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Crampi muscolari, trattamenti naturali

Dr. Dario Quattrocchi
Chirurgo ortopedico. Specialista in ortopedia e traumatologia.
Cosa sono i crampi muscolari e perché vengono? Vediamo insieme alcune cure e rimedi su come prevenire strappi e stiramenti con alcune accortezze.

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Avvertire un dolore acuto ad un muscolo del corpo è capitato a tutti a seguito di un movimento non consono al lavoro, in casa propria o durante un’attività sportiva (allenamento in palestra, partita a calcetto, etc). Quel dolore spesso è l’espressione di un risentimento delle fibre muscolari.

I risentimenti muscolari possono essere causati da un trauma diretto o da un trauma indiretto. Nel trauma diretto è come ricevere un calcio sul muscolo provocando la rottura fibre muscolari (contusione). Nel trauma indiretto, il muscolo si allunga e si può rompere: contrattura, stiramento e strappi (I°-II°-III°) rientrano nelle lesioni da trauma indiretto.

Cos’è un crampo muscolare?

Il crampo muscolare è la contrazione di un singolo o di più muscoli, che può insorgere in maniera improvvisa, inaspettata e incontrollata. Questo irrigidimento può attenuarsi dopo pochi minuti o può torturarci a lungo, con dolore acuto e impotenza funzionale.

I crampi insorgono più spesso a livello dei muscoli scheletrici dei polpacci, mentre molto più raramente in altre sedi. Si possono manifestare durante la pratica sportiva o a riposo di notte.

Perché vengono i crampi?

La contrazione muscolare non dipende dai muscoli, ma dallo stimolo nervoso che l’avvia. Se decidiamo di muovere la gamba per camminare, il cervello invia i segnali/impulsi elettrici che attraverso i nervi raggiungono il gruppo muscolare interessato dal movimento che vogliamo effettuare, trasmettendo il comando di contrarsi per compierlo. Il crampo è l’effetto di un eccesso di questi stimoli, che eccitano in modo anomalo la contrazione delle fibre muscolari della gamba.

Con l’avanzare dell’età, i crampi possono insorgere più frequentemente anche per concomitanti squilibri elettrolitici, ossia per carenza di minerali e micronutrienti come, per esempio, calcio, magnesio, potassio e vitamina D.

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Un allenamento o un lavoro fisico molto intenso sono causa frequente di crampi; altre condizioni che ne influenzano l’insorgenza sono problemi di circolazione sanguigna, la gravidanza, il freddo improvviso, il sovrappeso o lo stare troppo tempo in piedi, la mancanza di idratazione o di elettroliti, ad esempio per sudorazione eccessiva, vomito, diarrea o per insufficiente apporto di acqua durante la giornata.

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Altrettanto può accadere soffrendo di discopatie lombari o cervicali, mancanza di sonno, eccessivo consumo di alcol o assunzione di farmaci come lassativi o antiipertensivi.

La produzione di acido lattico come sostanza di scarto durante le reazioni chimiche che avvengono nel nostro corpo per produrre energia, se in eccesso può portare a dolori, crampi e una sensazione di affaticamento muscolare.

Quali sono le differenze tra stiramento – strappo – contratturamuscolare

La contrattura non è una vera e propria lesione muscolare, ma un’alterazione conseguente a uno stato di affaticamento del muscolo durante l’esercizio fisico. Consiste in una contrazione del muscolo maggiore rispetto alle sue possibilità di risposta. Può risolversi con riposo per una settimana, massaggi decontratturanti e stretching.

Lo stiramento è un eccessivo allungamento delle fibre muscolari senza lesione anatomica, per cui le fibre muscolari restano intatte. Il dolore insorge progressivamente durante l’attività sportiva, la zona colpita risulta dolorosa alla palpazione. Si risolve in circa due settimane di riposo.

Lo strappo muscolare (o distrazione) è una lesione muscolare con dolore acuto ben localizzabile, tumefazione e impotenza funzionale. Causata da una improvvisa e violenta sollecitazione delle fibre (contrazione violenta o scatto improvviso). I tempi di recupero sono più lunghi da tre settimane fino a due mesi.

Riposo e benefici sull’equilibrio psico-fisico

Come comportarsi in caso di stiramento o strappo muscolare?

Il primo intervento consiste nell’attuazione del protocollo RICE (Rest Ice Compression Elevation): Riposo, Ghiaccio, Compressione, Elevazione.

Lo scopo è ridurre il più possibile il danno tissutale, la comparsa di edema o di ematoma.

Entro le prime quattro ore dal trauma è fondamentale applicare ripetutamente sulla lesione per almeno 20-30 minuti una borsa del ghiaccio per limitare il gonfiore e il dolore e prevenire un ematoma nello spazio tra le fibre muscolari strappate. Sono controindicati il caldo ed i massaggi nell’immediato post trauma.

Nell’applicare il ghiaccio bisogna sempre tenere in considerazione che la vasocostrizione indotta dall’applicazione di ghiaccio riduce sì la formazione dell’edema con una temporanea sensazione di sollievo, ma nello stesso tempo comporta l’allungamento del normale decorso dell’infiammazione (che produce fisiologicamente calor terapeutico), che così si prolunga nel tempo, ritardando la guarigione.

