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Benessere gastrointestinale negli anziani

Dr.-Andrea-Lozzi
Dr. Andrea Lozzi
Medico di medicina generale
L’invecchiamento produce effetti di rallentamento nelle funzioni dell’apparato gastrointestinale degli anziani. Quali problemi e come affrontarli.

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Avanzare dell’età

Dal momento che le aspettative di vita sono in costante crescita è importante preservare il proprio benessere e impegnarsi a migliorare le condizioni di salute; è quindi necessario comprendere quali sono i disturbi più frequenti correlati all’avanzare dell’età e determinare la miglior prevenzione e le eventuali cure più idonee.

Tra le tante problematiche che normalmente subentrano, i disturbi gastrointestinali sono sicuramente quelli più diffusi, provocando fastidi quotidiani, sia durante i pasti che al momento della digestione.

benessere gastrointestinale.

Anche se in molti casi tali peggioramenti funzionali del sistema gastrointestinale sono fisiologici, in altre circostanze possono dipendere da stati patologici, soprattutto se si parla di persone che hanno più di 65 anni.

L’anzianità, infatti, è contraddistinta da una progressiva perdita dell’integrità fisiologica, alla quale consegue una riduzione delle normali funzionalità organiche e una maggiore vulnerabilità di tutto il corpo.

Pertanto, è particolarmente importante sensibilizzare gli anziani e i loro familiari ad avere un approccio preventivo alla cura della salute, mettendo in pratica piccoli ma essenziali accorgimenti: sottoporsi a screening periodici, consultare il medico di base per spiegare quali sono i disturbi passeggeri o persistenti, capire quando è il momento di rivolgersi ad uno specialista e così via.

Dolore addominale

Il dolore addominale nelle persone anziane è un sintomo abbastanza diffuso.

In mancanza di segni clinici più specifici, esso potrebbe essere associato ai più svariati problemi di salute: digestione, ulcera peptica, colecistite, stipsi, spasmi funzionali intestinali, diverticolite, infezione del tratto urinario, ecc.

Le percezioni sintomatiche possono talvolta essere distorte a causa della coesistenza di patologie di diversa natura o dell’assunzione abituale di farmaci antidolorifici per i fastidi cronici, così come possono essere dovute al fatto che negli anziani non sempre le infezioni si manifestano con un aumento della temperatura.

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Per accertarsi delle proprie condizioni di salute, dunque, è necessario rivolgersi al medico, spiegare l’intensità, la durata del dolore e la presenza di eventuali altri sintomi, al fine di ricevere un parere esperto e un’assistenza adeguata.

Proviamo però ad elencare delle casistiche sintomatiche tipiche, che ci permettono di riconoscere alcune patologie tra le più diffuse.

  • La gastroenterite si manifesta con dolori addominali con diversa possibilità di localizzazione, diarrea e crampi.
  • La colecistite si manifesta con dolore addominale soprattutto nella parte destra (che potrebbe irradiarsi fino alla spalla), vomito, brividi e febbre.
  • La pancreatite presenta dolore intenso soprattutto nella parte alta dell’addome, nausea, vomito, inappetenza, perdita di peso e feci grasse.
  • Il dolore addominale proprio dell’appendicite è localizzato principalmente nella zona inferiore del lato destro e può aumentare con un colpo di tosse. Esso è accompagnato da febbre, nausea, stipsi, meteorismo.[1]

Intestino pigro e diminuzione della motilità intestinale

La sindrome dell’intestino pigro è caratterizzata dalla diminuzione della motilità e del transito intestinale.

Più propriamente definita peristalsi intestinale, la motilità intestinale è l’insieme dei movimenti muscolari che fanno progredire il contenuto, permettono l’ottimale digestione e l’assorbimento dei nutrienti e consentono, infine, l’eliminazione delle scorie inutilizzabili. Una sua alterazione può causare costipazione, feci dure, emorroidi e defecazione dolorosa.

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I sintomi più comuni della sindrome dell’intestino pigro sono:

  • movimenti intestinali più rarefatti e poco coordinati, che si verificano meno di due volte alla settimana;
  • gonfiore e dolore addominale;
  • nausea e inappetenza.

Le cause di questo disturbo possono essere molteplici e, specialmente nelle persone anziane, possiamo spesso associarle a: un’alimentazione povera di fibre e non ben bilanciata, scarsa idratazione, mancanza di attività fisica, abuso di lassativi e medicinali da automedicazione, compresenza di altre patologie (ipotiroidismo, disfunzione del pavimento pelvico, diverticolosi, diabete, demenza, ecc).

Attività fisica e abitudini alimentari

Condurre uno stile di vita sedentario ed avere abitudini alimentari scorrette influisce sulla salute generale della persona e in modo particolare sul benessere gastro-intestinale.

