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Cardo mariano, proprietà antiossidanti e benefici

Dr. Luigi Coppola
Dr. Luigi Coppola
Medico Nutrizionista, Esperto di Medicine Complementari, Specialista in Oncologia
Il cardo mariano è una pianta erbacea biennale della famiglia delle Asteracee presente in tutto il bacino del mediterraneo. Possiede proprietà disintossicanti del fegato.

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Silybum marianum

Il cardo mariano, conosciuto anche col suo nome scientifico Silybum marianum, è una pianta erbacea usata sin dai tempi antichi per curare i disturbi del fegato, della cistifellea e delle vie biliari.

Erano infatti già i predecessori dei nostri attuali medici ed erboristi a conoscerne le proprietà epatoprotettive![1]

Il cardo mariano appartiene alla famiglia delle Asteraceae e si sviluppa soprattutto nell’area del Bacino del Mediterraneo, poiché il suo clima ideale per crescere deve essere temperato e il terreno asciutto.

Principi attivi

Per capire bene i potenziali benefici del cardo mariano, bisogna osservarne la composizione chimica.
Si tratta di una pianta formata da petali e frutti (questi ultimi spesso chiamati impropriamente “semi”), i quali contengono delle sostanze molto benefiche per l’organismo, i flavonolignani, oltre ad altri flavonoidi, tocoferolo, steroli, zuccheri e proteine.
I principi attivi del cardo mariano sono la silibina e la silimarina, entrambi contenuti in alcuni farmaci utilizzati per il trattamento epatico.

Si tratta di due componenti bioattive, con funzioni epato-protettive, antiossidanti e antinfiammatorie.

La silibina è ancora oggetto di studio per le sue potenziali proprietà antitumorali.[2]

Proprietà e benefici

Data la sua composizione, è chiaro che il cardo mariano sia in grado di apportare notevoli benefici alla salute.

Vediamo quindi quali sono le sue proprietà.

  • La silimarina, contenuta nella pianta, è un potente antiossidante, che contrasta l’azione dei radicali liberi.
  • Tale componente ostacola anche la perossidazione lipidica, ovvero quel processo ossidativo che aumenta la produzione di perossidi lipidici, potenzialmente tossici per le cellule.
  • La silimarina è in grado di respingere le tossine che arrivano agli epatociti, ovvero le cellule epatiche.[3]
  • La silibina e la silimarina stabilizzano i mastociti, cellule importanti che agiscono sul sistema immunitario.
  • Esse inoltre proteggono dal danno genomico, riducono l’attività dei promotori tumorali, contribuiscono alla chelazione del ferro (azione importante nella cura delle talassemie).[4]

Alcuni studi hanno dimostrato che il cardo mariano agisce sui livelli di colesterolo nel sangue, aumentando l’HDL e diminuendo il colesterolo VLDL, LDL e i trigliceridi.
Ciò si traduce con un importante effetto benefico sul sistema cardiovascolare poiché, a condizioni invertite, ovvero con trigliceridi, colesterolo LDL e colesterolo VLDL elevati, vi è un maggior rischio di sviluppare l’ipertensione, la malattia coronarica, la malattia cerebrovascolare ischemica e la malattia vascolare periferica.
Depositandosi infatti nelle arterie, questi composti lipidici possono ostruire la circolazione sanguigna e creare, di conseguenza, dei processi aterotrombotici.[5]

Le sostanze benefiche contenute nel cardo mariano possono contribuire alla salute dei capelli e della pelle; la silibinina infatti è in grado di prevenire disturbi cutanei e tricologici. Essa stimola le cellule che determinano la crescita dei capelli e inverte i processi di caduta, attivando la comunicazione AKT serina/treonina chinasi. Alcuni prodotti usati nella cura dell’alopecia, contengono infatti silibinina.[6]

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Anche se alcuni credono che il cardo mariano costituisca un valido aiuto nel dimagrimento, in realtà il suo contributo per l’organismo non riguarda nello specifico la perdita di peso. In effetti, partecipando attivamente alla depurazione del fegato, esso facilita la digestione e lo smaltimento delle tossine (le quali vengono immesse nell’organismo anche grazie alle quantità eccessive di grassi).

La silibina e la silimarina hanno proprietà terapeutiche per la cura della sindrome metabolica.

Si tratta di una condizione patologica contraddistinta da ipertensione, diabete mellito di tipo 2, bassi livelli di colesterolo HDL (“colesterolo buono”) e alti livelli di trigliceridi.

Le componenti del cardo mariano migliorano l’insulino-resistenza e i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.[7]

Colesterolo e ipercolesterolemia, come affrontarli

Il cardo mariano contribuisce alla depurazione del fegato dalle sostanze tossiche, sia di origine naturale che chimica.
La silimarina infatti contrasta l’azione nociva di micotossine (presenti nei funghi velenosi), veleni di serpente e tossine batteriche, nonché di sostanze tossiche di derivazione chimica, quali ad esempio: metalli, fluoro, pesticidi, cardiotossici, neurotossici, agenti epatotossici e nefrotossici.
Il cardo mariano in questi casi viene quindi utilizzato come antidoto oppure come agente protettivo.[8]

L’importanza delle cellule epatiche

Se il cardo mariano apporta benefici al fegato, ciò vuol dire che è tutto l’organismo a giovare della sua azione giovevole.