È fondamentale rivolgersi a uno specialista ortopedico e non affidarsi all’auto diagnosi e alle auto cure, perché la terapia cambia radicalmente a secondo della lesione tendinea, muscolare, capsulare, legamentosa o articolare, che è possibile valutare soltanto attraverso un’attenta raccolta anamnestica ed una valutazione clinica e strumentale adeguata (per esempio un’ecografia come indagine basilare).

Lo specialista potrà indicare un percorso terapeutico di fisioterapia strumentata (ultrasuoni, laser, onde d’urto), farmaci, tutori o micro-iniezioni intra- e peri- lesionali di collagene in overlapping.

Saranno importanti esercizi di stretching (sempre sotto la soglia del dolore) che aiuteranno i muscoli a ritrovare la sua elasticità, nelle lesioni muscolari lievi o nella fase riabilitativa.

Il paziente anziano, così come l’atleta e i soggetti sottoposti a lavori usuranti, sono tutti potenziali  vittime di questi disturbi e – spesso inconsapevolmente – sono più esposti a condizioni di “fragilità”.

Sarcopenia e perdita di massa muscolare negli anziani

Una caratteristica che accomuna tutte queste categorie da un punto di vista fisio-patologico è l’infiammazione cronica di basso grado, cioè quella condizione silente per anni che tuttavia, subdolamente, “cova sotto le braci” e che, quando si appalesa clinicamente, ha ormai indotto danni spesso irreversibili ai tessuti colpiti.

Prima che il danno tissutale si manifesti o progredisca clinicamente (non dobbiamo più aspettare di essere ammalati per curarci) è consigliabile la terapia infiltrativa biologica preventiva.

In tutti i casi (usura, invecchiamento, trauma) l’aspetto più evidente del danno tessutale muscolare è la perdita d’integrità delle fibre collagene che risultano non più organizzate linearmente e parallelamente tra esse, potendo presentare vere e proprie lacerazioni o una disposizione poco consona al loro corretto lavoro.

Il collagene è la proteina strutturale più abbondante nell’organismo umano. In particolare, è molto rappresentata nei muscoli, nelle cartilagini, nei tendini (70%), nelle ossa e nei tessuti connettivi

Durante il corso della vita, la produzione di collagene non cessa mai; tuttavia, il fisiologico invecchiamento, le lesioni traumatiche, le carenze nutrizionali possono causare una diminuita disponibilità del collagene con conseguente decadimento strutturale e derivante fragilità. 

Compaiono così i disturbi muscolo-scheletrici con dolore, rigidità e difficoltà di movimento.

Come prevenire le lesioni muscolari

Per ridurre il rischio di lesioni muscolari è consigliabile allenarsi in modo corretto ed evitare uno sforzo fisico superiore alle proprie capacità. Per prevenire un danno muscolare è fondamentale un buon riscaldamento che comprenda alcuni esercizi di stretching prima di iniziare l’attività sportiva.

Cure e rimedi

Crampi muscolari trattamenti naturali arnica montana

Per chi soffre di questi disturbi la Medicina delle basse dosi può essere una valida scelta terapeutica per la riduzione del dolore ed il rallentamento della progressione.

Tra i suoi vantaggi non presenta tossicità chimica, è generalmente ben tollerata, ha davvero rare controindicazioni e interazioni farmacologiche, offre l’indubbio beneficio di poter essere associata in modo complementare ai medicinali convenzionali.

Per alleviare il dolore e recuperare funzionalità si cominci dall’alimentazione, in quanto esistono cibi naturalmente antinfiammatori, come, per esempio, le spezie zenzero e curcuma.

Vediamo poi quali sono i rimedi naturali più diffusi per i traumi lievi.

Arnica Montana, grazie alle sue comprovate proprietà antiflogistiche, analgesiche e immunomodulanti è in grado di contrastare l’infiammazione, calmare il dolore e combattere la raccolta di liquidi, senza interferire con la fase di risoluzione del danno, di estrema importanza per accelerare i tempi della riabilitazione. Può essere applicata sulla zona interessata sotto forma di crema, oppure essere assunta in granuli, compresse, gocce e fiale.

Rhus toxicodendron (edera velenosa), con proprietà lenitive in caso di dolori articolari, muscolari e dei nervi. Possibile applicarlo localmente come crema, oppure assunto in forma orale o iniettabile.

Belladonna è utile a migliorare l’infiammazione del punto colpito e a consentire la deposizione di nuove fibre di collagene per una guarigione più pronta.

Echinacea purpurea e angustifolia si occupano del controllo di eventuali aspetti infettivi legati alla debolezza dei tessuti infiammati nella zona della lesione.

Calendula, infine, può coadiuvare il processo di ripresa funzionale, grazie alle sue note capacità cicatrizzanti.

I medicinali in bassa dose scelti con abilità ed esperienza dal vostro medico di fiducia, utilizzati nelle primissime fasi del danno tissutale, rallentano i processi di invecchiamento e stimolano/accelerano i processi di guarigione, inducendo la cascata dei fattori di crescita, la formazione di nuovi vasi sanguigni che nutrono i tessuti in sofferenza e la neo-sintesi di collagene.

Su indicazione dello specialista Ortopedico è possibile ricorrere anche all’infiltrazione di dispositivi medici contenenti collagene, a livello intra- o extra-articolare, peri- o intra- lesionale muscolare e tendinea. Attraverso meccanismi di tipo meccanico, induce un processo biologico che stimola la sintesi di nuovo collagene e determina meccanismi autologhi di riparazione e di rimodellamento del Tessuto offeso.

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