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Broncopneumopatia, prevenire le difficoltà respiratorie

Dr.-Andrea-Lozzi
Dr. Andrea Lozzi
Medico di medicina generale
Le difficoltà respiratorie dipendono da fattori ambientali, ma più spesso dal fumo. Cause e rimedi per le broncopneumopatie.

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Apparato respiratorio

L’apparato respiratorio è l’insieme di organi, muscoli e altri tessuti che permettono alla persona di respirare.

Esso è composto principalmente dalle vie aeree superiori e da quelle inferiori.

Le vie aeree superiori sono costituite da: naso, cavità nasali, seni paranasali, faringe e laringe.

Le vie aeree inferiori invece sono formate da: trachea, bronchi, bronchioli, polmoni, alveoli e diaframma.

Tutti questi indispensabili componenti dell’apparato respiratorio cooperano tra loro per consentirci di assorbire l’ossigeno dall’aria (che viene filtrata grazie alle ciglia di cui sono tappezzate le narici) attraverso l’inspirazione e per eliminare anidride carbonica attraverso l’espirazione.

Respirare è fondamentale per vivere. La respirazione svolge diverse funzioni importanti:

  • Ossigenare le cellule, i tessuti e gli organi del corpo
  • eliminare anidride carbonica e altre scorie dal sangue
  • sentire gli odori e i sapori (con il naso congesto da raffreddore li percepiamo meno o non li percepiamo affatto)
  • parlare (le corde vocali fanno parte della laringe)
  • regolare la temperatura corporea (quando fa freddo l’alito diventa visibile, cioè disperdiamo calore nell’ambiente).

A causa di uno stile di vita sbagliato, del fumo, di fattori ambientali avversi (smog), dell’azione di virus o batteri, di sostanze irritanti provenienti dall’esterno (polveri, particolato) oppure a causa dell’invecchiamento e della presenza di malattie, la salute dell’apparato respiratorio può essere compromessa.

Si sente spesso parlare infatti di allergie, infezioni, infiammazioni e patologie che interessano alcuni o più tratti dell’apparato respiratorio.[1]

Le difficoltà respiratorie possono essere causate da diversi fattori, tra cui:

  • asma
  • bronchite acuta e cronica
  • polmonite
  • broncopneumopatia cronica ostruttiva
  • embolia polmonare
  • ipertensione polmonare
  • croup (o laringotracheobronchite)
  • infezione della faringe o della laringe
  • problemi cardiaci
  • ernia iatale
  • reflusso gastroesofageo
  • fattori esterni (inquinamento ambientale, polveri sottili, tabagismo, fumo passivo, sostanze chimiche).[2]

Broncopneumopatia cronica ostruttiva

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) viene identificata con un gruppo di malattie che causano problemi respiratori, limitano l’ossigenazione del sangue e dei tessuti e tendono a peggiorare nel tempo.

Tra queste malattie: la bronchite cronica e l’enfisema polmonare.

In quest’ultimo caso, si può parlare anche di “broncopneumopatia cronica enfisematosa”.

L’enfisema polmonare è una condizione patologica degenerativa, contraddistinta dalla compromissione del tessuto polmonare. Ne derivano fame d’aria, tosse e gravi problemi respiratori.

La causa principale della broncopneumopatia cronica ostruttiva è il fumo, ma essa può dipendere anche dall’inquinamento, dal contatto diretto con sostanze nocive o da fattori genetici.

Sintomi di una broncopneumopatia

I sintomi che evidenziano la presenza di una broncopneumopatia sono:

  • mancanza di fiato, principalmente quando si svolgono attività fisiche, si salgono le scale e si fanno sforzi
  • tosse cronica, spesso associata all’espulsione di muco denso
  • respiro sibilante
  • oppressione toracica
  • spossatezza
  • gonfiore dei piedi, delle caviglie e delle gambe
  • frequenti infezioni respiratorie (a partire dal semplice raffreddore fino all’otite, alla faringite e alla polmonite)
  • perdita di peso corporeo.[3]

Difficoltà respiratorie dopo aver smesso di fumare

difficoltà respiratoria

È risaputo che il fumo rappresenti uno dei principali fattori di rischio per la salute in generale e, in modo particolare, per l’apparato respiratorio; ciò che però a volte viene trascurato è che i suoi effetti possono essere riscontrabili sia nel breve che nel lungo termine.

Non è raro, infatti, che molti ex fumatori abbiano difficoltà respiratorie anche dopo avere smesso.

