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Cataratta, cos’è e quando operare

Dr. Attilio Basile
Dr. Andrea Attilio Basile
Medico Chirurgo. Oftalmologo.
La cataratta è un processo degenerativo del cristallino che si presenta comunemente in età senile e più raramente in età giovanile. Come capirne i sintomi e quando operare.

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Cos’è la cataratta

La cataratta è l’opacamento di una delle lenti che costituiscono l’occhio, il cristallino.

Essa provoca un offuscamento della vista, il quale può essere percepito come lieve o diventare progressivamente invalidante.

La guarigione definitiva dalla cataratta è quasi sempre ottenibile grazie ad un intervento chirurgico apposito.

Il nome deriva dal greco “katarasso” (cadere giù), poiché in passato si credeva che un liquido opaco scendesse dal cervello fino all’occhio.

Per fortuna, la scienza dall’inizio del 1700 ha trovato una spiegazione più logica e chiara di questo disturbo.

Il cristallino è una piccola lente trasparente che si trova dietro alla pupilla e all’iride.

Come l’obiettivo di una macchina fotografica, insieme alla cornea, esso consente il passaggio del fascio di luce che fa mettere a fuoco le immagini rendendole perfettamente visibili.

Qualora però il cristallino perdesse la sua trasparenza, la vista non sarebbe più nitida.

A seconda della dimensione e dell’area che si opacizza, l’interferenza visiva può essere più o meno grave.

Cause e acceleratori del processo degenerativo.

Le cataratte più diffuse sono quelle acquisite, ovvero quelle che si sviluppano su un occhio tendenzialmente sano ma vecchio.

Col passare degli anni infatti, le proteine che formano la struttura dell’occhio subiscono un processo di ossidazione graduale, mentre il cristallino perde la sua elasticità, si ispessisce e diventa meno trasparente.

Ecco perché il 60% della popolazione che supera i 60 anni è interessata da questo problema con differenze legate all’ambiente, all’etnia, all’esposizione al sole, all’associazione con malattie metaboliche ecc.

Altre cause della cataratta sono:

  • fattori congeniti
  • traumi o infiammazioni oculari precedentemente sviluppati
  • eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti
  • conseguenze di interventi chirurgici all’occhio.

Esistono però anche dei fattori di rischio che fungono da veri e propri acceleratori del processo di sviluppo della cataratta.

Tra essi:

  • alcol e fumo
  • diabete mellito
  • ipertensione
  • obesità
  • familiarità
  • uso prolungato di farmaci corticosteroidi o chemioterapici
  • infiammazioni o malattie precedenti del nervo ottico (ad esempio il glaucoma ed il suo trattamento farmacologico)
  • miopia elevata.[1]

Fase iniziale e primi sintomi

Nella fase iniziale, solitamente la cataratta si presenta con segnali che non sempre si riescono a ricollegare a questo disturbo.

La persona, infatti, si rende conto di avere la vista lievemente offuscata o una sensazione di bagliore, anche quando si trova di fronte ad una luce non molto forte.

Vediamo quindi con maggiore attenzione quali sono i primi sintomi della cataratta:

  • vedere sfocato, sdoppiato, colori sbiaditi, aloni intorno alle luci
  • avere una particolare sensibilità alla luce (anche se fioca) e ai riflessi
  • avvertire una maggiore difficoltà con la visione notturna
  • sentire la necessità di accendere più luci per leggere o per compiere altre attività in maniera concentrata.

I sintomi, a volte accompagnati da mal di testa o dolore localizzato, possono interessare un solo occhio o entrambi.

Nella fase iniziale essi sono lievi ma possono peggiorare col tempo, per cui è importante sottoporsi periodicamente a visita oculistica, ancor di più se si cominciano ad avvertire particolari fastidi.

La sintomatologia è spesso correlata al tipo di cataratta, alla zona che viene interessata e al suo stato di avanzamento.

Cataratta giovanile e cataratta senile

Come abbiamo visto, esistono dei fattori di rischio che creano una certa predisposizione a sviluppare la cataratta, sia in età senile che, talvolta, in età giovanile.

