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Colostro e latte materno, guida completa

Dr. Franco Vicariotto
Medico Chirurgo, Specialista in ostetricia e ginecologia
Cos’è il colostro e come funziona l’allattamento al seno. Come produrre colostro anche dopo un parto cesareo prematuro.

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Il colostro è un liquido giallastro che, immediatamente dopo il parto, comincia a prodursi nel seno della neomamma.

Il latte materno infatti, prima di giungere alla consistenza e al colore più noto a tutti, subisce un processo evolutivo durante i primi dieci giorni della sua produzione.
Il colostro viene spesso definito “oro liquido”, non solo per indicare il suo colore giallognolo, ma anche per l’importanza che esso ha per il neonato.
Attraverso la sua assunzione infatti, il bambino acquisisce una serie di nutrienti che gli sono indispensabili in questa fase della sua vita.

Venendo alla luce e allontanandosi dall’involucro protettivo della madre, l’organismo del nascituro ha bisogno di adattarsi al mondo esterno attivando le sue funzioni immunitarie.
All’interno del colostro, oltre ad essere presenti globuli bianchi, proteine e carboidrati, vi sono in effetti anche quelle sostanze funzionali essenziali per il sistema immunitario quali le Immunoglobuline.

Perché l’allattamento al seno è importante

Il latte materno, sin dal primo momento in cui viene prodotto, apporta al bambino (nelle giuste proporzioni) tutte le sostanze di cui necessita nei suoi primi mesi di vita.

Il colostro[1], prodotto nei primi giorni, è un vero e proprio concentrato di carboidrati, proteine, sali e vitamine che aiutano il neonato a:

  • ricevere la nutrizione completa nella giusta misura (350/400 ml al giorno, dato che lo stomaco del bambino è ancora piccolo come un sassolino);
  • eliminare il meconio, ovvero le prime feci, che sono mescolate ad altro tipo di secrezioni (liquido amniotico ingerito durante la nascita e frammenti di cellule epiteliali dell’intestino);
  • liberarsi di tutte le tossine e scongiurare l’ittero;
  • equilibrare i livelli di glucosio nel sangue e prevenire le malattie causate da agenti patogeni;
  • creare un sistema immunitario

Man mano che l’organismo del neonato si adegua all’esterno e si prepara per accogliere e digerire più cibo, dopo una fase di transizione di alcuni giorni, il latte materno diventa maturo.
Esso continua ad essere ricco di nutrienti, con una modifica nelle percentuali: le proteine e i minerali diminuiscono leggermente, mentre i grassi e il lattosio aumentano.

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Colostro per rafforzare il sistema immunitario

Sin dal primo momento in cui viene prodotto, il latte materno non è sterile; in esso vi sono infatti numerosi batteri coi quali il bambino viene a contatto[2].
Ciò fornisce uno stimolo per la maturazione dell’apparato gastrointestinale del neonato e per lo sviluppo del sistema immunitario.

La maggior parte dei microbi entra nell’organismo attraverso la respirazione e l’ingestione, ma i numerosi anticorpi (“immunoglobuline secretorie” – IgA) presenti nel colostro scongiurano l’insorgenza di infezioni e creano una barriera protettiva sulle mucose della gola, del naso e dell’intestino del bambino.
Quest’ultimo, altamente permeabile nelle prime settimane di vita, potrebbe permettere l’ingresso agli agenti patogeni. Tale attacco però viene scongiurato dall’azione degli anticorpi (presenti in notevole quantità nel colostro) i quali, avendo funzione antimicrobica, promuovono l’attività dei batteri benefici già presenti nell’intestino.

Come produrre colostro dopo un parto cesareo

Molte donne sono convinte che, dopo aver avuto un parto cesareo, possono avere difficoltà nel produrre colostro e latte. In realtà, non è assolutamente così!

Sia dopo un parto naturale che dopo quello cesareo, alla stessa maniera, le ghiandole mammarie attivano la loro funzione di secernere latte.
È vero che il parto cesareo implica un recupero più lento a causa dell’intervento chirurgico, ma ciò non impedisce al corpo di continuare ad esercitare tutte le sue funzioni.

I tempi in cui il colostro comincia a formarsi non sono esattamente gli stessi in tutte le neomamme, a prescindere dal tipo di parto; mediamente vanno dal primo al sesto giorno successivo al parto.

Nonostante ciò qualche piccolo doloretto e la difficoltà, limitata ai primissimi giorni, di trovare una posizione comoda, potrebbero condizionare negativamente una donna che ha appena avuto un cesareo.
Purché ci sia tenacia e amore, la mamma può tranquillamente allattare il suo bambino, che lo tenga al suo fianco, distesa o in qualsiasi altra posizione.
Una volta superato il primo “ostacolo”, l’arrivo del colostro (e il latte maturo successivamente) sarà più semplice del previsto.

Allattamento dopo un cesareo prematuro

L’allattamento al seno avviene anche dopo un parto cesareo prematuro, anzi, è soprattutto in questi casi che il neonato ha bisogno del latte materno per nutrirsi e proteggersi dai batteri esterni.

Le mamme che partoriscono prematuramente, con cesareo o in maniera naturale, hanno un colostro leggermente diverso da quello delle donne che partoriscono dopo la 37a settimana; proprio per andare incontro alle esigenze del bambino nato pretermine.

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Non avendo completato la loro formazione e non avendo ricevuto fino alla fine le importanti sostanze che la madre fornisce durante tutta la gravidanza, i bimbi prematuri hanno bisogno di completare il loro processo di crescita e di attingere tutti i nutrienti importanti dal latte materno.

ll colostro delle madri premature:

  • ha più proteine ​​rispetto a quello delle madri a termine, proprio perché i bambini pretermine hanno bisogno di più proteine ​​per la crescita rispetto agli altri;
  • è più ricco di enzimi, tra cui il lisozima, importantissimo per contrastare l’attacco di alcuni batteri e per evitare l’insorgenza di infezioni, soprattutto in questa fase;
  • ha più lipidi e meno lattosio, perché per i bambini prematuri il lattosio è difficile da digerire.

Quando il neonato pretermine deve completare il suo processo di crescita nell’incubatrice, non potendolo attaccare direttamente al seno, è possibile ricorrere all’utilizzo di pompette tiralatte specifiche, che consentono di portare al piccolo (con un biberon) il latte appena raccolto.

Colostro o vaccino per l’influenza?

Come abbiamo detto il colostro riesce a respingere virus, batteri e funghi e viene spesso definito come “il primo vaccino del bambino”; tuttavia non si può affermare con certezza che esso possa addirittura sostituire il vaccino per l’influenza[3].

È solo il medico, in queste situazioni, a poter decidere quando e se è il caso di adottare soluzioni alternative.

Colostro controindicazioni

Non ci sono controindicazioni per chi assume il colostro, soprattutto bovino, come integrazione. Durante la gravidanza e l’allattamento, è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico curante.

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