È proprio grazie alla funzione delle cellule epatiche che avvengono i più importanti processi metabolici, tra cui:

  • l’emulsione dei grassi e la sintesi del colesterolo e dei trigliceridi
  • il metabolismo delle proteine
  • l’eliminazione di tossine
  • la digestione dei grassi e delle vitamine A, D, E, K
  • la gestione degli zuccheri nel sangue.[9]

Quando assumerlo e per quanto tempo

Talvolta, il cardo mariano può essere utilizzato per alleviare i sintomi in caso di affaticamento funzionale del fegato, steatosi epatica non alcolica, avvelenamento da funghi e da metalli e come coadiuvante in corso di cirrosi epatica.[10]

A decidere però i dosaggi e il tempo di assunzione è sempre il medico, in base al disturbo da trattare e alle caratteristiche fisiche della persona, nonché del suo stato di salute.

Controindicazioni

In assenza di studi osservazionali specifici, è consigliabile astenersi dall’uso della pianta medicinale in gravidanza e durante l’allattamento al seno, nonché in concomitanza con l’assunzione di alcuni specifici farmaci.[11] 

Per un uso in sicurezza, è quindi opportuno chiedere consiglio al proprio medico, prima di assumere prodotti a base di cardo mariano.

 

[1] Bijak M. Silybin, un importante componente bioattivo del cardo mariano (Silybum marianum L. Gaernt.) – Chimica, biodisponibilità e metabolismo. Molecole . 2017;22(11):1942. Pubblicato il 10 novembre 2017. doi:10.3390/molecules22111942 https://www.mdpi.com/1420-3049/22/11/1942

[2] Bijak M. Silybin, un importante componente bioattivo del cardo mariano (Silybum marianum L. Gaernt.) – Chimica, biodisponibilità e metabolismo. Molecole . 2017;22(11):1942. Pubblicato il 10 novembre 2017. doi:10.3390/molecules22111942 https://www.mdpi.com/1420-3049/22/11/1942

[3] Abenavoli L, Capasso R, Milic N, Capasso F. Milk thistle in liver diseases: past, present, future. Phytother Res. 2010 Oct;24(10):1423-32. PMID: 20564545. DOI: 10.1002/ptr.3207

[4] Flora K, Hahn M, Rosen H, Benner K. Milk thistle (Silybum marianum) for the therapy of liver disease. Am J Gastroenterol. 1998 Feb;93(2):139-43. doi: 10.1111/j.1572-0241.1998.00139.x. PMID: 9468229. DOI: 10.1111/j.1572-0241.199800139.x

[5] Gobalakrishnan S, Asirvatham SS, Janarthanam V. Effetto della silibina sul profilo lipidico nei ratti ipercolesterolemici. J Clin Diagnostica Ris . 2016;10 (4): FF01-FF5. doi: 10.7860 / JCDR / 2016 / 16393.7566 doi:  10.7860 / JCDR / 2016 / 16393.7566

[6] Cheon HI, Bae S, Ahn KJ. Flavonoid Silibinin Increases Hair-Inductive Property Via Akt and Wnt/β-Catenin Signaling Activation in 3-Dimensional-Spheroid Cultured Human Dermal Papilla Cells. J Microbiol Biotechnol. 2019 Feb 28;29(2):321-329. doi: 10.4014/jmb.1810.10050. PMID: 30609881. DOI: 10.4014/jmb.1810.10050

[7] Gu M, Zhao P, Huang J, et al. La silimarina migliora la disfunzione metabolica associata all’obesità indotta dalla dieta tramite l’attivazione del recettore Farnesil X. Front Pharmacol . 2016;7:345. Pubblicato il 28 settembre 2016. doi: 10.3389/fphar.2016.00345

[8] Fanoudi S, Alavi MS, Karimi G, Hosseinzadeh H. Milk thistle (Silybum Marianum) as an antidote or a protective agent against natural or chemical toxicities: a review. Drug Chem Toxicol. 2020 May;43(3):240-254. doi: 10.1080/01480545.2018.1485687. Epub 2018 Jul 22. PMID: 30033764. DOI: 10.1080/01480545.2018.1485687

[9] https://www.humanitas.it/enciclopedia/anatomia/apparato-digerente/fegato/

[10] Mulrow C, Lawrence V, Jacobs B, et al. Cardo mariano: effetti sulla malattia epatica e sulla cirrosi ed effetti avversi clinici: riassunto. 2000. In: Riepiloghi dei rapporti sulle prove AHRQ. Rockville (MD): Agenzia per la ricerca e la qualità nel settore sanitario (Stati Uniti); 1998-2005. 21. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK11896/

[11] Achufusi TGO, Patel RK. Milk Thistle. [Updated 2021 Sep 15]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan-. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK541075/

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