  • La cataratta giovanile solitamente si presenta in età precoce a causa di malattie metaboliche, come il diabete mellito, oppure a causa dell’uso di alcuni farmaci, di traumi o di malattie dell’occhio.
  • La cataratta senile è quella più comunemente diffusa, interessa le persone che hanno più di 60 anni ed è causata dai cambiamenti nelle strutture proteiche dell’occhio.
  • Esistono inoltre anche le cataratte congenite, ovvero quelle che sono presenti fin dalla nascita perché causate da processi patologici che si verificano durante il periodo fetale.

Visita oculistica e diagnosi

L’unico modo per poter diagnosticare la cataratta è una visita oculistica approfondita.

Il medico oculista esegue gli esami necessari per analizzare a fondo la salute dell’occhio, il posizionamento e la gravità della cataratta:

  • analisi clinica completa dell’occhio e osservazione accurata di tutti i tessuti oculari del segmento anteriore, grazie all’uso di una lampada a fessura.
  • fondo oculare per rilevare eventuali patologie della retina se le opacita’ della lente lo permettono ed effettuazione di OCT per escludere patologie maculari
  • topografia corneale e conta delle cellule endoteliali per una perfetta efficienza corneale pre intervento
  • ecografia oculare nei casi di cataratte complete che non permettono l’osservazione delle strutture del polo posteriore dell’occhio

Quando operare

L’intervento chirurgico è il trattamento risolutivo delle cataratte, ma quando si può operare?

Dopo aver effettuato tutti gli esami del caso, l’unico a poter valutare il momento opportuno per eseguire l’intervento è l’oculista.

Se in passato si credeva di dover attendere la “maturazione” della cataratta, oggi invece si è compreso che non è necessario prolungare così tanto i disagi del paziente.

Si ricorre all’intervento, solitamente, quando la vista appannata non consente di compiere anche i più semplici gesti quotidiani oppure ostacola la qualità della vita del paziente impedendo ad esempio la possibilità di guidare in sicurezza soprattutto nei soggetti in piena attività lavorativa

L’intervento chirurgico per la cataratta è molto poco invasivo, sono infatti stati scoperti sistemi innovativi che consentono di lavorare raggiungendo il massimo risultato con il minimo impatto.

L’anestesia è topica cioè con l’ausilio di un semplice collirio a base di lidocaina.

Con l’aiuto di una sonda, il cristallino viene frantumato e aspirato per essere sostituito da un cristallino artificiale.[2]

Esistono inoltre anche tecniche ancora più avanguardistiche che prevedono la sostituzione del cristallino anche con lenti multifocali (in casi molto ben selezionati) o monofocali che, oltre ad essere cristallini artificiali, assolvono anche la funzione di correttori permanenti dei difetti visivi.

Ciò vuol dire che le lenti intraoculari consentono di guarire dalla cataratta e, al contempo, di correggere difetti refrattivi vari quali miopia, ipermetropia, astigmatismo.

Prevenzione

Non è possibile prevenire la formazione delle cataratte, se non agendo direttamente sui fattori di rischio.

Si consiglia quindi di evitare di fumare e di proteggere gli occhi dai raggi UV, con l’uso di occhiali da sole.

Un’alimentazione sana, variata e ricca di antiossidanti da frutta e verdure fresche e di stagione ci garantirà salute anche per gli occhi e ritarderà il loro fisiologico decadimento. Il consumo di verdure soprattutto a foglia verde previene la cataratta ed anche il glaucoma e la degenerazione maculare senile secondo il Nurses’ Health Study[3].

Degenerazione maculare, cause e trattamenti

 

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Cataratta

[2] https://www.microchirurgiaoculare.com/cataratta/quando-operare-cataratta/

[3] Kang JH, Wu J, Cho E, et al. Contribution of the Nurses’ Health Study to the Epidemiology of Cataract, Age-Related Macular Degeneration, and Glaucoma. Am J Public Health. 2016;106(9):1684-1689. doi:10.2105/AJPH.2016.303317. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27459452/

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