È importante infatti, mangiare frutta, verdura, cereali, legumi, alimenti integrali e non raffinati, pesce, carne, uova anche col fine di stimolare le funzioni intestinali.

L’assunzione di fibre con almeno due litri di acqua al giorno permette di ammorbidire le feci, facilitare la digestione e il transito intestinale e prevenire numerosi disturbi che coinvolgono l’apparato gastro-intestinale.

All’alimentazione però bisogna associare anche l’attività fisica, commisurata alle proprie abilità e condizioni di salute. [2]

Colon irritabile

La sindrome del colon irritabile, clinicamente indicata come “sindrome dell’intestino irritabile” (IBS), è un disturbo gastrointestinale funzionale molto comune, sia negli adulti che negli anziani.

Esso è caratterizzato da dolore addominale e regolarità intestinale alterata, in assenza di patologie organiche specifiche (origine psicosomatica).

L’invecchiamento è considerato un fattore di rischio nella diagnosi della sindrome dell’intestino irritabile e di norma viene trattato come nei pazienti più giovani.

Ciononostante, dopo aver eseguito indagini specifiche che escludono la presenza di malattie organiche, la terapia negli anziani richiede una maggiore cautela, visto che le loro condizioni fisiche e fisiologiche sono particolarmente delicate.[3]

Anche in questo caso, è importante assicurarsi di mangiare sano ed evitare la sedentarietà.

Equilibrio della flora batterica intestinale

L’avanzare dell’età apporta modifiche anche alla composizione batterica della flora intestinale, potendo alterare il suo normale equilibrio.

Inoltre, la mucosa intestinale si assottiglia, il sistema immunitario innato e quello adattivo forniscono una risposta difensiva più lenta e l’esposizione a infezioni diventa più facile.

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L’uso di fermenti lattici permette di riequilibrare la flora batteria intestinale e stimolare la risposta immunitaria.

Probiotici per stitichezza e gonfiore addominale

Il microbiota intestinale è costituito da numerosi ceppi di batteri, funghi e virus, che sono essenziali per la nostra salute e per il corretto funzionamento dell’organismo intero.

Lo stile di vita, le abitudini alimentari, l’eventuale presenza di patologie, le condizioni generali della persona influenzano, e sono allo stesso tempo influenzate, dal microbiota.

Pertanto, prendersi cura della popolazione microbica del proprio intestino diventa d’obbligo, soprattutto in momenti in cui alcune funzioni organiche sono alterate.

Nel caso della stitichezza e del gonfiore addominale, infatti, diventa indispensabile l’uso di probiotici, poiché essi sono in grado di ripristinare l’equilibrio della flora fisiologica intestinale, attenuando questi fastidi.

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Quali fermenti lattici per la stitichezza

La stitichezza può essere occasionale, frequente o cronica; può essere associata ad altri sintomi fastidiosi e correlata a disturbi specifici, come l’intestino pigro o la sindrome dell’intestino irritabile.

Per avere sollievo e combattere con efficacia questo problema è opportuno assumere probiotici specifici per la stitichezza, per poter ripopolare l’intestino di quei batteri necessari a stimolare la peristalsi.

Anche il miglior probiotico per la stipsi, comunque, deve essere associato a un’adeguata idratazione quotidiana e ad un’alimentazione ricca di fibre!

I probiotici per la stipsi di acclarata utilità appartengono ai ceppi Lactobacillus e Bifidobacteria.[4] La compresenza di fibre prebiotiche (prebiotico + probiotico = simbiotico) rinforza questa capacità e facilita ulteriormente il regolare movimento dell’intestino.

influenza, i fermenti lattici possono aiutare a prevenirla?

Immunodepressi e fermenti lattici

I soggetti immunodepressi sono maggiormente esposti a rischio di infezioni e, proprio per questo, le loro condizioni di salute devono essere monitorate con maggiore attenzione.

Pazienti oncologici, persone con malattie croniche, con infezioni anergizzanti o che hanno subito un trapianto di organo, hanno un sistema immunitario compromesso, il quale non è sempre in grado di far fronte in maniera efficace alla comparsa di infezioni e complicanze.

Ciò vuol dire che alcune situazioni patologiche, se non curate immediatamente, possono causare serie conseguenze e, nei casi peggiori, compromettere gravemente la salute e mettere addirittura a rischio la vita del soggetto.

I fermenti lattici nei soggetti immunodepressi sono senz’altro un valido aiuto, sicuri e ben tollerati, ma, prima di effettuare una scelta in merito all’assunzione e alle relative dosi, è sempre raccomandato chiedere consiglio al proprio medico o farmacista di fiducia.

 

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