Normalmente si tratta di fasi transitorie che, pian piano, si risolvono; se così non fosse bisognerebbe chiedere consiglio al medico e sottoporsi eventualmente ad esami diagnostici specifici, come ad esempio la radiografia al torace.

Differenza tra fumo di sigaretta, tabacco e sigaretta elettronica

I fumatori più incalliti, quelli che proprio non riescono a smettere di fumare, cercano di trovare escamotage per causare meno danni alla propria salute; ma ci riescono davvero?

Alcuni, ad esempio, sono convinti che fumare tabacco sfuso sia meno nocivo rispetto alle sigarette, ma non è proprio così.

Anche il tabacco sfuso subisce trattamenti chimici, contiene nicotina ed altre sostanze dannose.

Inoltre, per essere consumato deve bruciare (combustione), processo che di per sé è alquanto nocivo per l’apparato respiratorio, per la produzione di numerose sostanze pericolose (catrame, per esempio, radicali liberi, etc).

Il discorso è leggermente diverso invece, se si parla della sigaretta elettronica.

È uno strumento piuttosto nuovo, quindi non possiamo avvalerci di una letteratura sufficiente che abbia esaminato i suoi potenziali effetti sulla salute.

Si sa che le sigarette elettroniche eliminano la combustione e consentono una precisa regolazione del contenuto in nicotina, come anche che il liquido che le alimenta e viene inalato non subisce la concia della foglia del tabacco, diminuendo in modo consistente la dipendenza. Tuttavia, i liquidi medesimi contengono aromi spesso artificiali, e altre sostanze come il polietilenglicole non del tutto scevre da possibili nocività[4].

Per rallentare le perdite di quote di mercato, l’industria del tabacco propone anche dispositivi che preriscaldano il tabacco per diminuirne l’impatto sull’albero respiratorio, ma anche questo sistema ha i suoi limiti e non è privo di tossicità[5].

Proprio per questi motivi, quando si sceglie di smettere di fumare, bisogna essere fermi e decisi sulla propria posizione, senza cercare sostituti della sigaretta, che nel lungo periodo potrebbero rivelarsi altrettanto dannosi per la salute.

Diagnosi precoce

Una volta instaurata la broncopneumopatia cronica ostruttiva non si può guarire, ma può essere trattata e prevenuta.

Per evitare che essa possa degenerare e causare sintomi gravi è necessario però ottenere dal medico una diagnosi precoce.

I fumatori, coloro che lavorano a contatto con agenti chimici e coloro che soffrono ciclicamente di affezioni che colpiscono l’apparato respiratorio devono rivolgersi al proprio medico, per chiedere consiglio.

In molti casi, per approfondire ed avere un quadro clinico completo, il dottore suggerisce esami specifici.

Normalmente, i test da eseguire per rilevare patologie acute o croniche che interessano il sistema respiratorio possono essere:

  • radiografia toracica
  • spirometria
  • TAC toracica
  • emogasanalisi arteriosa sistemica
  • emocromo.[6]

Rimedi naturali

Per tenere sotto controllo la broncopneumopatia cronica ostruttiva in alcuni casi è necessario cambiare radicalmente il proprio stile di vita.

Bisogna necessariamente astenersi dal fumare, evitare il fumo passivo, avere un’alimentazione sana e bilanciata e svolgere attività fisica, sotto stretto controllo medico.

Talvolta è indispensabile che il medico prescriva l’ossigenoterapia e altre terapie convenzionali per stabilizzare alcuni valori, frenare l’infiammazione e curare infezioni acute.

Esistono anche rimedi naturali in grado di trattare queste particolari affezioni, che possono contribuire a migliorare il quadro se assunti con regolarità.

  • Gli antiossidanti in genere hanno proprietà antinfiammatorie; tra essi il limone, la curcuma e lo zenzero possono essere utili in caso di infiammazioni delle vie aeree
  • Il timo, l’eucalipto e la menta piperita posseggono interessante azione anti congestionante e antisettica
  • Gli integratori a base di vitamina D, vitamina C e vitamina A, come anche gli integratori a base di acidi grassi e gli aminoacidi essenziali possono rivelarsi particolarmente utili per rafforzare la risposta immunitaria in caso di affezioni di diversa natura[7]
  • Alcuni medicinali in bassa dose hanno mostrato capacità di contenimento dell’ingravescenza della sindrome: essi vanno soggettivamente scelti da professionista esperto, al quale è indispensabile rivolgersi.

 

 

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