrae ed è solubile in acqua, e una coda apolare (senza carica elettrica) che è idrofoba, ovvero che è respinta ed è insolubile in acqua, formata da 2 acidi grassi, che possono essere saturi (privi di doppio legame) o insaturi (con uno o più doppi legami).

Tale natura anfipatica (che contiene in sé contemporaneamente sia gruppi idrofili che gruppi idrofobi) fa sì che i fosfolipidi possano formare una struttura a doppio strato, costituito dalla testa di ciascun fosfolipide rivolta verso l’esterno e le code verso l’interno, poste una verso l’altra.[1] Ciò le conferisce una tipica forma, definita a doppio strato fosfolipido, altrimenti detto a “sandwich”, proprio perché simile ad un panino farcito.

La testa polare contiene un gruppo fosfato, che lega a sua volta un gruppo amminico. Quest’ultimo determina il nome delle sottocategorie di fosfolipidi, in base al gruppo alchilico legato all’atomo di azoto (fosfogliceridi, sfingolipidi).

Acido fosfatidico

L’acido fosfatidico fa parte dei fosfogliceridi, ovvero la classe più importante dei fosfolipidi.

Il ruolo dell’acido fosfatidico è fondamentale nella sintesi dei fosfolipidi, nella formazione delle membrane, nella proliferazione delle cellule di un organismo vivente, nella trasmissione di informazioni tra interno ed esterno della cellula.

Avendo una funzione così importante, un disequilibrio dei livelli di acido fosfatidico potrebbe arrecare per esempio problemi alle cellule nervose.

L’acido fosfatidico è presente in alcuni alimenti di origine animale e vegetale, ma talvolta risulta necessario integrarlo con supplementi specifici.

Contribuendo all’aumento della massa magra nel corpo, con conseguente potenziamento della forza muscolare, gli sportivi e le persone che hanno (o hanno avuto) patologie che provocano perdita muscolare ricorrono spesso all’uso di integratori a base di acido fosfatidico.[2]

Funzione dei fosfolipidi

fosfolipidi a cosa servono

I fosfolipidi hanno importanti funzioni:

  • creano una membrana che protegge le cellule e gli organelli che si trovano al loro interno;
  • sono coinvolti nella stabilizzazione delle proteine ​​all’interno di tale struttura;
  • consentono il verificarsi di processi chimici ed elettrici che garantiscono la sopravvivenza delle cellule;
  • sono parte delle lipoproteine circolanti, le quali sono indispensabili al trasporto dei grassi (trigliceridi e colesterolo) nel sangue;
  • regolano l’infiammazione;
  • contribuiscono alla formazione della bile;
  • sono secreti nell’intestino con la bile, permettendo l’assorbimento dei grassi alimentari;
  • supportano le funzioni articolari.[3]

Azione di regolazione delle infiammazioni

Uno dei ruoli dei fosfolipidi è regolare l’infiammazione, vero “killer silenzioso” quando di basso grado, ossia non percepibile come sintomo. Un corretto apporto di queste sostanze può quindi contribuire a ridurla, rallentando la progressione di importanti malattie metaboliche.

L’infiammazione, madre di ogni malattia

Colesterolo buono o HDL

Il colesterolo è un grasso importante per l’organismo umano, poiché partecipa a diversi processi fisiologici, tra cui: la regolazione della fluidità delle membrane cellulari, la produzione di vitamina D e degli ormoni sessuali, la protezione e la normale funzione della trasmissione nervosa.

Le lipoproteine, ovvero il veicolo deputato al trasporto nel sangue di lipidi e colesterolo, caratterizzano la “natura” buona o cattiva del colesterolo.

Le lipoproteine a bassa densità, LDL, sono note come colesterolo cattivo in quanto trasportano molto carico di grassi, mentre le lipoproteine ad alta densità, HDL, ne trasportano molto meno e sono definite colesterolo buono.

Il colesterolo HDL viene portato al fegato e ceduto ad esso, abbattendone così le quantità circolanti, ed una parte viene eliminata attraverso la bile verso l’intestino.
Quindi il colesterolo HDL, uscendo dal sangue, riduce il rischio cardiovascolare scongiurando la formazione di placche aterosclerotiche.

È stato dimostrato che le persone che hanno livelli naturalmente più elevati di colesterolo HDL sono a minor rischio di infarto e ictus.

Membrana plasmatica

La membrana plasmatica è la membrana che protegge le cellule, costituita da fosfolipidi, colesterolo, proteine e carboidrati.

Essa filtra la comunicazione con l’esterno gestendo l’interazione con le altre cellule, trasportando verso l’interno i nutrienti necessari e permettendo l’eliminazione delle tossine. La fluidità e le proprietà della membrana plasmatica dipendono dalla struttura degli acidi grassi.

Gli acidi grassi saturi hanno legami semplici, mentre gli acidi grassi insaturi hanno uno o più doppi legami. Sono proprio questi ultimi a determinare la formazione di curvature e nodi nella struttura della membrana plasmatica.

Gli acidi grassi saturi presentano code dritte che si uniscono tra loro formando una struttura rigida; mentre le code inclinate degli acidi grassi insaturi, non riuscendo a compattarsi fra loro, formano una membrana più flessibile e plastica.

Anche la temperatura e la presenza di colesterolo influiscono sulla fluidità della membrana plasmatica.

Ad alte temperature, il colesterolo rende meno fluida la membrana; a basse temperature invece, mantiene la fluidità e ne ostacola il congelamento.[4] 

Tessuto nervoso

I fosfolipidi sono cruciali per la salute delle membrane cellulari e della neurotrasmissione.

Le cellule del tessuto nervoso, i neuroni, sono provviste di prolungamenti (assoni) necessari alla trasmissione dei segnali. Essi sono rivestiti da particolari fosfolipidi, fosfatidilserina e fosfatidilcolina, che svolgono funzioni di isolamento (come nei fili elettrici) e consentono la propagazione veloce degli stimoli, la comunicazione cellulare e le complesse e articolate attività cerebrali. Anche i nervi periferici hanno egual rivestimento (mielina), composto in buona misura da questo tipo di grassi.

Fosfolipidi: dove si trovano

I fosfolipidi si trovano in tutti gli organismi viventi, quali componenti principali delle membrane cellulari.

Essi sono presenti inoltre in tantissimi alimenti, ma in modo particolare in uova, soia, latte e altri prodotti lattiero-caseari.

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Fosfolipidi integratori

Pur avendo un’alimentazione sana ed equilibrata, talvolta diventa necessario ricorrere all’uso di supplementi specifici di fosfolipidi per riattivare alcuni processi fisiologici.

Gli integratori di fosfolipidi, infatti, sono utili da diversi punti di vista.

Trattandosi di elementi in grado di contrastare i processi infiammatori, lo stress ossidativo delle cellule e i deficit delle cellule nervose, essi sono indicati per:

  • stimolare la memoria, la concentrazione e le funzioni cerebrali;
  • regolare l’accumulo di colesterolo e promuovere la salute dell’apparato cardio-circolatorio;
  • sostenere il benessere del fegato, delle vie biliari e del tratto digestivo;
  • proteggere l’apparato gastro-intestinale dagli effetti collaterali di alcuni farmaci aggressivi, quali i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) comunemente utilizzati;
  • rafforzare il sistema immunitario.

Avvertenze e controindicazioni

La somministrazione di fosfolipidi deve essere concordata col proprio medico curante, soprattutto in presenza di particolari condizioni di salute.

Tali integratori sono controindicati in soggetti intolleranti o allergici al principio attivo e nelle donne in gravidanza e in fase d’allattamento.[5]

 

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